martedì, Marzo 31

Burundi: Kora Kora. Prove generali del genocidio

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Gestione della conflittualità sociale. Dallo scontro politico allo scontro etnico

L’opposizione al terzo mandato e al potere Hutu ha assunto proporzioni sociali non calcolate dal regime, convinto che solo la minoranza tutsi si sarebbe opposta. Al contrario il regime ha visto con orrore la partecipazione alle manifestazioni  di decine di migliaia di hutu, che hanno spostato lo scontro da quello tradizionale (etnico) a quello politico.

Dopo una repressione cieca e rabbiosa il regime ha compreso il rischio che l’opposizione hutu delle città si estendesse anche tra le popolazioni hutu delle campagne, decretando così la fine del Hutu Power. Per scongiurare il pericolo il regime ha varato una strategia della tensione e repressioni mirate. Ha sguinzagliato i miliziani Imbonerakure in abiti civili nei quartieri per dissimulare falsi attacchi contro la Polizia, offrendo così il pretesto alle Forze dell’Ordine di intervenire e massacrare la popolazione. Ha ucciso decine di civili hutu gettando i loro corpi nei quartieri a maggioranza tutsi  per simulare regolamenti di  conti e dispute etniche. Non sicuro della lealtà della Polizia e cosciente della poca preparazione dei giovani Imbonerakure ha stretto un accordo politico con i terroristi ruandesi delle FDLR, chiedendo loro di gestire la resistenza del regime alla democrazia. L’accordo prevede la compartecipazione al potere da parte delle FDLR. Miliziani e leader terroristi sono stati immediatamente naturalizzati burundesi con false carte di identità.

Il piano di etnicizzare lo scontro ha trovato molte resistenze e varie volte Nkurunziza ha dimostrato di non essere all’altezza della situazione: crisi depressive, mancanza di lucidità, fobie, ordini contraddittori.  Questo ha provocato una fuga dei dirigenti e dei Ministri del CNDD e il concreto rischio che il regime crollasse. È in questa delicata fase che le FDLR hanno preso il controllo della situazione trasformando Nkurunziza e il CNDD in meri strumenti.

Le FDLR hanno visto nel Burundi l’opportunità di controllare un Paese, di accedere alle massime cariche del potere e di rafforzarsi in previsione della invasione del Rwanda. Una situazione molto più vantaggiosa di quella di un gruppo armato in Congo costretto a fare accordi con il regime di Kinshasa e a combattere per esso. Il colpo di Stato silenzioso delle FDLR ha creato le condizioni per il genocidio.

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