mercoledì, Settembre 23

Burundi: il generale Neva e la continuità con il passato, dritta verso il baratro Ieri si è insediato Evariste Ndayishimiye nell’indifferenza internazionale e non prima di aver subito iniziato a distribuire favori agli ‘amici’ e ai ‘nemici’ per tenerli buoni

0

Ieri, presso lo stadio della piccola città di Gitega (elevata a Capitale dal fu Pierre Nkurunziza), si è tenuta la cerimonia di investitura alla Presidenza del Burundi del generale maggiore Evariste Ndayishimiye (alias Neva). Una cerimonia ancora più mesta e sotto tono di quella della comunicazione dei risultati parziali delle elezioni, avvenuta lo scorso 25 maggio, presso l’Hotel Club du Lac Tankanica dell’imprenditore italianoAlfredo Frojo. Risultati successivamente smentiti dallo stesso Presidente della Commissione Elettorale CENI, Pierre Claver Kazihise, che li definì «non corretti e necessari di revisione».

La partecipazione popolare è stata selezionata. La maggioranza degli spettatori era composta dai fedelissimi del partito di governo, il CNDD-FDD,-vertici in giacca e cravatta, iscritti con la camicetta verde raffigurante l’Aquila con il Machete). Tra diessi molti miliziani Imbonerakure. Nessun capo di Stato straniero presente. «Per ragioni sanitarie legate alla pandemia da Coronavirus», spiega un articolo ‘RFI, probabilmente commissionato dal Governo francese, l’unico Governo europeo a felicitarsi per la vittoria (rubata) di Evariste Ndayishimiye. Diverso l’avviso degli osservatori regionali. Pur non escludendo le ragioni di tutela sanitaria, intravvedono come principale ragione dell’assenza dei capi di Stato stranieri la necessità di evitare imbarazzanti situazioni in una cerimonia di un Presidente che si è autonominato vincitore alle elezioni.

Prima della cerimonia si è consumato l’ennesimo giallo-farsa del regime. Dopo la morte della Guida Suprema ed Eterna del Patriottismo, Pierre Nkurunziza, il Presidente dell’Assemblea Nazionale, Pascal Nyabenda, supportato da Gaston Sindimwo, ex Vice Presidente della Repubblica e segretario generale del partito tutsi UPRONA vendutosi al regime per qualche poltrona, avevano tentato di applicare gli articoli 121 e 288 della nuova Costituzione del 2018 che prevedono un Presidente ad interim in caso di morte del Presidente in carica. L’obiettivo era quello di assumere i poteri presidenziali e dichiarare nulle le elezioni, invocando le evidenti frodi elettorali.

Il generale Neva, nel frattempo misteriosamente scomparso dalla scena pubblica forse ammalato di Covid19, fa intervenire la Corte Costituzionale, la stessa istituzione che gli aveva conferito la vittoria sulla base di dati provvisori da lui stesso dettati alla CENI. I giudici della Corte, pur riconoscendo la validità degli articoli 121 e 288 della Costituzione, decidono arbitrariamente che il generale Neva deve essere investito al più presto possibile, anticipando così la data prevista della cerimonia, fissata inizialmente al 20 agosto 2020.
Il
giorno prima della decisione della Corte,l’Assemblea Nazionale elegge Pascal Nyabenda come Presidente ad interim.
Dal 10 giugno al 15 giugno in Burundi si assiste alla paradossale situazione di due Capi di Stato. Una situazione risolta da rapporti di forza militari all’interno del regime favorevoli al generale Neva. Nyabenda e Sindimwo si vedono costretti abbandonare i loro sogni di gloria e a accettare Evariste alla Presidenza.
Pascal Nyabenda, nel 2019, era stato prescelto da Nkurunziza come suo successore. Fu l’ala dura dei
generali HutuPower che rifiutò la proposta e impose Evariste. Sindimwo ha partecipato comunque alle elezioni presidenziali del maggio 2020, acquisendo un magro risultato.

All’interno di questo breve ma intenso scontro di potere, si inserisce una misteriosa lettera scritta da Pierre Nkurunziza e fatta recapitare alla moglie, Denise, ancora in convalescenza a Nairobi, Kenya. Nella lettera il dittatore avrebbe accusato Evariste e i generali HutuPower di avergli negato le necessarie cure presso l’ospedale di Karuzi -dove sarebbe poi morto-, gestito dalla Associazione ‘Amici del Burundi’ del ex Governatore della Sicilia Salvatore Cuffaro (detto Totò). La lettera -della quale non si hanno prove dell’esistenza- si concludeva con l’invito alla consorte di non rientrare in Burundi per non subire la stessa sua sorte. La lettera accusatoria diomicidio di Statorimane al momento un rumors popolare, anche se la ex first lady, probabilmente rientrata in Burundi, in alcune sue dichiarazioni fatte ai media kenioti lascia trapelare il sospetto che suo marito sia stato assassinato.

In Burundi quando i rumors circolano su troppe bocche, diventano (a ragione o a torto) verità. Evariste Ndayishimiye ha presenziato alla sua cerimonia di investitura in un clima di pauraverso la popolazione e di rabbia verso la comunità internazionale. Il regime è consapevole che la maggioranza della popolazione hutu gli è contraria. Le accuse sono pesanti: aver rubato le elezioni e aver assassinato Pierre Nkurunziza. La prima fondata su evidenze. La seconda su rumors.

Nel vano tentativo di proteggersi dai rumors che lo accusano di aver assassinato Nkurunziza, Evariste ha affermato che «La morte del nostro amato Presidente è avvenuta per volontà divina». Evariste è consapevole anche di aver infranto la tradizione del rispetto dei morti, celebrando la sua ascesa al potere prima dei funerali di Stato della Guida Suprema. Un gesto imperdonabile per la millenaria cultura burundese.
L’assenza di un qualsiasi Capo di Stato, il constato che nessun Paese Europeo si è al momento felicitato con il nuovo ‘
Presidente’ (esclusa la Francia), la crisi economica e la continuazione delle sanzioni americane ed europee, sono fattori di rammarico e frustrazione da parte di Evariste, esternati anche durante il discorso pronunciato durante la cerimonia. «Noi siamo un Paese che a dimostrato a tutto il mondo di essere geloso della sua indipendenza e della sua libertà. Non c’è bisogno di venire e chiederci di proteggere la nostra gente. Questo è il mio dovere e la priorità del mio mandato».

Evariste Ndayishimiye è stato scelto dai falchi HutuPower del CNDD per le sue qualità diplomatiche che faciliterebbero il progetto politico di presentarlo come un moderato portato avanti da una nota organizzazione cattolica europea, che sta creando divisioni all’interno della Chiesa Cattolica. L’obiettivo è quello di rompere l’isolamento internazionale e convincere Stati Uniti e Unione Europea a riaprire i rubinetti dei soldi.

Dietro alla maschera di ‘moderato’, Evariste nasconde la realtà di un rude e crudele guerrigliero privo di scrupoli e con le mani intrise di sangue. «Ilgenerale Neva è apparentemente un uomo dalla mentalità aperta, facile da avvicinare, che ama scherzare e ridere con gli amici. In realtà è molto collerico, perde la pazienza facilmente, non ha scrupoli ed è molto vendicativo», confida un suo amico intimo alla Agenzia di Stampa Francese AFP protetto da anonimato.

Il generale Neva, i generali HutuPower e l’insieme del regime, necessitano disperatamente dei soldi europei e americani. «A livello economico, il Burundi non è ancora emerso dalla crisi del 2015, perché quasi tutti gli indicatori sono ancora rossi, anche se sembra che stia iniziando una piccola ripresa», ha detto, a ‘AFP’, Gabriel Rufyiri, Presidente di Olucome, una delle principali organizzazioni anticorruzione del Burundi.

Le conseguenze economiche della crisi sanitaria da coronavirus Covid-19, anche se finora il Paese ha registrato ufficialmente solo 27 casi (con 1 decesso) e non ha adottato nessuna delle misure di contenimento adottate dai suoi vicini, potrebbe annientare l’economia, anche se è stato registrato un timido miglioramento visto negli ultimi mesi.

Per Faustin Ndikumana, economista e attivista,molti settori dell’economia locale stanno morendo. Nel più grande mercato di Bujumbura, «grossisti di materiali da costruzione, banche, taxi e altri veicoli di trasporto hanno visto diminuire drasticamente la loro attività, alcuni di oltre l’80%», ha affermato Ndikumana.

Il Burundi è classificato tra i tre Paesi più poveri del mondo. Secondo una stima della Banca mondiale, il 75% della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà. Questo tasso era di circa il 65% quando Pierre Nkurunziza salì al potere, nel 2005.

Il tasso di disoccupazione per i giovani è del 65%, secondo la African Development Bank (AfDB) e sei bambini su dieci sono malnutriti o denutriti. «I risultati economici dei 15 anni di potere di Nkurunziza sono catastrofici. Ha respinto indietro il Burundi su tutti i fronti. Ha completamente isolato il Paese dai suoi donatori tradizionali e persino dai Paesi vicini, è stata una calamità», affermaindignato Aimé Magera, portavoce all’estero del principale partito di opposizione.

Per invertire la rotta e convincere UE e Stati Uniti a riprendere gli aiuti bilaterali e gli investimenti occorre un radicale inversione di rotta. Il problema diventa shespiriano per Evariste. Se la scomparsa improvvisa di Nkurunziza lo libera dal rischio di divenire una comparsa della Guida Suprema, Evariste è consapevole che deve rispondere ai generali HutuPower, assetati di soldi.

Un giorno prima dell’investitura alla Presidenza, Evariste ha dovuto calmare gli appetiti dei suoi padrini facendo arrestare Patrick Nkurunziza, Direttore del Commercio, che si era opposto alla volontà dei generali di controllare la azienda di alcolici BRALIMA, che opera in Burundi su licenza Heineken. Il 40% delle azioni della BRALIMA sono passate in 24 ore dalla famiglia Nkurunziza ai 5 generali HutuPower che sostengono Evariste. La multinazionale olandese, già sospettata nel 2016 di finanziare il regime si è limitata a prendere atto dell’accaduto.

Ma Evariste si barcamena, per tanto non puòdimenticare gli amicidi Nkurunziza, soprattutto se sono ancora in grado di contribuire decine di milioni di dollari alla casse (vuote) dello Stato.
Due giorni prima della sua nomina,
Evariste avrebbe (condizionale d’obbligo, visto che le fonti in Burundi non solo devono essere ‘coperte’, ma non sono in grado di fornire prove) fatto pressioni sul Ministero della Sanità per inserire 2 solihotels Hotel Source du Nil e il Club du Lac Tanganika, di proprietà di Alfredo Frojo nella lista delle strutture alberghiere autorizzate a ospitare gli stranieri in quarantena. Tutti hotel ‘vicini’ al regime del defunto Nkurunziza. Quando saranno riaperte le frontiere (chiuse lo scorso marzo come unica prevenzione contro la pandemia da Covid19) ogni straniero dovrà fare una quarantena presso le 3 strutture alberghiere designate dal Ministero della Sanità. I prezzi sono stati decisi d’ufficio: oltre 100 dollari al giorno. La struttura italiana è di gran lunga superiore in termini di capacità di offerta dell’altro.

Secondo i suggerimenti del OMS (espulso dal Burundi lo scorso maggio), ogni Stato ha il diritto di imporre ai visitatori una quarantena preventiva, però, lasciando libera scelta circa il luogo di quarantena. Nel caso che lo Stato individui dei centri di quarantena, essi devono essere capaci di assicurare una assistenza sanitaria adeguata e la spesa deve essere a carico dello Stato. Per tutti e due gli hotels la spesa è a carico del cliente, e anche l’Hotel Club du Lac Tanganika, pur di qualità superiore dichiara di poter offrire gratis la colazione e la connessione wifi non cita l’assistenza sanitaria tra i servizi garantiti.

L’obbligo di quarantena sarà applicabile anche chi dimostra un certificato di negatività. Alcuni osservatori locali hanno sussurrato come questa unica misura di prevenzione (si noti che alla gente comune è proibito di portare la mascherina e di attuare il distanziamento sociale) sia sostanzialmente volta alleviare la crisi finanziaria del Paese a spese degli stranieri l’Hotel italiano, per stessa ammissione dell’imprenditore, è tra quelli che hanno difficoltà marcate causa la carenza di clientela straniera. Due giorni fa Alfredo Frojo è stato l’unico imprenditore italiano a firmare il libro di condoglianze presso la Camera funeraria della Guida Suprema.

Sul fronte della politica estera il regime burundese necessita una riappacificazione con il Rwanda,ma il problema rimane l’appoggio al gruppo terroristico FDLR (Forze Democratiche di Liberazione del Rwanda).
Secondo la maggioranza degli osservatori regionali
le FDLR giocheranno un ruolo di primo piano nell’Amministrazione Ndayishimiye, sia per il controllo che hanno sulle forze armate e la milizia paramilitare Imbonerakure, sia per l’affinità ideologica HutuPower. Una affinità alla qualeEvariste non dimostra di voler rinunciare. Sulla sua pagina ufficiale di Twitter: «Président élu de la République du #Burundi (2020-2027). Secrétaire Général du Parti CNDD-FDD, au pouvoir au #Burundi». Il suo hastag di riconoscimento è @GeneralNeva, il nome di battaglia durante la guerra etnica, quando Evariste trucidava i Tutsi.

L’unica speranza per il generale Neva e i suoi camerati è che riesca l’intensa attività diplomatica della Francia e della nota associazione cattolica europea volta a convincere l’Europa a sborsare i soldi per salvare il regime HutuPower. Le prime avvisaglie sono già realtà. Ieri, il servizio di ‘France24 sulla cerimonia di investitura diEvariste auspicava che l’Unione Europea riconosca la necessità di supportare finanziariamente il «vento di cambiamento che soffia in Burundi».

Correlati:

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore