venerdì, Aprile 3

Burundi, il ritorno del Presidente Pierre Buyoya? field_506ffbaa4a8d4

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Kampala – Erano mesi che si mormorava la possibilità che l’ex presidente Pierre Buyoya ritornasse ad assumere posizioni di primo piano nella lunga crisi burundese. Le prime notizie lo vedevano rientrare nel Paese come Presidente ad interim dopo la liberazione condotta dalle forze armate d’opposizione. Una liberazione che era prevista inizialmente per novembre dicembre 2015, poi rinviata per febbraio, marzo 2016 ma mai realizzata. Le truppe sarebbero pronte ma rimarrebbero al sicuro oltre i confini: a est del Congo, Rwanda e Tanzania. Si parla di difficoltà di coordinamento.

Il principale ostacolo, il rischio di scatenare un genocidio a cielo aperto come reazione del regime, sembra superato. I Generali ribelli si sarebbero arresi alla Real Politik. Pur essendo diminuiti gli stermini, la popolazione tutsi del Paese è praticamente presa in ostaggio. Non può più uscire dal Paese con facilità ma non viene particolarmente molestata se non aderisce apertamente all’opposizione. Viene semplicemente tenuta come merce di scambio. Dinnanzi ad una offensiva ribelle vi sono molte probabilità che si tenterà di massacrare 1,5 milioni di cittadini burundesi di origine sociale tutsi. Un futuro atto di follia del regime ma un’ottima carta da giocare, come deterrente ad azioni militari. Dinnanzi a questa realtà i Generali ribelli si sarebbero arresi considerando il rischio di genocidio come inevitabile. Una considerazione che fa decadere ogni prudenza e tentennamento per lanciare l’offensiva militare ora subordinata esclusivamente da questioni logistiche e politiche.

L’opposizione armata si interroga seriamente sul futuro del Paese. Dopo un’auspicabile vittoria chi comanderà il Burundi? Il CNARED, raggruppamento di vari partiti politici in esilio con sede in Belgio si sta sfaldando causa faide interne. Vari suoi leader politici ex CNDD hanno contattato il dittatore Nkurunziza per chiedere il loro perdono e il loro reintegro all’interno del regime, promettendo di offrire importanti informazioni sulle attività dell’opposizione e dei suoi padrini internazionali. La Società Civile stenta a farsi ascoltare dalla Comunità Internazionale. Secondo vari osservatori regionali se il regime fermerà o ridurrà drasticamente lo sterminio in atto della sua popolazione i rapporti con le potenze straniere riprenderanno il normale corso e le sanzioni saranno dimenticate. É in questa situazione che ricompare con rinnovato vigore la notizia di un probabile ritorno di Pierre Buyoya.

Il Generale Buyoya, nato il 24 novembre 1948 a Rutovu, Provincia di Bururi, nel settembre 1987 rovesciò il Presidente Jean-Baptiste Bagaza ponendo fino alla Seconda Repubblica. Immediatamente proclamò la nascita della Terza Repubblica con lui eletto dall’esercito tutsi alla Presidenza. Il colpo di Stato del 1987 fu un affare interno ai tutsi. Il Generale Buyoya fu appoggiato dall’Occidente e dal Vaticano in quanto il Presidente Bagaza era considerato un pericoloso estremista del Tutsi Power.  Buyoya invertì la politica del suo predecessore favorendo le relazioni tra le due classi sociali hutu e tutsi anche se il Paese continuava ad essere governato da un governo controllato dall’esercito a maggioranza tutsi. Questa ambiguità portò alla ribellione hutu dell’agosto 1988 duramente repressa.

Nel 1992 Buyoya promulgò una nuova Costituzione e permise libere elezioni vinte nel giugno 1993 dal leader hutu Melchior Ndadaye. Il suo mandato presidenziale durò pochi mesi. Fu assassinato dall’esercito durante il colpo di stato avvenuto nell’ottobre 1993, dando inizio alla guerra civile che durò fino al 2004. Il colpo di stato (a cui il Generale Buyoya prese parte) fu attuato causa i sospetti che la politica Hutu Power di Ndadaye portasse ad allinearsi ai piani genocidari del regime hutu ruandese di Juvenal Habyrimana di cui gli avvenimenti del 1994 furono l’epilogo finale.

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