martedì, Marzo 31

Burundi: Kora Kora. Prove generali del genocidio

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Parola d’ordine: Sacrificare i nostri fratelli

Il regime è consapevole che, a differenza del Rwanda, la maggior parte degli hutu, sopratutto nella capitale e nelle principali città, non risponderà all’appello. Il rischio è che la maggioranza degli hutu partecipi attivamente nella difesa della democrazia opponendosi al genocidio. Dinnanzi  a questo rischio è stato impartito l’ordine di sacrificare parte della popolazione hutu con una percentuale di 1 vittima hutu per ogni 10 vittime tutsi. Su una popolazione di circa 10 milioni gli hutu rappresentano circa 7,5 milioni e i tutsi 2,5 milioni di persone. La scelta di sacrificare gli hutu non è solo dettata dalla necessità di stroncare la resistenza, ma anche di camuffare il genocidio.

 

Ci sarà la reazione popolare?

Il Burundi del 2015 non è il Rwanda del 1994. Dinnanzi al rischio, ora reale, di genocidio, l’opposizione non si vuol far trovare impreparata. Dai Paesi vicini sta giungendo una impressionante quantità di armi pesanti. Istruttori militari e commando d’élite africani affiancano la ribellione democratica e armata.
Quasi tutti i soldati tutsi dell’Esercito hanno disertato e si sono uniti alla ribellione. Tra i disertori si contano anche decine di centinaia di soldati hutu. È stato creato un coordinamento dei vari gruppi armati. Due giorni fa si sono registrati i primi seri combattimenti presso Bujumbura Rural, la provincia prossima alla capitale, storicamente feudo del gruppo armato hutu Fronte Nazionale di Liberazione FNL.

Se il loro leader Agathon Rwasa è entrato nella compagine del Governo illegittimo, e probabilmente condivide i piani di genocidio, non si riesce a capire quale posizione prenderanno i miliziani armati del FNL.  Si prevedono due stadi di resistenza. Il primo, a livello di quartiere. Uomini, donne, bambini, anziani sono chiamati a resistere al genocidio con qualunque arma a loro disposizione. Anche se reso difficile dai cordoni della Polizia, l’approvvigionamento di armi e munizioni sembra affluire nei quartieri a rischio della capitale. Il secondo, a livello di ribellione armata. Sferrare l’attacco sulle forze genocidarie e liberare il Paese. La parola d’ordine è: nessun prigioniero tra Imbonerakure e FLDR. Solo i poliziotti che si arrendono avranno la vita salva dopo aver verificato che siano realmente burundesi.

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