sabato, Luglio 4

Burundi: coronavirus, espulso il rappresentante OMS mentre si avvicinano le elezioni Il regime ha espulso l’intera equipe dell’OMS incaricata di aiutare il governo contro la pandemia. La vittoria del Generale Evatiste è già preannunciata

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Il governo del Burundi ha dichiarato il Dottor Walter Kazadi Mulombo, rappresentante dell’Organizzazione Mondiale per la Sanità in Burundi ‘persona non grata’ espellendolo dal Paese. Il provvedimento è stato preso dal Ministero degli Affari Esteri su diretto ordine del dittatore Pierre Nkurunziza con il tacito accordo del Generale Evariste Ndayishimiye, Segretario Generale del CNDD-FDD e candidato alle elezioni presidenziali che si terranno mercoledì 20 maggio. Espulsi anche il Dottor Jean-Pierre Mulunda Nkata, il Dottor Ruhana Mirindi Bismwa (dipendenti OMS in Burundi) e il ricercatore Daniel Tarzy (consulente esterno OMS in Burundi).

Con questo atto amministrativo il regime ha espulso l’intera equipe dell’OMS incaricata di aiutare il governo a trovare le risposte più adeguate per contenere la pandemia di Covid-19, chiudendo di fatto gli uffici del OMS in Burundi. L’accusa rivolta è di ‘inaccettabile ingerenza sulla gestione del coronavirus in Burundi. Non è la prima volta che l’OMS è vittima di questo tipo di provvedimenti. Lo scorso aprile il regime aveva espulso quattro esperti assunti come consulenti dal OMS.

La Commissione di Inchiesta delle Nazioni Unite in Burundi (incaricata di monitorare i crimini contro l’umanità commessi dal regime a partire dal aprile 2015) ha condannato il provvedimento dichiarando di essere molto preoccupata dalla gestione della pandemia che mette a serio rischio la vita dei cittadini burundesi. Identica condanna giunge dal AFRICA-CDC, il Centro di Controllo e di Prevenzione delle Malattie dell’Unione Africana. “Per quanto riguarda la situazione pandemica in Burundi definirei la sua gestione catastrofica. Il Paese è ad alto rischio di contagio e necessita dell’esperienza tecnica e delle possibilità finanziarie detenute dal OMS. Al contrario espelle l’intera equipe che operava in Burundi per questioni evidentemente politiche’ dichiara il Direttore CDC, il Dr. John Ngengasong.

Toni più diplomatici provengono dal OMS, direttamente colpito dal provvedimento. La direttrice OMS Africa; la Dottoressa Matshidiso Moeti ha chiesto al governo di Gitegadi di chiarire le vere ragioni della decisione presa affermando che l’OMS è ancora disponibile a collaborare con il Burundi per contenere la pandemia. Nonostante la scelta di non aprire un confronto diretto con il regime la Dottoressa Moeti informa di essere in contatto con le autorità al fine di chiarire e comprendere le ragioni dietro la decisione presa.

Ufficialmente il governo dichiara solo 27 casi di contagio e 1 decesso. La situazione sarebbe molto più grave secondo vari medici burundesi che accusano il regime di nascondere l’entità del contagio da Covid-19 attribuendo ricoveri e morti legate al virus ad altre malattie o forme gravi di pneumonia. Fonti sanitarie hanno informato l’Agenzia Stampa Francese (AFP) di un numero elevato di persone ricoverate che presentano sintomi da coronavirus ma che non possono usufruire dei test diagnostici e delle relative cure.

Sei malati che presentavano tutti i sintomi del coronavirus sono morti nel pronto soccorso di due ospedali privati a Bujumbura la scorsa settimana. La situazione è grave. Siamo nella fase di alto contagio e le autorità fermano gli occhi” dichiara un medico a AFP protetto dal anonimato.

Secondo fonti in loco, ci sarebbero già centinaia e centinaia i malati da Covid-19 ma la popolazione non si recherebbepresso gli ospedali dopo che alcune voci sono circolate relative a dei pazienti positivi arrestati dalla polizia e ‘spariti’. Il Burundi rischia di diventare una bomba virologica per l’intera regione dei Grandi Laghi. Ad aggravare la situazione subentra la campagna elettorale di cui anche il candidato dell’opposizione Agathon Rwasa indirettamente ha appoggiato la volontà del regime di dichiarare inesistente la minaccia della pandemia per poter partecipare alle elezioni.

Secondo le nostre fonti gli esperti del OMS sono stati espulsi dal paese per due ragioni. La prima risiede nelle dure critiche rivolte al governo che ignora il drammatico dilagarsi del contagio per ragioni dettate da cinismo e convenienze politiche. La seconda è l’impossibilità di attuare il piano post elettorale legato al Covid-19 con la presenza nel paese di questi esperti.

Infatti fughe di notizia provenienti dall’interno del regime (sempre più quadri del CNDD-FDD si stanno rendendo conto della follia e cercano vie di uscita offrendo vitali informazioni nella speranza di un salvacondotto o della immunità), il giorno dopo le elezioni, giovedì 21 maggio, verrebbe dichiarato lo Stato di Emergenza Sanitaria e il confinamento, aumentando in modo artificiale in numero di contagi.

Che il numero di contagi sia già allarmante è probabile ma un improvviso aumento da 17 casi a circa 1250 in un solo giorno e senza aver fatto alcun test diagnostico risulterebbe agli occhi degli esperti OMS non credibile. Quindi questi occhi sono stati allontanati. Il vero obiettivo del lockdown sarebbe quello di impedire le proteste popolari dinnanzi alla vittoria artificiale del candidato del regime: il Generale Ndayishimiye (detto Le Petit Evariste – il piccolo Evariste). Si apprende che la CENI (Commissione Elettorale Nazionale Indipendente) avrebbe già stabilito la percentuale dei voti di Evariste prima ancora dell’apertura dei seggi. La percentuale si aggirerebbe tra il 52 e il 47%.

Sabato 16 maggio si è conclusa la campagna elettorale del CNDD-FDD con un grande comizio dove hanno presenziato Nkurunziza e il Generale Ndayishimiye per simboleggiare l’unità del partito. Al contrario il regime è diviso al suo interno. La lotta per il potere tra il dittatore e il ‘riformista’ è più viva che mai anche se Nkurunziza è stato messo al momento in minoranza dal team di Generali che supportano Evariste.

Fonti riportano la possibilità che il dittatore tenti un colpo di mano creando un finto attacco dei ribelli RED Tabara per poter dichiarare lo Stato di Emergenza e rinviare le elezioni all’ultimo momento rimanendo Presidente in carica. Mercenari congolesi Mai Mai sarebbero entrati in Burundi passando per la frontiera della Tanzania con questo obiettivo. Secondo vari osservatori regionali i margini di successo di questo piano eversivo sono molto ridotti. La maggioranza del CNDD vuole le elezioni per ottenere una legittimazione democratica o pseudo tale.

Gli ultimi sondaggi danno a Aghaton Rwasa il 55% dei consensi dell’elettorato mentre il CNDD si attesterebbe al 40%. I sondaggi sono confermati dalle folle oceaniche che hanno presenziato tutti i comizi del leader dell’opposizione contribuendo, purtroppo, a facilitare il contagio pandemico e creare i presupposti per una probabile emergenza sanitaria a livello nazionale. I comizi presieduti dal regime hanno avuto una partecipazione popolare così bassa da costringere l’apparato di propaganda del CNDD-FDD a pubblicare foto dei comizi evidentemente ritoccate. Per il comizio finale a Bujumbura, il regime ha costretto la popolazione a parteciparvi. Ha inoltre inviato inviti a tutte le rappresentanze diplomatiche presenti nel Paese. Invito ovviamente declinato sia per ragioni politiche che per evitare il contagio pandemico.

La popolarità del regime è decaduta per tre motivi: la fallimentare e violenta gestione del Paese in questi ultimi 15 anni che ha portato il Burundi ad oltrepassare il barato economico con poche possibilità di ripresa; le palesi intimidazioni e violenze attuate da Imbonerakure e FDLR durante la campagna elettorale e l’assassinio di Jackson Simbananiye un noto scambista di valuta estera ucciso per motivi economici per ordine di Nkurunziza.

Sul fronte economico il regime ha subito un duro colpo a causa dell’arresto avvenuto in Francia del multimilionario ruandese Félicien Kabuga che nel 1994 aveva finanziato le preparazioni del genocidio in Rwanda. L’ottantenne Kabuga rifugiatosi in Francia, finanziava il regime burundese attraverso un network sotterraneo ora bloccato dalle autorità giudiziarie francesi.

Nonostante i risultati già pronti e prefabbricati dalla CENI, e il confinamento sanitario che dovrebbe scattare giovedì 21 maggio, il regime si sta preparando per reprimere in un bagno di sangue eventuali proteste popolari a seguito delle già chiare ed evidenti frodi elettorali. Grazie alle epurazioni attuate tra il 2016 e il 2018 il 70% dell’esercito è controllato dal CNDD-FDD anche se rimane incerto che i soldati siano disposti a massacrare i civili. Questo ingrato compito sarebbe destinato alle Imbonerakure, FDLR e riservisti del FDD che parteciparono alla guerriglia (1993 – 2004) che sono stati armati di fucili automatici, mazze chiodate e machete.

Queste squadre di ‘difesa della Democrazia’ girano nei quartieri di Bujumbura, Gitega, Ngozi e altre città intimando la popolazione a votare per il Generale Evariste. Domenica 17 maggio alle 21:00 ore locali, le Imbonerakure hanno lanciato una serie di attacchi nelle colline di Gisovu, Kabumba, Buzigee Rubizi adiacenti a Bujumbura. Gli attacchi, ancora in corso, sono stati segnalati dalla Radio Haguruka e avrebbero l’obiettivo di spezzare la resistenza dei militanti del CNL di Rwasa.

Il bilancio delle violenze durante la campagna elettorale è impressionate. Oltre 200 arresti di militanti CNL, 80 persone uccise, 140 ferite. Due attentati a Bujumbura dove hanno trovato la morte anche immigrati congolesi. Le violenze, denunciate dall’opposizione, sono state confermate da indagini indipendenti di Ong internazionali come spiega Radio France International.

La determinazione del regime di mantenere il potere con la violenza è stata chiaramente espressa in un comunicato stampa dal portavoce della polizia nazionale, Pierre Nkurikiye che, paradossalmente, ha accusato il leader dell’opposizione di organizzare ‘frodi elettorali’. Nkurukiye afferma inoltre che Rwasa stia tentando una insurrezione popolare simile a quella del 2015, affermando che tale tentativo se si concretizzerà, verrà duramente represso per difendere la ‘democrazia’.

La situazione in Burundi è esplosiva e fonte di forti preoccupazione presso ONU, Unione Europea e Stati Uniti. Il senatore Jim Risch, presidente della Commissione Affari Esteri del Senato americano, ha pubblicato il 15 maggio una dura condanna delle violenze perpetuate dal regime durante la campagna elettorale invitando le autorità ruandesi di fermare l’ondata di violenze delle Imbonerakure, di assicurare elezioni libere, di limitare il rischio di contagio da Covid-19 e di rispettare il verdetto delle urne. Identiche condanne e richieste provengono dalla Commissione ONU dei Diritti Umani.

Queste ultime settimane di maggio saranno cruciali per il Burundi. La vittoria del Generale Evariste è già preannunciata. Girono già sui social manifesti del CNDD che proclamano la sua vittoria. Il candidato dell’opposizione Agathon Rwasa ha chiarito che in caso di frodi elettorali la popolazione scenderà in piazza. Il confinamento sanitario è pronto a scattare così come polizia, Imbonerakure, FDLR e mercenari congolesi sono pronti a massacrare chi oserà protestare. Le potenze regionali e occidentali sembrano determinate a far rispettare l’esito delle urne (favorevole a Rwasa) utilizzando tutte le opzioni possibili. Le forze dell’opposizione armata potrebbero intervenire. Il regime sta giocando la più grande partita per la sua sopravvivenza ed è disposto a regnare anche su un cumulo di cadaveri.

Beffardamente il Ministero della Sanità ha affermato oggi che “saranno prese tutte le misure necessarie per evitare il contagio da Covid-19 durante il voto del prossimo 20 maggio”…

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