venerdì, Febbraio 21

Burundi: dimostrazione di forza dell’opposizione armata

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Venerdì 07 aprile 2017 le zone adiacenti alla città di Gihanga, provincia di Bunanza nord est del Burundi vicino al confine congolese  sono state teatro di violentissimi scontri tra le forze rimaste fedeli al  Presidente illegittimo Pierre Nkurunziza e reparti del gruppo armato hutu Fronte Nazionale di Liberazione – FNL, guidati dal Generale Maggiore  Aloys Nzabampema. Gihanga dista solo 15 km dalla capitale Bujumbura.
I ribelli hanno teso una imboscata ad un reparto dell’Esercito burundese FDNB (Force de Defense Nationale du Burundi). L’attacco è stato ben organizzato e molto violento, costringendo l’Esercito a ripiegare e chiedere rinforzi. Il regime di Bujumbura ha inviato subito i rinforzi. Secondo fonti in loco trattasi  dei mercenari ruandesi del FDLR inviati per salvare la situazione in quanto unica forza di difesa credibile rimasta al dittatore Nkurunziza. Gli scontri sono proseguiti per tutta la mattina di sabato 8 aprile, estendendosi nel distretto di Rukoko e sono terminati con la ritirata degli aggressori.

Il regime burundese tenta di minimizzare l’impatto dello scontro. Il portavoce della Polizia burundese, Pierre Nkurikiye, ha affermato che si trattava di qualche bandito armato che ha tentato di rubare il bestiame ed è stato respinto dalla forze armate burundesi. Nkurikiye afferma che quattro banditi sono stati uccisi affermando che i soldati hanno impedito il furto di bestiame. Nessun civile è stato ucciso o ferito durante gli scontri, afferma il regime.
Di diverso tono il secco comunicato redatto dal Presidente in esilio delle FNL, Isidore Nibizi ex Ambasciatore burundese a Mosca. Secondo la sua versione, una colonna di guerriglieri FNL ha attaccato le postazioni dell’esercito uccidendo 7 soldati e subendo la perdita di un solo uomo.
I termini utilizzati nel comunicato di regime non devono trarre in inganno. Dal 2015 l’opposizione democratica armata burundese viene definita dal Governo di Bujumbura ‘banditi’, copiando l’appellativo che i nazisti avevano affibbiato, nel 1943, ai partigiani che resistevano nei Paesi europei occupati. Anche sull’incolumità dei civili la versione ufficiale viene smentita da informazioni ricevute dagli abitanti di Gihanga e Rukoko. Le forze leali ad Nkurunziza, dopo la ritirata dei miliziani FNL, hanno arrestato un centinaio di civili sospettati di sostenere l’opposizione politica e armata. La maggioranza di questi erano tutsi e sono stati portati in una località segreta. Dal aprile 2015 è prassi comune del Governo uccidere le persone arrestate dopo averle torturate nel tentativo di ottenere informazioni.  I terroristi FDLR, assieme ai soldati burundesi indisciplinati, avrebbero anche approfittato della situazione per saccheggiare negozi e case private nel distretto di Rukoko, rubando cibo, soldi, smartphone e beni di lusso. La Polizia burundese conferma i saccheggi, ma incolpa i miliziani delle FNL.

Il Fronte Nazionale di Liberazione è il gruppo guerrigliero più anziano della coalizione delle forze di liberazione burundesi, nato nel 1990 come braccio armato del partito hutu PALIPEHUTU (Partito di Liberazione del Popolo Hutu) considerato un partito genocidario. Durante la guerra civile (1993 – 2004), il FNL era la seconda forza guerrigliera che combatteva il Governo del presidente Pierre Buyoya (tutsi). Per tutta la durata della guerra civile il FNL non si è mai alleato al CNDD-FDD di Nkurunziza, considerato un suo nemico. Il FNL fu accusato all’epoca di aver commesso vari crimini di guerra e pulizie etniche contro i tutsi. Nel 2002 il FNL si spaccò in due fazioni guidate da Cossan Kabura e Agathon Rwasa e fu l’unica formazione guerrigliera a non rispettare gli accordi di pace di Arusha (2000) continuando a combattere il CNDD-FDD giunto al potere. Kabura non firmò gli accordi di pace del dicembre 2008, preferendo ritirarsi con i suoi uomini all’est del Congo, da dove ha continuato a lanciare sporadici attacchi. Al contrario, Rwasa accettò, entrando nel 2015 nella compagine del Governo. Un gesto che lo ha screditato agli occhi dei guerriglieri FNL, che lo considerano un traditore. I ribelli del FNL provengono dalle regione centrale di Muramvya, sul lago Tanganyka dove godono ancora di un buon supporto popolare.

Le unità dei guerriglieri FNL avrebbero teso l’imboscata ai soldati burundesi in risposta alla ondata di violenze etniche e di minacce genocidarie scaturite durante le manifestazioni HutuPower che, provocatoriamente, il regime ha organizzato la scorsa settimana per commemorareil 23° anniversario del genocidio in Rwanda. Le manifestazioni sono state condotte dalle milizie Imbonerakure, sospettate a livello internazionale di essere una organizzazione genocidaria responsabile di centinaia di esecuzioni extra giudiziarie di civili burundesi. Le manifestazioni erano protette dai terroristi ruandesi FLDR, che ora indossano delle divise militari grigie, essendo stati integrati tutti all’interno delle forze di difesa del Burundi. La serie di manifestazioni si sono concluse con un grande raduno presso la capitale Bujumbura.

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