domenica, Giugno 16

Burkina Faso: cosa nasconde l’attacco terroristico?

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Kampala – Ouagadougou, alle 19:45 (ore locali) di venerdì 15 gennaio 2016, l’hotel Splendid e il ristorante-caffè italiano Cappuccino vengono attaccati da dei terroristi islamici. L’hotel Spendid è vicino all’aeroporto della capitale e frequentato da occidentali e dal personale delle agenzie ONU. A seguito del pronto intervento delle forze speciali burkinabè i terroristi si trincerano all’interno dei locali facendosi scudo con i frequentatori trasformati in ostaggi. Una lunga e sanguinosa battaglia si svilupperà per tutta la notte, concludendosi all’alba con la vittoria delle forze speciali appoggiate da dei militari francesi e la liberazione degli ostaggi. Le forze armate burkinabè hanno dato prova di grande professionalità nell’affrontare la minaccia terroristica pressoché sconosciuta in Burkina Faso. Il bilancio ufficiale parla di 23 morti, tra i quali quattro terroristi. I 126 ostaggi sono stati liberati. Tra essi 33 feriti.

L’attacco di venerdì a Ouagadougou è stato preceduto due mesi fa dall’attacco al Hotel Radisson Blu a Bamako, Mali. I militari maliani e le forze speciali francesi erano riuscite a liberare i 150 ostaggi e a sconfiggere i terroristi dopo varie ore di accanita battaglia. Bilancio: 20 morti tra i quali 14 stranieri. L’attentato in Mali fu rivendicato da due gruppi jahaidisti: il Al-Mourabitoune e il Fronte di Liberation della Macina (FNL). L’attacco in Burkina Faso è stato rivendico dal gruppo terrorista  Al Queda Magreb Islamique (AQMI). L’esecutore  materiale dell’attacco sarebbe il gruppo Al-Mourabitoune, comandato da Mokhtar Belmoktar, lo stesso gruppo terroristico dell’attacco a Bamako.

L’attacco in Burkina Faso è una «vendetta contro la Francia e i miscredenti occidentali», afferma il ramo nordafricano di Al Qaeda nella sua rivendicazione. Di diverso parere Guy Hervè Kam, un famoso avvocato portavoce della società civile della Burkina Faso: «Siamo appena usciti dalle elezioni. La velocità con cui è stato rivendicato questo attacco fa pensare che sia un attacco contro la democrazia», dichiara a ‘Radio France International‘ con, pare, velata allusione alla Francia.

Mokhtar Belmokhtar non è un terrorista qualsiasi. Su di lui grava una taglia di cinque milioni di dollari emessa dagli Stati Uniti. La sua morte è stata annunciata varie volte dalle forze speciali francesi e americane. L’ultimo annuncio risale al giugno 2015, quando Belmokhtar avrebbe dovuto trovare la morte in Libia, abbattuto da reparti speciali americani del anti-terrorismo. Annunci rivelatesi tutti falsi fino a far scaturire il sospetto che facciano parte di una tattica di depistaggio  sul capo terroristico forse identica a quella denunciata da Edward Snowden, l’ex agente informatico CIA che ha collaborato con il sevizio americano di sorveglianza, la  NSA (National Security Agency) e con quello inglese United Kingdom Government Communications Headquarters (UK-GCHQ). Nel 2013 Snowden rivela con prove inconfutabili un programma di sorveglianza mondiale attuato segretamente ed illegalmente dalla NSA. In questo programma diversi Capi di Stato anche Europei erano stati messi sotto sorveglianza telefonica ed email. Le rivelazioni fecero scoppiare uno scandalo di dimensioni planetarie aumentando le tensioni già esistenti tra Stati Uniti ed Europa.

Snowden, che risiede in Russia, dopo aver ottenuto l’asilo politico nel luglio 2013, ha pubblicato documenti segreti da lui intercettati e appartenenti alla CIA dove vi sarebbero evidenze che dimostrerebbero che Osama Bin Laden è ancora vivo. Alla presunta rivelazione, fatta nell’agosto 2015,  gli Stati Uniti  hanno risposto liquidando il tutto come propaganda. L’attacco perpetuato da un plotone di assalitori dell’unità anti-terrorismo dei corpi speciali della marina americana DEVGRU il 2 maggio 2011 nella località di Abbottabad, vicino la capitale pakistana Islamabad, dove Bin Laden e membri della sua famiglia sarebbe stati uccisi, secondo Snowden sarebbe stata una fiction. «Osama Bin Laden è sempre stato un uomo della CIA tra i più efficaci. Gli americani hanno organizzato la sua finta morte in collaborazione con i servizi segreti americani al fine di proteggerlo. Se il mondo intero lo crede morto nessuno lo cercherà per arrestarlo. I documenti in mio possesso dimostrano che Bin Laden è vivo e riceve un vitalizio dalla CIA pari a 100.000 dollari mensili versati sul suo conto presso una banca a Nassau. Non posso confermare dove si trova ora ma fino al 2013 viveva sotto falsa identità alle Bahamas assieme a cinque mogli e i suoi bambini», ha affermato  Snowden.

La finta morte di Bin Laden sarebbe stata organizzata per evitare che si scoprissero i legami tra Al-Qaeda, l’Arabia Saudita e gli Stati Uniti. La rivelazione sulla falsa morte di Bin Laden è stata considerata credibile da molti esperti anti terrorismo ed osservatori politici anche occidentali. Jane Corbin, giornalista della ‘BBC‘ pensa che Bin Laden non solo sia vivo ma che stia organizzando il reclutamento terroristico in Gran Bretagna.

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