giovedì, Novembre 14

Burundi: il Piano B di Nkurunziza, e forse contatti con la Mafia italiana Improvvisi cambiamenti alle gerarchie del partito di Governo, destituzioni di generali di Esercito e Polizia. Tensioni alla Presidenza. Sfiorato per poco uno scontro tra Polizia e servizi segreti: sono le conseguenze di una crisi oramai scoppiata dopo l’invasione di RED Tabara e FOREBU

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In Burundi improvvisi cambiamenti alle gerarchie del partito di GovernoDestituzioni di generali di Esercito e PoliziaTensioni alla Presidenza. Sfiorato per poco uno scontro tra Polizia e servizi segreti. Questa situazione sembra giunta improvvisamente. Al contrario è la logica conseguenza della conflittualità latente all’interno del Conseil national pour la défense de la démocratie-Forces pour la défense de la démocratie (CNDD-FDD), partito di Governo, che, dopo le offensive ribelli, sembra aver trovato la possibilità di sfociare all’aperto.

Dopo la battaglia di Bubanza e l’entrata in scena del secondo gruppo ribelle burundese, il FOREBU, nel Burundi predomina una atmosfera di angoscia tra la popolazione e di terrore tra la minoranza tutsi, tenuta di fatto ostaggio nel Paese dal regime CNDD-FDD.
combattimenti nelle zone occupate dai RED Tabara e FOREBU (foresta della Kibira e zone dei distretti di Bubanza e Kayanza) sono al momento interrottiA fronteggiare i ribelli quasi esclusivamente reparti di PoliziaImbonerakure e terroristi FDLR. Questi ultimi hanno il pieno controllo della Polizia nazionale e della milizia paramilitare dal 2018. L’Esercito è restio ad entrare in azione a causa dei rancori nutriti verso il regime e alle decimazioni e umiliazioni subite negli ultimi 4 anni. L’assassinio del Colonello hutu che si era rifiutato di lanciare la contro offensiva contro i RED Tabara a Bubanza ha aumentato l’odio covato nell’esercito e le diserzioni. Le forze armate burundesi non sono più uno strumento di difesa affidabile per il dittatore.

L’offensiva ribelle ha reso ancora più fragile il delicato gioco di equilibrio tra le varie correnti all’interno del partito al potere CNDD-FDD, creando le basi di un regolamento dei conti finali tra gli HutuPower. Dopo le dichiarazioni ufficiali del Governo fatte durante la riunione di sicurezza regionale a Goma, le FDLR sono guardinghe e sospettose nei confronti del loro alleato Pierre Nkurunziza. Temono che stia tramando contro di loro per garantirsi la sopravvivenza politica e restare al potere utilizzandoli come merce di scambio.

Le varie dichiarazioni a livello internazionale che sono state fatte nelle ultime settimane sembrano delineare una strategia della Comunità Internazionale volta a stringere il cappio al collo del dittatore burundese per eliminarlo. Il rappresentante del Governo britannico presso il Consiglio di Sicurezza ONU ha definito il Burundi come una minaccia internazionale alla pace e stabilità. Corrono voci che la Corte Penale Internazionale stia avviando il processo a Nkuruniza e ai suoi gerarchi, avendo concluso la fase di inchieste, iniziata nel 2017. Notizia pubblicata sul sito di informazione ruandese ‘Tarifa Rwanda ma non ancora confermata dalla CPI.

Nonostante la delicata situazione, Nkurunziza sarebbe determinato a rimanere al potere, sfidando potenti Nazioni regionali ed occidentali. Avrebbe pronto un piano Bdel quale la redazione de ‘L’Indro’ è venuta a conoscenza grazie a fughe di notizie all’interno del partito di potere, il CNDD-FDD. La Redazione espone in anteprima il piano di Nkurunziza (che sarebbe già in atto), in quanto ipotesi ritenuta assai probabile nel delicato contesto attuale del Burundi. Le informazioni ricevute devono essere considerate probabili e riflettono solo idee ed opinioni delle fonti che le hanno fatte trapelare.

Gll obiettivi del Piano B sarebbero: riprendere il controllo del partito e dell’Esercito. Generali fidati avrebbero ricevuto il compito di ‘ripulire il partito dai dissidenti al fine di prevalere sulle varie correnti nate. Sarebbero previste delle eliminazioni fisiche di oppositori che non vogliano sottostare al dittatore.

Per l’Esercito si prevede il massacro degli ufficiali e soldati tutsi, considerati la radice del malcontento all’interno delle forze armate e possibile fonte di rivolta. Le unità decimate dovrebbero ricevere nuove reclute in sostituzione delle perdite. Reclute scelte tra le Imbonerakure addestrate dalle FDLR. I generali hutu ritenuti fedeli a Nkurunziz, avrebbero ricevuto il compito di riorganizzare la Guardia Presidenziale e il servizio di sicurezza del Presidente. Questa riorganizzazione potrebbe essere attuata espellendo tutti gli elementi delle FDLR che dal 2016 si sono infiltrati nella Guardia Presidenziale e nella sicurezza ravvicinata al Presidente.

Le fonti non riescono a fornire informazioni sugli attuali rapporti tra Nkurunziza, CNDD e FDLR. Le fonti si limitano, prudentemente, a non scartare la possibilità che nel piano B del dittatore vi sia anche l’obiettivo di sbarazzarsi di questi terroristi ruandesi, approfittando del clima regionale ostile alla FDLR. “Nkurunziza intende ricompattare la Guardia Presidenziale mettendoci dei suoi fedelissimi. Ha paura di un colpo di Stato o di un assassinio, e non si sente sicuro con una sicurezza presidenziale composta da fin troppi terroristi stranieri al Burundi. Vuole anche riprendere il controllo dellEesercito attraverso un massacro etnico al suo interno”, confidano le fonti.

Gli avvenimenti del fine settimana sembrano trovare una sola chiave di lettura, attraverso questo ipotetico ‘Piano B’. I primi a darne notizia sono stati i giornalisti burundesi che sono in esilio all’estero, ma rimasti molto attivi online sul piano informativo tramite siti di informazione e Twitter. I generali Prime NiyongaboAlain-Guillaume Bunyoni (numero due del regime) e Silas Ntigurirwa sarebbero stati destituiti dai loro comandi e rimpiazzati dai generali Marius NgendabankaGenerose Ngendanganya e dal Colonnello Muhwya.

Queste improvvise sostituzioni avrebbero creato un pericoloso clima all’interno al Governo. Una riunione si sarebbe tenuta nell’ufficio della Presidenza per comprendere le ragioni di queste drastiche sostituzioni delle persone chiavi dell’Esercito, dei servizi e della Polizia. Non si registra nessun massacro di truppe tutsi. Forse questa parte del piano è stata sventata dalla notizia pubblica della sua esistenza. Sicuramente ufficiali e soldati tutsi sono ora a conoscenza di questo piano. Questo potrebbe dare loro il vantaggio di prepararsi allo scontro o di disertare in massa per congiungersi con i ribelli del RED Tabara e FOREBU.

Il generale Etienne Ntakarutima alias Steve, uno tra i migliori uomini di Nkurunziza, ha inviato una nota confidenziale al suo ‘padrone’ informandolo dell’opposizione ad una riforma costituzionale qualora Nkurunziza volesse accedere al quarto mandato. Ntakarutima ha informato del rischio di una rivolta all’interno dell’esercito qualora si procedesse alla revisione costituzionale. Ora la sua vita non vale più niente. Alla riunione presso l’ufficio della Presidenza sarebbero stati presenti, oltre a Nkurunziza, alcuni generali a favore di Ntakarutima e Niyongabo. Si sarebbe raggiunto un accordo di cui termini rimangono segreti.

La situazione è tesa. Da un momento all’altro una fazione può decidere di impossessarsi del potere con le armi, dando avvio ad una guerra civile. Nkurunziza necessita di forze burundesi fedeli delle quali al momento non dispone. Rimangono solo le FDLR, supportate dalle Imbonerakure. Se queste forze irregolari sono le uniche rimaste per la difesa del regime, come potrà essere possibile liberarsi di loro in un secondo momento a pericolo allontanato? Di quali forze può disporre Nkurunziza da contrapporre alle FDLR e alle Imbonerakure? Queste ultime, per affrontare i combattimenti di queste ultime settimane contro RED Tabara e FOREBU, hanno ricevuto un’ingente quantità di armi leggere e munizioni.

La decisione di armare le Imbonerakure è molto seria. Solo una minoranza di loro ha ricevuto addestramento militare dalle FDLR. Dare un’arma in mano ad un fanatico politico senza nessuna esperienza di combattimento, può risultarsi una catastrofe. Vi è il rischio che questa milizia fugga al controllo e inizi il genocidio come ultimo folle atto in caso di imminente sconfitta”, affermano le fonti. Il tentato assassinio di due uomini d’affari tutsi avvenuta il primo novembre presso il bistrot ‘Chez Gilbert’ nel Quartiere Rohero, Bujumbura, ha subito fatto pensare che il genocidio fosse scattato. Agenti dei servizi segreti sono gli autori del massacro. Tre frequentatori del bar sono stati uccisi, mentre altre tre gravemente feriti. Tra le vittime, Melchisédech Ntaraka funzionario della Banca Centrale del Burundi BRB. Le altre due vittime designate sono riuscite a scappare. Trattasi di due importanti imprenditori tutsi.

Le notizie dell’ultima ora indicano che il Piano B di Nkurunziza starebbe riuscendo nella sua fase di controllo del partito e dell’Esercito. I Generali ‘sospetti’ avrebbero ricevuto incarichi presso la Presidenza, in attesa di destinazioni estere in qualità di esperti militari presso le Ambasciate. Ai servizi segreti sembra essere stato nominato il Generale di polizia Ndirabouka, noto per le sue posizioni estremistiche a favore del HutuPower e per la sua fedeltà a Nkurunziza. Anche il Generale Prime Niyongabo, a capo delle Forze Armate dovrebbe essere destituito a giorni. Niyongabo tradì il Generale Niyombare (attuale leader del FOREBU) facendo fallire il colpo di Stato tentato nel maggio 2015. Per quanto riguarda il Generale Bunyoni, Nkurunziza avrebbe ritirato l’ordine di destituzione dal suo attuale incarico di Ministro della Sicurezza e capo della Polizia Nazionale. La decisione sarebbe stata motivata dalla impossibilità per Nkurunziza di aprire un confronto diretto con il numero due del regime, uomo di fiducia del gruppo terroristico ruandese FDLR.

Alcuni osservatori regionali avvertono che il successo del Piano B di Nkurunziza potrebbe essere solo apparente. Nonostante gli accordi presi all’ultimo momento per evitare una guerra civile tra HutuPower, ci sarebbero troppi interessi e appetiti all’interno del CNDD e del regime da soddisfare e le rivalità potrebbero emergere nuovamente. Secondo questi osservatori l’unica soluzione rimane militare: colpo di Stato e liberazione del Paese da parte dei ribelli.
Nel frattempo 
il regime continua la dura repressione dell’opposizione. Lo scorso venerdì sono stati arrestati 20 responsabili locali del partito hutu di Agathon Rwasa, il Consiglio Nazionale per la Libertà – CNL. Sono accusati di tentato assassinio. Contro chi non è dato sapere…

All’interno della complicata situazione del Burundi sta emergendo progressivamente il non limpido ruolo di alcuni imprenditori ed ex politici italiani. È notizia di questi giorni dell’approvazione da parte del regime burundese di un piano per la costruzione di un moderno Centro Congressi con l’obiettivo di trasformare l’ex capitale Bujumbura in un centro di convegni regionale. Non si conosce l’entità del finanziamento necessario per la realizzazione, ma le fonti ci assicurano che l’opera è faraonica e quindi molto costosa. La realizzazione del Centro Congressi è frutto di una collaborazione con imprenditori stranieri privati, tra cui compare il nome del ingegnere Alfredo Frojo, proprietario dell’Hotel Lac Tanganica, e sposato con una donna hutu ‘Natacha Burundi, cantante di regime’.

Frojo è stato soggetto di interesse in un recente articolo pubblicato su ‘il Venerdì di Repubblica’ dal titolo Ma quanti buoni amici ha il dittatore del Burundi’. Sull’ingegnere, originario di Ischia, circolano voci inquietanti di collaborazioni non chiare con il partito al potere CNDDi miliziani Imbonerakure e le FDLRSi nutrono sospetti anche sulla provenienza del denaro necessario per costruire il costosissimo residence turistico Hotel Gran Lac in un Paese all’ultimo posto nella classifica delle mete africane del turismo internazionale. Queste accuse girano tra la diaspora burundese, ma non trovano altra conferma oltre alla dichiarata simpatia per il dittatore burundese.

Lo stesso Frojo non fa mistero delle sue relazioni intime con Nkurunzizafacendosi fotografare insieme al dittatore e partecipando a importanti avvenimenti pubblici del partito, dove sua moglie Natacha Burundi, si esibisce in performance sonore che alcuni le considerano l’esternazione artistica della mediocrità del CNDD-FDD. Nonostante queste accuse siano tutte da provare, sarebbero stati sufficienti dei ‘rumors’ per spingere le Nazioni Unite a ‘sconsigliare” al suo personale di risiedere presso l’Hotel Gran Lac. Gli stessi rumors avrebbero spinto la diplomazia italiana a prendere le distanze dal Frojo che, da quasi quattro anni sogna di diventare Console Onorario in Burundi. Posto onorevolmente coperto dall’imprenditore italiano Guido Ghirini fino al 2015. Il sogno odi Frojo di diventare Console Onorario è stranamente supportato dal dittatore. Nkurunziza ha espressivamente chiesto al Governo italiano di nominare Alfredo Frojo Console Onorario, informando che non concederà le credenziali a nessun altro all’infuori del suo amico ischitano. Il governo italiano ha invece preferito che il posto di Console rimanga vacante. Dal 2016 il Consolato italiano a Bujumbura è coordinato da Antonio Zivieri in veste di Corrispondente Consolare per il Burundi.

Frojo avrebbe allacciato dal 2017 un’amicizia con l’ex Governatore della Sicilia Totò Cuffaro, che si aggira in Burundi da tre anni«Finito di scontare quasi cinque anni di carcere per favoreggiamento a Cosa Nostra, bandito dall’ordine dei medici, Cuffaro ha trovato nel Paese di Nkurunziza la vocazione umanitaria, offrendo cure per i bambini, occhiali, attrezzature ospedaliere e sementi gratuite, piantare vigne e costruire chiese tramite la sua Onlus AiutAmo il Burundi»fa notare l’articolo comparso su ‘Il Venerdì della Reppubblica’. Cuffaro sembra aver trovato la via della redenzione facendo opere caritatevoli in Burundi, diventando un cliente assiduo presso l’Hotel Gran Lac, scelto come sua dimora provvisoria durante le sue fin troppo innumerevoli missioni ‘umanitarie’ in Burundi. L’arrivo di Cuffaro è stato reso possibile da un prete di Messinadon Rosario Lenzo, che vive da oltre vent’anni nel Paese.

Frojo e Cuffaro sarebbero legati da interessi filantropici. Anche Frojo, con un passato da imprenditore in Italia legato alla DC e a De Mita, si presenta come un filantropo e benefattore dei poveri burundesi, impegnato in varie campagne sociali. È la stretta amicizia con il dittatore a rovinare l’immagine. Eppure per Frojo l’amicizia personale con Pierre Nkurunziza è motivo di vanto. Durante varie interviste, ha offerto un quadro fin troppo roseo e positivo del regime. Un’amicizia che forse è alla base della decisione del Ministero degli Affari Esteri di non nominarlo Console Onorario, come da richiesta di Nkurunziza.

Strane coincidenze tutte riunite in un piccolo Paese africano che di certo non è ai primi posti dell’attenzione commerciale a livello internazionale. Un ex imprenditore di Ischia padrone di un favoloso resort turistico, un prete italiano di cui si sa ben poco, un ex politico italiano accusato di essere colluso con Cosa Nostra. Un progetto faraonico per realizzare un Centro Conferenze regionale di cui il Paese non necessita, ma che assorbirà enormi fondi in valuta pregiata per la sua realizzazione.

A questo occorre aggiungere che il Burundi sotto il regime di Nkurunziza è diventato un hub di riciclaggio dorodiamanti e coltan rubati dal vicino Congo. Coincidenze che fanno sicuramente riflettere come ha fatto la collega Maria Pace Ottieri su ‘Il Venerdì della Repubblica’, scrivendo un articolo da cui si avvince che qualcuno le ha passato ottime informazioni non reperibili dall’Italia. Qualcuno che conosce bene il Paese, e potrebbe avere interessi contrari a certi suoi connazionali divenuti improvvisamente benefattori del Burundi.

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