domenica, Dicembre 8

Burundi: al referendum di Nkurunziza voti SI con la pistola puntata delle Imbonerakure Il regime sta utilizzando polizia e milizie Imbonerakure per costringere con la forza la popolazione a partecipare al referendum

0

La campagna per il referendum per convalidare la revisione della Costituzione adottata dal governo illegale nel ottobre 2017 non parte sotto buoni auspici. La revisione costituzionale prevede di fatto che il dittatore Pierre Nkurunziza possa candidarsi per un numero illimitato di mandati, ogni di sette anni a partire dal 2020. L’opposizione, per la maggior parte in esilio, ha deciso di invitare la popolazione a boicottare un referendum di cui esito è scontato.  La prevedibile vittoria dei ‘Si’ segnerebbe la fine degli Accordi di pace firmati ad Arusha nel 2000 che conclusero una guerra civile durata dieci anni con oltre 300.000 morti. Solo il partito di opposizione hutu Force Nazionali di Liberazione (FNL) guidato da Agathon Rwasa ha accettato di partecipare al referendum invitando la popolazione a votare ‘No’. L’ala militare del FNL, dalle sue basi nel est del Congo, denuncia l’ennesimo tradimento del leader politico Rwasa sostenendo che invitare a partecipare al referendum dall’esito scontato equivale ad appoggiare il dittatore.

La popolazione burundese (sia hutu che tutsi) sembra accogliere l’invito dell’opposizione a boicottare il referendum in quanto stanca di stragi, terrore e degrado progressivo delle condizioni di vita dettato dalla economia al collasso causa sanzioni economiche di Unione Europea e Stati Uniti. Il regime ha intuito il rischio di non arrivare al quorum del 51% di partecipazione necessaria per convalidare il referendum. Questo sarebbe un duro colpo per la necessaria legittimazione di facciata del progetto presidenziale di Pierre Nkurunziza.

Per evitare questo rischio la polizia (ormai composta al 50% dai terroristi ruandesi delle FDLR) ha ricevuto l’ordine di obbligare fisicamente gli aventi diritto al voto di registrarsi al referendum. Un ordine contrario alle disposizioni della Costituzione che prevede la partecipazione volontaria al referendum. A dare man forte alla polizia sono state attivate le milizie HutuPower Imbonerakure. Secondo denunce provenienti dalle cellule clandestine dei giornalisti e attivisti della società civile ancora operanti nel loro Paese, poliziotti e miliziani Imbonerakure stanno setacciando tutti i quartieri della capitale e delle principali città e tutti i villaggi costringendo i cittadini a iscriversi alle liste referendarie.

Una studentessa universitaria hutu di Bujumbura raggiunta telefonicamente avverte che “la maggioranza degli studenti universitari hutu e tutsi non intende recarsi a votare in questo referendum farsa. Ora però ognuno di noi sta ricevendo la visita dei miliziani e dei poliziotti. Ci stanno accompagnando fisicamente ad iscriverci alle liste affermando che si assicureranno che ci recheremo alle urne il prossimo maggio e che il voto sia quello giusto”. Tatine Sibomana, attivista della società civile ancora in Burundi afferma ai media regionali: “Quello che sta succedendo nel mio Paese è inaccettabile. La partecipazione al referendum è facoltativa in quanto la Costituzione prevede in questo caso la libera scelta se parteciparvi o meno. Al contrario le forze dell’ordine e i miliziani ci costringono a partecipare sotto la minaccia delle armi.

Vari testimoni oculari hanno riportato alla Agence France-Presse – AFP le tattiche utilizzate dalla polizia e dai miliziani per costringere la popolazione a registrarsi alle liste referendarie. “Hanno eretto posti di blocco nelle ore in cui ci si reca a lavorare. I miliziani Imbonerakure fermano ogni macchina e domandano la prova di iscrizione alle liste. In caso contrario ci accompagnano fisicamente ad iscriverci. Tutti i cittadini ora sono obbligati a portare nei loro portafogli o borsette la prova di iscrizione per evitare rischi mortali” afferma un testimone della città di Bubanza.

Un liceale diciottenne della provincia di Makamba afferma che ogni studente maggiorenne è obbligato a presentare l’iscrizione alle liste prima di entrare in classe. Un residente della città di Gitega afferma che le autorità sanitarie hanno minacciato di non somministrare ogni tipo di assistenza sanitaria (compreso il pronto soccorso) se i pazienti non siano in grado di presentare l’iscrizione alle liste. Le Imbonerakure stanno prendendo diligentemente nota di ogni iscritto avvertendolo che sono state incaricate di presidiare i seggi e le operazioni di spoglio delle urne. “Metteremo delle telecamere nelle cabine per assicurarci che tu voti correttamente” questa la ricorrente minaccia dei miliziani HutuPower ai cittadini.

Contemporaneamente alla iscrizione forzata alle liste referendarie polizia e Imbonerakure stanno minacciando di morte ogni attivista politico che faccia propaganda elettorale a favore del NO. Nella scorsa settimana almeno 50 militanti dell’opposizione, per la maggior parte appartenenti all’ala politica del FNL di Agathon Rwasa sono stati arrestati con l’accusa di aver promosso il NO al referendum. Gli arresti sono stati fatti addirittura dalle Imbonerakure che hanno portato i militanti presso le caserme dove la polizia ha confermato l’arresto.

Visualizzando 1 di 3
Visualizzando 1 di 3

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore