sabato, Ottobre 24

Burundi, il ritorno del Presidente Pierre Buyoya? field_506ffbaa4a8d4

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Avvertendo che la risoluzione della crisi non è all’ordine del giorno e del rischio che la situazione di caos e violenza nel Burundi possa durare per molti altri mesi, l’articolista sembra incoraggiare un’offensiva militare della ribellione formata dalle forze del FOREBU, RED Tabara e FNL, avvertendo, tra le righe, della necessità di un Uomo Forte alla guida del Paese. «É giunto il momento per i burundesi di smettere di sognare. Da un anno la popolazione sogna per non guardare in faccia la realtà. Ognuno attende che altri liberino il Paese da Nkurunziza e tutti attendono un salvatore che non sanno nemmeno il nome. Dopo i combattimenti eroici dei giovani sono ormai mesi che non esistono serie iniziative politiche per abbattere il regime. Un’offensiva militare è in preparazione? Non si sa. Non ci rimane che attendere e vedere come si evolveranno gli avvenimenti».

Fonti dell’opposizione e all’interno del regime CNDD concordano nell’individuare l’autore misterioso di questo articolo: Pierre Buyoya. Lo avrebbe pubblicato per lanciare un messaggio criptato ai Burundesi e agli alleati internazionali che lo sostengono. Sul fronte militare l’unione tra FOREBU, RED Tabara e FNL di Nzamampema sembra giunta a buon fine e sarebbero iniziati i preparativi militari legati a propizie condizioni internazionali per liberare il Paese. L’unione sarebbe stata possibile grazie alle ultime resistenza fatte cadere dal gruppo guerrigliero RED Tabara, attivo nelle località di Mugamba e Burambi. Il FNL di Nzamampena dopo aver sconfitto l’esercito fedele a Nkurunziza nella provincia del Sud Kivu, est del Congo avrebbe posizionato dei consistenti avamposti militari presso la foresta di Rukoko iniziando così la lenta mossa di accerchiamento della capitale Bujumbura.

Mercoledì 13 giugno la Parlamentare del partito illegalmente al potere CNDD Hafsa Mossi (tutsi) è stata assassinata da un commando nelle strade della capitale in pieno giorno. L’ex presidente Nkurunziza ha promesso di assicurare gli assassini alla giustizia  condannando l’assassinio come un vile atto di codardi. Secondo la Società Civile burundese  l’assassinio della Parlamentare Mossi è opera dal Responsabile della Sicurezza Nazionale il Generale Buyoni a seguito di un diverbio avvenuto tra i due. Il Generale Buyoni (sotto sanzioni americane per crimini contro l’umanità) ha rimproverato Mossi per i commenti di solidarietà espressi nei confronti dei concittadini rifugiati durante una sua recente visita nei campi profughi in Rwanda. «Come hai potuto piangere per quei mujeri? Come hai osato fare questo?» ha domandato il Generale Buyoni. Mujeri è una parola Kirundi per definire i cani randagi. Due giorni dopo il diverbio la parlamentare del CNDD è stata assassinata, nonostante che avesse ricevuto ampie rassicurazione dal ex presidente Nkurunziza di calmare il Generale Buyoni, divenuto dal settembre 2015 il numero due del regime. Tre giorni dopo l’assassinio il Generale Buyoni ha percosso personalmente un conduttore di autobus che aveva provocato involontariamente un incidente al suo passaggio. Alle proteste dei passanti ha risposto: «Si deve ritenere fortunato di essere ancora vivo». Il conducente di autobus è ora all’ospedale in prognosi riservata.

A convalidare le accuse della Società Civile sull’omicidio della Parlamentare Mossi è stata l’incomprensibile decisione del regime burundese di ritirarsi dal ventisettesimo summit dell’Unione Africana che si è tenuto a Kigali, Rwanda il 17 luglio scorso. Hafsa Mossi ricopriva anche un posto parlamentare presso la East African Community e posti di consulenza presso l’Unione Africana. Il regime ha richiamato la delegazione burundese già presente a Kigali per il summit, compreso l’Ambasciatore burundese presso l’Unione Africana e due alti diplomatici del Ministero Affari Esteri, imponendo agli organizzatori di non esporre la bandiera burundese presso il Palazzo dei Congressi.

Questo atto di rottura diplomatica attuato senza offrire spiegazioni rafforza presso l’Unione Africana il sospetto che Hafsa Mossi sia vittima di un complotto di Stato. “L’Unione Africana condanna fermamente il barbarico atto relativo all’assassinio della Parlamentare Hafsa Mossi considerandolo un ulteriore elemento di destabilizzazione del Burundi.” recita il comunicato stampa firmato dal Presidente della Unione Africana: Nkozozana Dlamini Zuma.

Fonti all’interno della Università di Bujumbura informano che da una settimana è iniziato una nutrita protesta presso la Facoltà di Lettere e Scienze Umane. Come risposta il Governo ha annullato le iscrizioni per l’anno accademico 2016 e i servizi sociali normalmente offerti agli studenti. La protesta sta continuando e si teme una risposta violenta del regime. L’Indro seguirà da vicino la neonata lotta degli universitari burundesi.

 

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