sabato, Luglio 4

Burundi: elezioni, i terroristi FDLR impongono le loro condizioni al Presidente Evariste Con una lettera ufficiale, il gruppo terroristico ruandese lancia un chiaro messaggio al regime burundese: occorre annientare il Rwanda

0

Nel caotico e grottesco processo elettorale consumatosi in Burundi, un preoccupante documento compromette la ‘vittoria’ auto proclamata Generale Neva (alias Evariste Ndayishimiye). Si tratta di una lettera ufficiale del gruppo terroristico ruandese FDLR (Forze Democratiche di Liberazione del Rwanda) responsabile del genocidio ruandese nel 1994, alleato del regime CNDD-FDD di Piere Nkurunziza.

La lettera (qui riprodotta), firmata dal Luogotenente Generale Victor Byringiro, è stata ufficialmente consegnata al Generale Neva (alias Evariste Ndayishimiye) il giorno dopo la comunicazione dei dati provvisori da parte della CENI presso la struttura alberghiera dell’imprenditore italiano Alfredo Frojo, collegato al regime tramite un mastodontico investimento immobiliare. La lettera è un messaggio politico estremamente chiaro che le FDLR lanciano al regime burundese: occorre annientare il Rwanda.

«Sua eccellenza il Presidente eletto, nel quadro della lotta per la liberazione della nostra  patria, il Rwanda contro gli egemonisti imperialisti è disponibile a contribuire al ritorno della pace nella regione dei Grandi Laghi. Le FDLR vi chiedono di non risparmiare nessun sforzo nella ricerca di una soluzione definitiva al problema ruandese».

La lettera doveva rimanere confidenziale ma ha subito la sorte dei risultati delle elezioni: qualcuno all’interno del regime ha provveduto a renderla pubblica con grande imbarazzo per il futuro Presidente’ che inaugura il mandato settennale con l’ombra di una complicità con una organizzazione terroristica. La richiesta fattagli di implicarsi nella ‘soluzione definitiva al problema ruandese’ è destinata ad essere vagliata con estrema attenzione. Il Generale Neva non può permettersi di ignorare la richiesta visto il peso che le FDLR detengono in Burundi e la loro capacità assodata di influenzare a livello politico e militare la vita del Paese.

Fortemente indeboliti all’est del Congo grazie alle offensive militari congiunte degli eserciti congolese e ruandese, le FDLR esigono dal regime burundese un aiuto alla riconquista militare del Rwanda sperando nell’appoggio politico, logistico e militare anche dell’Uganda da ormai due anni in ‘guerra fredda’ voluta dal Presidente Yoweri Kaguta Museveni per rivalità economiche e personale nei confronti del governo di Kigali e del Presidente Paul Kagame.

Una richiesta difficile da ignorare, ma che comprometterà la necessità del Generale Neva di creare un clima regionale più disteso al fine di rafforzare la sua presidenza, compromessa sul nascere dalle palesi frodi elettorale che gli privano del supporto popolare. Le FDLR hanno acquisito troppo potere in Burundi arrivando a controllare varie unità della polizia e la milizia paramilitare Imbonerakure. Sbarazzarsi di loro è pressoché impossibile essendo uno dei pilastri per la difesa militare del regime.

Dopo un lungo silenzio ieri alle 16:00 ore locali, la Corte Costituzionale ha dichiarato Evariste Ndayshimiye Presidente della Repubblica con il 68,70% dei voti. Ha inoltre ritenuto il ricorso presentato dal candidato dell’opposizione Agathon Rwasa venerdì 29 maggio ‘parzialmente non fondata’. Secondo il Presidente della Corte Charles Ndagijimana, le prove presentata da Rwasa non sono sufficienti per intravvedere un uso massiccio di frodi tale da invalidare le elezioni. Si è limitato a rivedere la decisione della Commissione Elettorale Nazionale Indipendente (CENI), decretando la vittoria di due candidati del CNL, Pelate Niyonkuru, della circoscrizione di Kayanza, e Cathy Kezimana, della circoscrizione di Bujymbura Rural.

La decisione della Corte Costituzionale rappresenta una ‘non notiziaessendo essa sotto il totale controllo del regime. Alla vigilia della sentenza un alto membro della Corte aveva chiarito pubblicamente le intenzioni in un noto bar di Bujumbura: «I risultati delle elezioni presidenziali non sono discutibili poiché è Dio che ha scelto il nuovo Presidente e la Corte non può contraddire la volontà divina».

In effetti la Corte Costituzionale ha decretato la vittoria del Generale Neva sulla base di risultati provvisori dichiarati lunedì 25 maggio presso la struttura alberghiera dell’imprenditore italiano e successivamente sconfessati dallo stesso presidente della CENI, Pierre Claver Kazihise. Tre giorni fa la CENI aveva ripubblicato sul suo sito i risultati provvisori rivisti per poi ritirarli due ore dopo in quanto anche la nuova versione conteneva palesi errori di calcolo e incongruità. Tutt’ora sul sito della CENI i risultati provvisori non sono pubblicati e forse non lo saranno mai. I risultati resi noti il 25 maggio erano stati compilati a tavolino dal Generale Evariste in persona…

Ora si attendono le reazioni di Agathon Rwasa, non ancora espresse. Fino ad ora ha condotto il gioco, riuscendo a evidenziare senza ombre di dubbi le frodi elettorali. Adesso Rwasa è difronte alla scelta: accettare che il CNDD gli abbia rubato in malo modo la vittoria  o ristabilire la volontà popolare che lo ha scelto per la Presidenza. Purtroppo ristabilire la democrazia è possibile solo scegliendo la via del confronto militare.

Correlati:

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore