lunedì, Aprile 6

Burundi: Kora Kora. Prove generali del genocidio

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Vicina l’ora X

Il piano di genocidio ha ricevuto un codice di battaglia: Kora Kora (lavorare, nel senso genocidario di sterminare il nemico). Liste dettagliate delle vittime circolano nel Paese. Sui social network come Facebook sono esplosi gli incitamenti alla violenza etnica da parte dei giovani Imbonerakure. Il più angosciante, destinato a diventare il macabro simbolo della tragedia, ritrae un giovane all’interno di una auto che liscia un machete appena comprato. La frase che accompagna la fotografia è  «Ora che sono finite le elezioni dobbiamo iniziare a lavorare». Questi messaggi rispondono alla tecnica, collaudata nel 1994 in Rwanda, di terrorizzare le vittime prima del genocidio. L’obiettivo è di infondere coraggio e senso di onnipotenza a coloro che devono compiere il genocidio. Intendono, inoltre, infondere un senso di fatalità ed impotenza nelle vittime designate. Evidente le regia degli esperti del genocidio le Interhawame  alias FDLR.

Nkurunziza ha messo al sicuro la sua famiglia. Moglie e figli sono partiti domenica scorsa per l’India, assieme ad un ingente riserva di valuta estera ritirata dalla Banca Centrale, ormai svuotata. Posti di blocco sono stati eretti nella capitale, nelle principali città e asse stradali all’interno del Paese. La TV in inglese di ‘CCTV‘ Cina, due giorni fa ha ripreso un posto di blocco eretto a Bujumbura controllato da Polizia e civili questi ultimi non armati.  Dallo scorso fine settimana le attività di pulizia etnica si sono intensificate, come testimonia Innocent Muhozi, Presidente dell’Osservatorio della Stampa Burundese e Direttore Generale della Radio televisione ‘Reinassance‘ sul sito di informazione ‘VOA‘ (Voice Of Afrique) «La popolazione è costretta ad utilizzare le armi per difendersi. Senza armi sarebbero arrestati, torturati ed assassinati», afferma Muhozi. Le incursioni della Polizia (leggi dei terroristi ruandesi FDLR) hanno un unico obiettivo: rendere tecnicamente impossibile la consegna delle armi ed iniziare il genocidio.

La data previsa, secondo le fughe di notizie, per l’inizio è tra il 8 e il 10 novembre. I genocidari si sono dati fino alla fine di dicembre per attuare il lavoro. «Natale lo festeggeremo senza gli Al-Shabaab. Non ci sarà nessun somalo vivo in Burundi», recita in Kirundi uno spot pubblicato da un giovane Imbonerakure su Facebook.

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