martedì, Marzo 31

Burundi: Kora Kora. Prove generali del genocidio

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La svolta dettata da Ndikuriyo e Nkurunziza

Rifiutate, di fatto, le proposte di pace della Comunità Internazionale, la compagine genocidaria FDLR, CNDD, Imbonerakure necessitava di una svolta. Il compito è stato affidato al Presidente illegale del Senato Reverien Ndikuriyo e al pastore protestante Pierre Nkurunziza. Il discorso ai capi quartieri di Ndikuriyo e l’ultimantum di resa incondizionata lanciato da Nkurunziza all’opposizione rivelano l’intenzione di attuare il genocidio. Il 30 ottobre Ndijuriyo convoca tutti i capi quartiere hutu della capitale per chiarire le intenzioni del Governo. ‘On vas tous à travailler” (andiamo tutti a lavorare) dice Ndikuriyo ai capi quartiere, ordinandogli di iniziare ad organizzarsi presso la capitale, le principali città e nelle campagne. Sottolineando che ci si aspetta da loro lealtà patriottica in difesa del Governo democratico del CNDD-FDD, il Presidente del senato offre loro la garanzia di immunità. «Quando userete violenza sarà per una causa giusta. Nessuno vi condannerà». Come incentivo offre loro le proprietà delle vittime. «Ricordatevi che vi è la possibilità di acquisire le terre e le case dei traditori. Questa è un’ottima opportunità. Loro non meritano di avere delle proprietà. Voi si. Se volete i terreni e le case è sufficiente che andiate a lavorare quando vi daremo l’ordine». Gli ordini impartiti ai capi quartiere sono stati condivisi da Pascal Nyabenda, Presidente della Assemblea Nazionale.

 

Guadagnare tempo e creare il Fattore X

Seppure accelerata la preparazione del genocidio necessita ancora di tempo. A livello internazionale i 30 giorni dati al governo per accettare i colloqui di pace ed evitare l’intervento della forza militare africana sotto comando della Unione Africana, sono stati una manna piovuta dal cielo.  L’accelerazione della pulizia etnica (non ancora giunta allo stadio di genocidio) è attuata esclusivamente di notte. Di giorno il Paese vive in pace. Di notte iniziano a cadere le teste. Questa è una tattica adottata per non far comprendere in pieno alla Comunità Internazionale la gravità della situazione e il rischio di genocidio.

Avendo ottenuto sufficiente tempo prima di gestire l’eventuale presenza di truppe militari africane in Burundi, il regime si è concentrato nel cercare  il Fattore X. L’ultimatum lanciato da Nkurunziza il 02 novembre scorso rappresenta il Fattore X. L’ultimatum è rivolto all’opposizione e alla società civile. Tutti devono depositare le armi (escluse, ovviamente, le milizie genocidarie Imbonerakure) entro il 7 novembre. A chi accetterà la resa incondizionata verrà garantita l’amnistia dopo qualche mese di permanenza in campi di rieducazione. L’8 novembre la Polizia e l’Esercito recupererà con la forza le armi, e i ribelli verranno considerati terroristi da abbattere.

Una legge anti terrorismo sta per essere approvata dal Senato e Assemblea Nazionale per offrire la necessaria copertura legale al genocidio. L’ex Presidente ha ordinato ai Paesi occidentali, Tanzania, Rwanda e Congo di deportare immediatamente tutti gli esuli politici ricercati dal Governo e ora dichiarati già dei terroristi. Nkurunziza sa perfettamente che la popolazione non consegnerà mai le armi, unico mezzo per difendersi dai genocidari. L’ultimatum non è rivolto ai burundesi ma all’opinione pubblica internazionale. Quando inizieranno le operazioni di genocidio, esse saranno camuffate da normali operazioni di polizia per recuperare, tra la popolazione, le armi detenute illegalmente ad ultimatum scaduto. Le violenze saranno minimizzate dall’unico media operativo nel Paese, ‘RTNB‘. L’informazione della società civile sarà fatta passare come opera di calunnie della propaganda tutsi.

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