domenica, Agosto 9

Burocrazia, un fardello ancora troppo pesante per imprenditori e PMI Lo Stato dovrebbe allentare la presa sui controlli ed allo stesso tempo uniformare le regole eliminando paletti e vincoli troppo restrittivi ed in alcuni casi anche inutili

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La Cgia di Mestre, associazione nata per tutelare gli artigiani e le piccole ditte, ha stilato un report relativo alla burocrazia italiana, che rischia di mettere seriamente in crisi le PMI nostrane.

Se da un lato l’artigianato, il turismo e le piccole imprese per molti anni hanno rappresentato un ottimo volano per assorbire e ricollocare la forza lavoro espulsa dalle fabbriche, è anche vero che la burocrazia è un fardello ancora oggi troppo pesante da sopportare per PMI ed imprenditori.

Le piccole e medie imprese possono subire fino a 122 controlli annuali e le lungaggini burocratiche non solo rallentano la produzione, ma aumentano anche i costi.

In teoria un’impresa, anche piccola, potrebbe ricevere visite ed accertamenti ogni tre giorni ad opera di Agenzia delle Dogane, Inail, Inps, Ispettorato del Lavoro, Vigili del Fuoco, Autorità garante della Privacy, Camere di Commercio, Guardia di Finanza, Nas, Noe, Siae ecc.

Paolo Zabeo, coordinatore dell’Ufficio studi degli artigiani di Mestre, invita lo Stato ad allentare la presa sui controlli ed allo stesso tempo di uniformare le regole eliminando paletti e vincoli troppo restrittivi ed in alcuni casi anche inutili.

Su binari diametralmente opposti, una ventata in termini di efficienza e supporto per le attività nostrane è rappresentata dall’online, dove insieme alle opportunità di business collegate ad esempio a commercio e consulenza online, si affianca la possibilità di poter acquistare servizi catastali e camerali, essenziali per la vita operativa aziendale.

Per fare un esempio, un documento strategico come la visura camerale può oggi essere acquistata in pochi click su siti specializzati come Ufficio Camerale, che mette a disposizione un ventaglio di strumenti e servizi appositamente pensati per i titolari di azienda.

L’utilizzo di questi servizi online può comportare vantaggi sia di natura logistica, economica e burocratica, che incide fino al 4% sul fatturato delle piccole imprese ed al 2,1% delle medie imprese.

Le procedure ambientali sono le più dispendiose e richiedono circa 400ore/uomo per l’istruttoria e la predisposizione della domandaSe è vero che il tempo è denaro, bisogna anche considerare le tempistiche degli adempimenti burocratici che mediamente richiedono alle PMI tra i 45 ed i 190 giorniPer poter avviare la costruzione di un capannone bisogna aspettare circa 7,5 mesi e generalmente i permessi per le autorizzazioni hanno una tempistica che oscilla tra 1 e 5 anni.

Altro problema della burocrazia italiana è la complessità delle norme, spesso infarcite da regole e postille cervellotiche e difficili da capire. L’84% degli imprenditori italiani ritiene estremamente difficoltoso comprendere le procedure amministrative, mentre questa percentuale si attesta al 51% in Germania, al 46% in Spagna ed al 19% in Gran Bretagna.

La complessità della burocrazia dipende anche dall’elevata quantità di leggi. Una recente ricerca ha evidenziato che dal 6 giugno 1918 al 6 giugno 2018, quindi nell’arco temporale di un secolo, sono entrati in vigore ben 136.987 atti normativi.

I servizi online potrebbero rappresentare una svolta per le PMI in Italia e soprattutto al Sud, dove il valore dell’Indice della burocrazia è di 704,9 contro i 572,7 del Centro, il 438 del Nord-Ovest ed il 384,5 del Nord-Est.

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