giovedì, Novembre 14

Burundi: Congo e Chiesa Cattolica sotto attacco Il clima politico si sta surriscaldando e il regime si vendica dell’assassinio del capo delle FDLR e si scaglia contro la Chiesa Cattolica

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La reazione del gruppo terroristico ruandese delle Forze Democratiche di Liberazione del Rwanda – FDLR non si è fatta attendere dopo l’esecuzione extragiudiziaria del loro Comandante Supremo, il Generale Sylvestre Mudacumura avvenuta la notte tra martedì 17 e mercoledì 18 settembre presso la località Bwito, territorio del Rutshuru, provincia del Nord Kivu, Repubblica Democratica del Congo. Con la scomparsa di Mudacumura le FDLR ora si trovano senza direzione militare mentre l’esercito congolese ha avviato altre offensive nei territori occupati da questo gruppo terroristico all’est del Congo

Dopo appena 4 giorni dalla morte del loro leader militare, i terroristi FDLR, in stretta collaborazione con il regime di Pierre Nkurunziza, hanno avviato una vera e propria caccia ai cittadini congolesi che risiedono in Congo: centinaia sono stati arrestati e deportati oltre confine; le loro proprietà immobiliari e i conti bancari confiscati. In Burundi risiedono permanentemente circa 20.000 congolesi, per la maggior parte stanziati nella ex capitale Bujumbura e nella cittadina di frontiera di Gatumba. Quotidianamente migliaia di congolesi della città frontaliera di Uvira, Sud Kivu, si recano in Burundi per scambi commerciali con un permesso interregionale valido 24 ore

I rastrellamenti dei cittadini congolesi sono effettuati dalla polizia e dalle milizie Imbonerakure sotto il coordinamento delle FDLR. La complicità del regime è evidente in quanto le vittime ricevono notifica di espulsione dal Paese firmata dalla autorità locali, senza spiegazioni. L’illegale confisca delle proprietà e dei conti bancari dei congolesi espulsi serve come incentivo alle milizie Imbonerakure e per rimpinguare le disastrate casse dello Stato. Un furto in piena regola. 

Anche gli studenti congolesi con regolare visto e permesso di soggiorno per studi vengono arrestati e deportati. Tra essi Vital Chiruza, il presidente del Collettivo dei Studenti Congolesi in Burundi (CECOB). 

«In tutto il Paese i cittadini congolesi vengono arrestati e le loro proprietà confiscate. A causa delle relazioni instaurate dal Presidente Felix Tshisekedi con il Rwanda i nostri compatrioti vengono sospettati di essere delle spie o degli agenti che avrebbero ricevuto ordini di perturbare la sicurezza del Burundi, a favore del Ruanda. L’assassinio di Sylvestre Mudacumura ha creato una crisi tra Congo e Burundi di non facile soluzione», testimonia il vice presidente della CECOB. Gli arresti ed espulsioni di massa di cittadini congolesi in reazione della morte di Mudacumura sono prove evidenti della connivenza del regime congolese con il gruppo terroristico ruandese FDLR così come dell’influenza politica delle FDLR sulla politica interna del Burundi. 

Al momento non vi sono reazioni ufficiali da parte del governo di Kinshasa. La frontiera tra i due Paesi rimane aperta anche se il flusso di commercianti è sensibilmente diminuito. Non vi è comunque da dubitare che questa persecuzione acuirà i già tesi rapporti tra Burundi e Repubblica Democratica del Congo. 

Pur mantenendo le relazioni commerciali e diplomatiche, il Presidente congolese Felix Tshisekedi manifesta evidente ostilità al regime burundese. Dalla sua nomina nel gennaio 2019 Tshisekedi ha interrotto la collaborazione politica e militare con il regime di Nkurunziza, creatasi e rafforzatasi sotto la precedente amministrazione di Joseph Kabila. Una collaborazione che aveva impedito varie offensive dei gruppi ribelli burundesi come le Forze Nazionali di Liberazione (FNL), FOREBU e RED Tabara, stazionate nella provincia del Sud Kivu. Nel 2018 sono state effettuate varie operazioni militari congiunte tra eserciti congolese, burundese, FDLR e milizie Imbonerakure contro le forze ribelli burundesi al fine di allontanarle dalla frontiera del Burundi, rendendo difficile l’organizzazione logistica militare di una invasione per liberare il Paese dalla feroce dittatura instauratasi. 

Il Presidente Tshisekedi dallo scorso maggio ha interrotto la collaborazione militare con il Burundi per quanto riguarda le operazioni volte contro i ribelli del FNL, FOREBU e RED Tabara. Questo ha permesso ai gruppi armati di riorganizzarsi nel Sud Kivu e rafforzare le loro basi logistiche. Tali notizie non trovano conferme presso i rispettivi governi di Kinshasa e Kigali.   

La conferma giunge indirettamente grazie alle notizie di incursioni nelle zone adiacenti al Lago Tanganika e nella piana della Ruzizi, Sud Kivu di reparti dell’esercito burundese supportati dai terroristi FDLR e dalle milizie Imbonerakure. Le testimonianze di abitanti della località di Makobola, territorio di Fizi, riportate a SOS Mèdias Burundi, affermano che le forze burundesi hanno sconfinato nel Congo per intercettare colonne di ribelli del RED Tabara. Secondo queste testimonianze nelle località montane di Kito, Kilingi, Lusolo vi sarebbero in atto violenti scontri tra le forze burundesi e i miliziani del RED Tabara. 

Secondo le fonti le unità ribelli del RED Tabara sotto attacco delle forze burundesi proverebbero dalla Tanzania nel tentativo di ricongiungersi con le unità già presenti all’est del Congo dopo la decisione presa dal governo di Dodoma di chiudere i campi e rimpatriare i profughi burundesi. Le incursioni dell’esercito burundese, FDLR e Imbonerakure sono un ulteriore elemento di attrito con il Congo. 

La caccia al congolese in Burundi è stata preceduta da un violento attacco politico del regime rivolto alla Chiesa Cattolica. Domenica 22 settembre in tutte le chiese cattoliche del Burundi è stato letto la lettera pastorale della Conferenza dei Vescovi Cattolici del Burundi intitolata: «Felici gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio».  La lettera pastorale denuncia gli assassinii e i crimini commessi dal regime CNDD-FDLR, sottolineando che che vari partiti di opposizione sono sotto il mirino di Nkurunziza al fine di assicurarsi una vittoria schiacciante per le elezioni presidenziali previste per il prossimo anno. 

La lettera pastorale ha scatenato l’ira del dittatore e dei gerarchi a lui fedeli. «Certi vescovi dovrebbero essere smentiti perché è diventata un’abitudine: alla vigilia delle elezioni, diffondere il loro veleno di odio attraverso messaggi incendiari. Stanno creando la divisione. Addirittura arrivano ad accusare le ‘Imbonerakure (la gioventù del partito al potere) di essere degli assassini», afferma Willy Nyamitwe, consigliere speciale di Nkurunziza. 

«È una vergogna insegnare l’odio ai fedeli. I vescovi cattolici cercano di spingere l’opposizione ad attaccare il nostro partito CNDD-FDD» dichiara Evariste Ndayishimiye, segretario generale del partito al potere.  Ndayishimiye si spinge oltre trasformando le milizie genocidarie Imbonerakure, (artefici di migliaia di esecuzioni extra giudiziarie) in vittime di una fantomatica vendetta della Chiesa Cattolica. 

«Il comunicato dei vescovi burundesi è teso a dividere la popolazione con l’unico obiettivo di demonizzare le Imbonerakure, i nostri bravi giovani del partito. È risaputo che si si vuole sterminare un gruppo di individui pianificando crimini di massa, si comincia per prima a demonizzare il nemico, ad equipararlo a delle bestie selvagge che devono essere abbattute. I vescovi di fatto stanno incitando a uccidere i giovani Imbonerakure». Evariste Ndayishimiye invita tutti i membri del partito e in particolare le Imbonerakure a rigettare le accuse rivolte dalla Chiesa Cattolica.

Le rabbiose reazioni del regime sono state giudicate da molti osservatori regionali estremamente pericolose. Potrebbero essere il preludio di una massiccia campagna di intimidazione o di assassinii rivolta contro il clero cattolico burundese. «Le affermazioni del CNDD-FDD rivolte alla lettera pastorale dei vescovi burundesi, sono gravissime. È altrettanto grave e oltraggioso cercare di trasformare le Imbonerakure da carnefici a vittime. Evariste Ndayishimiye afferma che indottrinare politicamente i giovani non è un male in quanto aiuta loro a comprendere, diventare più responsabili e ad impegnarsi per il bene della Nazione. Peccato che questa indottrinamento politico sulle Imbonerakure si basa sulla violenza e sul motto rivolto contro gli oppositori: “Tuzobarishiriza, tuzobasongako, tusobasongako, inzu ku nzu” (Bruciamo le loro case e uccidiamoli uno a uno)» fa notare il giornalista burundese Gilbert Niyonkuru.  

Nel frattempo che il clima politico in Burundi si sta surriscaldando e il regime si vendica dell’assassinio del capo delle FDLR e si scaglia contro la Chiesa Cattolica, lanciando aperte minacce, il gruppo terroristico FDLR fornisce la sua versione dei fatti sulla morte di Sylvestre Mudacumura. In un comunicato stampa,  Victor Byiringiro (presidente ad Interim delle FDLR) afferma che dopo il ‘vile’ attacco dell’esercito congolese i miliziani FDLR hanno contrattaccando infliggendo una sconfitta storica ai soldati della FARDC. Molti di essi sarebbero stati uccisi compreso il Colonnello Muhire. Durante la controffensiva le FDLR avrebbero recuperato il corpo del Generale Mudacumura. Esercito e governo congolesi smentiscono questa versione dei fatti, affermando però che non sono stati capaci di conservare il corpo del Capo Supremo delle FDLR, per ragioni non specificate. 

Fonti riservate affermano che i soldati congolesi durante l’attacco al campo militare dove era presente il Generale Sylvestre Mudacumura, sono stati sostenuti anche da soldati ruandesi, oltre alle milizie del Generale Guidon. Una ipotesi estremamente plausibile e in linea con la collaborazione militare stipulata tra Congo e Ruanda per debellare questo pericoloso gruppo terroristico autore del genocidio del 1994 e di innumerevoli massacri di civili congolesi e burundesi negli ultimi 19 anni.

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