venerdì, Luglio 3

Burundi: il regime HutuPower sta preparando l’offensiva A Bjumbura sono confluite armi pesanti acquisite da Russia e Francia. La Cina ha richiamato in patria gli esperti dell’informazione politica che stavano assistendo Nkurunziza

0

In Burundi, forze lealiste del regime stanno preparando un’offensiva per respingere oltre frontiera l’Esercito Repubblicano del Burundi (ERB), secondo quanto riferiscono le nostre fonti. Presso la ex capitale, Bjumburasono confluite armi pesanti acquisite da Russia e Francia. Tra esse blindati BTR-80BRDM-2BTR-40 (di fabbricazione russa) Panhard AML-90Panhard AML-60Panhard M3 (di fabbricazione francese). Anche batterie di cannoni e obici a lunga gittata D-30 da 122mm e lancia razzi multipli BM-21 Grad montati su camion stanno confluendo presso la ex capitale. Il concentramento delle armi pesanti è stato confermato da ‘Tele Renaissance nel suo telegiornale del 4 dicembre scorso qui riportato.

In un primo momento si pensava che tale concentramento di mezzi militari fosse stato predisposto per la difesa di Bujumbura dalla preannunciata offensiva ribelle. Al contrario, la destinazione finale di queste armi pesanti sarebbe Cibitoke, alla frontiera con il Rwanda. Secondo le fonti in Burundi, il regime starebbe preparando una grossa offensiva contro i reparti del RED Tabara e FOREBU che controllano la foresta della Kibira e i distretti di Bubanza e Nyanza. L’obiettivo sarebbe di sconfiggere le forze ribelli e ricacciarle oltre la frontiera ruandese.

L’offensiva dovrebbe scattare a breve, anche se l’effetto sorpresa è stato perso, nonostante le precauzioni adottate, si sono verificate fughe di notizie che evidenziano serie problematiche all’interno del partito al potere, il CNDD-FDD (National Council for the Defense of Democracy-Forces for the Defense of Democracy), e delle Forze Armate. All’offensiva dovrebbero partecipare reparti lealisti dell’Esercito, mercenari ruandesi FDRL, miliziani Imbonerakure e riservisti FDD (Forze di Difesa della Democrazia). Per la natura dell’offensiva militare ideata, vi sono forti rischi di incidenti di frontiera con il Rwanda, che potrebbero scatenare una guerra tra i due Paesi gemelli.

Le relazioni tra Kigali e Gitega sono sull’orlo del conflitto.
Luned
ì 2 dicembre il Ministro degli Esteri burundeseEzéchiel Nibigira (capo anche delle milizie Imbonerakure e marionetta dei terroristi ruandesi FDRL) ha trasmesso alla Segretaria della East African Community l’accusa ufficiale (documento N° 204.01/1279/MAE/2019) rivolta al Rwanda di aver tentato di invadere il Burundi a seguito degli avvenimenti bellici di Bubanza e Mabayi, affermando che l’aggressione ruandese costituisce una seria minaccia per la pace e la sicurezza, non solo per il Burundi ma per tutta la Regione dei Grandi Laghi.
Anche il dittatore 
Pierre Nkurunziza ha accusato il Rwanda di azioni militari ostili, venerdì scorso, durante la cerimonia di apertura della decima Assemblea del Forum Parlamentare dei Paesi membri della CIRGL (Conferenza Internazionale sulla Regione dei Grandi Laghi), tenutasi a Bujumbura.
Il 
Governo di Kigali non ha reagito alle accuse rivolte, preferendo ignorarle. La CIRGL ha deciso di aprire un’inchiesta sui combattimenti avvenuti nel comune di Mabayi, per verificare la fondatezza delle accuse del CNDD-FDD.

Vi sono forti sospetti che l’Esercito ruandese stia appoggiando i ribelli burundesi, forse anche con la presenza di truppe in Burundi, ma nessuna prova al momento è stata presentata a supporto delle accuse.
Le forze 
RED Tabara e FOREBU sono prossime alla frontiera ruandese. Una eventuale offensiva del regime potrebbe sfociare in uno scontro con il Rwanda, qualora i combattimenti sconfinassero in territorio ruandese.

L’offensiva delle forze HutuPower è di vitale importanza per il regime. Qualora dovesse riscontrare il successo militare sul terreno, Nkurunziza riuscirebbe a rafforzarsi all’interno del suo partito, dimostrando di essere in grado di sconfiggere l’opposizione armata. Questo aprirebbe le porte al quarto mandato presidenziale. Il Signore della Guerra sta giocando una mano a poker molto azzardata. In caso di sconfitta militare non avrebbe sufficienti forze per fermare l’offensiva ribelle su Bujumbura e Gitega.

Le possibilità che l’offensiva del regime fallisca sono insite dalla confusione e nelle divisioni registrate all’interno delle forze armate burundesi. Vari altri graduati sono contrari a questa avventura militare, e si stanno creando fazioni avverse pro e contro il piano bellico di Nkurunziza. Una probabile vittima dell’ira del regime, furioso per le divisioni all’interno delle forze armate, è il Maggiore Ernet Nimubona, scomparso venerdì pomeriggio, mentre si recava con la sua auto nel quartiere di Nyabugete, sud di Bujumbura.

L’opposizione armata, contattata circa queste fughe di notizie, ha preferito declinare l’invito, rifiutando ogni commento. Rifiuto applicato anche alla richiesta di dettagli sulla offensiva su Gitega, preannunciata dal comunicato del 5 dicembre. I nostri contatti presso i RED Tabara ci informano della decisione dell’Esercito Repubblicano del Burundi di non transigere sul silenzio stampa circa le strategie e le azioni militari di imminente realizzazione

Nonostante le palesi difficoltà del regime e la manovra a tenaglia orchestrata da Angola, Congo, Rwanda con il supporto dell’Unione Europea, Gran Bretagna e Stati Uniti, il Signore della Guerra Pierre Nkurunziza gode ancora di supporti internazionali, anche all’interno dei Paesi membri della East African Community: in primis Tanzania e Uganda. Giovedì 5 dicembre la East African Community in riunione presso il Parlamento ad Arusha, Tanzania ha decretato la legalità del terzo mandato presidenziale (2015 – 2020).

Secondo il Parlamento EAC non sarebbe stato violato l’articolo 96 della Costituzione burundese del 2005 che limita a due mandati presidenziali. Il mandato 2005 – 2010 non sarebbe da contare in quanto la Presidenza sarebbe stata ottenuta non tramite elezioni generali ma da elezioni ristrette dei grandi elettori del Parlamento secondo gli accordi di pace di Arusha 2000. La decisione è stata definita dalla società civile burundese FORSC un pericoloso precedente che di fatto legalizza dei dittatori e compromette i valori democratici, i diritti umani e la buona amministrazione dello Stato.

La decisione del Parlamento EAC è una importante vittoria diplomatica per il regime che apre la legalità alla candidatura di Nkurunziza alle presidenziali del 2020 e al quarto mandato presidenziale, conforme con la revisione della Costituzione che elimina il limite dei mandati. Revisione attuata attraverso il referendum farsa del febbraio 2018. La decisione EAC rafforza anche la convinzione di Nkurunziza di agire nel giusto. Rafforza anche tutto il suo entourage di approfittatori e opportunisti, tra cui l’Ambasciatore e Consigliere Presidenziale Willy Nyamitwe il Goebbels burundese addetto alla propaganda del regime.

Willy dopo essere caduto in disgrazia con Nkurunziza e scampato per miracolo a un attentato nel 2016, è ora ritornato in auge riempendo il vuoto lasciato dall’agenzia stampa cinese che si occupava della propaganda di regime. Notizie confermate segnalano che Pechino ha richiamato in patria gli esperti dell’informazione politica che stavano assistendo il Signore della Guerra burundese, costringendo l’agenzia di comunicazione a rompere il contratto con il CNDD-FDD. Misura precauzionale in vista di un cambiamento di regime?

La Cina, a differenza della Russia, non si è particolarmente compromessa con il regime HutuPower. Pechino dispone anche di grosse somme di denaro pronto ad essere prestato al nuovo governamento che si troverà a gestire un Paese con le casse della Banca Centrale completamente vuote. Un aiuto finanziario vincolante ma che nessuno potrà rifiutare nonostante tutte le valutazioni politiche sul ruolo giocato da Pechino durante la crisi burundese, discretamente a favore di Nkurunziza. La Cina sarà la prima potenza mondiale a guadagnarci dalla risoluzione della crisi burundese. Unione Europea e Stati Uniti molto probabilmente si troveranno in una posizione secondaria in quanto solo la Cina dispone dei finanziamenti necessari per sostenere nell’immediato la ricostruzione economica del Burundi post Nkurunziza ‘L’Indro’ continuerà a seguire gli avvenimenti di quello che si preannuncia come un violento e sanguinoso scontro finale.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore