domenica, Dicembre 8

Buona Pasqua dalla Coop

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Palazzi del potere vuoti e politici già concentrati sulle impegnative vacanze di Pasqua. Ma esplode comunque lo scandalo dei finanziamenti a pioggia elargiti dalla Coop rossa modenese Cpl Concordia. Tutto legale, anche se imbarazzante. Ma per ora nessuno li ha restituiti. Luigi Di Maio querelato da Legacoop. L’amico di Lupi Ercole Incalza, intanto, esce dal carcere, mangerà la colomba ai domiciliari. Primo giorno di Graziano Del Rio al ministero delle Infrastrutture. Il suo arrivo in bicicletta a Porta Pia (scortato da una moto) diventa addirittura argomento di discussione mediatica per giornalisti annoiati a caccia di scoop. Finalmente libero per un renziano il suo posto di sottosegretario. Della ‘ricompensa di poltrone’ spettante a Ncd se ne riparlerà, invece, dopo le Feste. Alfaniani divisi: battibecco su twitter tra la dissidente Nunzia De Girolamo e il governista Gaetano Quagliariello. Raffaele Fitto sempre più ai ferri corti con FI. Il M5S chiede al nuovo prefetto di Roma, Franco Gabrielli, di sciogliere il Comune di Mafia Capitale.

A sentire i mass media di Regime, l’inchiesta di Napoli che ha portato all’arresto per corruzione del sindaco di Ischia, democristiano riciclato nel Pd, Giosi Ferrandino, e dei vertici della Coop rossa Cpl Concordia, si sarebbe arenata sulla pubblicazione ‘illegale’ delle intercettazioni che hanno coinvolto il non indagato Massimo D’Alema. In realtà, l’atteggiamento sprezzante del ‘Conte Max’ verso la libera stampa, e le minacce di querela pronunciate da ‘baffino’ in uno stile da aristocratico di ancien régime, nascondono la paura e l’imbarazzo dell’intera classe politica. Causa della vergogna sono i finanziamenti a pioggia che la Cpl ha distribuito in maniera bipartisan nel Palazzo. Detto dei vini di D’Alema e dei 60mila euro donati alla fondazione dalemiana Italianieuropei, il lungo elenco dei fortunati beneficiari della generosità cooperativa si apre proprio con Matteo Renzi a cui la Cpl girò 5mila euro in occasione delle due famigerate cene di raccolta fondi organizzate il 6 novembre 2014 a Milano e il 7 a Roma, presente anche la banda di Mafia Capitale di Salvatore Buzzi.

Il nostro viaggio nel meraviglioso e generoso mondo della Coop (sempre la Cpl) prosegue con l’assegno da 20mila euro staccato nel 2011 in favore di Virginio Merola, candidato sindaco, poi eletto, di Bologna. Migliaia di euro durante quel fortunato 2011 anche per le sedi Dem di Pesaro, Ferrara, Urbino, Foggia e Frosinone. Tra il 2013 e il 2014 (anni di elezioni politiche ed europee) le mani della Cpl diventano ancora più bucate. Sempre nel Pd (il primo amore comunista non si scorda mai), beneficia di 10mila euro lo storico tesoriere Ugo Sposetti. 5mila euro cadono nelle tasche di Alfredo D’Attorre, mentre 10mila più 10mila in quelle del comitato elettorale di Luca Zingaretti. Sempre al presidente della Regione Lazio, questa volta in coppia col sindaco di Roma Capitale Ignazio Marino, arrivano 6mila euro per la solita cena elettorale. Lo stesso Marino che, stavolta da solo, ne prende altri 2.500. Ma ad essere baciati dalla generosità della Coop rossa, come detto, erano tutti, anche i neri. 2mila euro niente di meno che per il comitato ‘io sto con Giorgia Meloni’ e 3mila per Antonio Paravia di Fd’I. Ma nel lungo elenco spuntano anche i nomi di Antonio De Caro (candidato sindaco di Bari), Cecile Kyenge, Flavio Zanonato e, dulcis in fundo, 10mila euro per Eugenio Patanè, consigliere regionale laziale coinvolto in Mafia Capitale. Ecco perché, tra i politici, solo Luigi Di Maio del M5S ha il coraggio di chiedere di indagare sulle Coop, ricevendo in cambio una querela da Legacoop. «Vuol dire che simo sulla buona strada», commenta lui sarcastico. Per chiarire meglio le idee a chi ancora avesse dei dubbi, chiudiamo con la citazione di ‘Repubblica’ che riporta il racconto del boss casalese pentito Antonio Iovine, detto ‘o’ Ninno’, in un interrogatorio del settembre 2014: «Piccolo (Antonio, imprenditore legato ai clan di Casal di Principe ndr) disse espressamente che la Concordia aveva interesse a espandere i suoi affari nel territorio casalese e che dunque ci potevano essere soldi per tutti». Proprio per tutti.

Restando in tema di politica corrotta, Franco Gabrielli da ieri è il nuovo prefetto di Roma. Sostituisce Giuseppe Pecoraro dopo ripetuti scandali (Jenny ‘a carogna e la Barcaccia violentata dagli hooligans olandesi, solo per citarne due). Oggi i primi ad ‘accoglierlo’ sono quelli del M5S romano chiedendogli, come primo atto, di sciogliere il Comune di Roma. «Abbiamo già chiesto un incontro ufficiale per presentare il nostro dossier aggiornato in merito allo scioglimento del comune di Roma», scrivono i grillini in una nota, «il lavoro che aspetta Gabrielli è impegnativo e noi vogliamo dare il nostro contributo, cercando di fare il punto insieme sulla delicata questione di Mafia Capitale e cominciare a comprendere che cosa succederà in merito al Giubileo». La risposta misticamente interlocutoria di Gabrielli arriva a stretto giro di posta: «Fatemi interloquire con l’autorità giudiziaria e lasciatemi leggere le carte. Esprimere valutazioni ora non servirebbe a nulla. Spero non sia la mia Via Crucis».

Graziano Del Rio occupa la sua nuova poltrona al ministero delle Infrastrutture. Le cronache narrano che sia stato allontanato con un abile ‘magheggio’ da Palazzo Chigi per fare posto ad un fedelissimo renziano nel ruolo strategico di sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Ma lui si ostina a ripetere che con Renzi «siamo come fratelli». Promoveatur ut amoveatur, direbbero i latini. Bisogna ammettere, però, che il suo primo atto è stato clamoroso e coraggioso: raggiungere Porta Pia a cavallo di una bicicletta. Poche centinaia di metri da piazza Colonna, è vero, ma irti di insidie, traffico tentacolare e smog da far mancare l’aria ai polmoni. In questo, modo, forse, Del Rio si renderà conto delle piccole infrastrutture che servono all’Italia, non certo quelle Grandi Opere (come la Tav Torino-Lione?) commissionate appositamente (così risulta dalle innumerevoli inchieste) dai corrotti per lucrare tangenti. Intanto, forse per farsi coraggio, promette di aprire un «filo diretto» con Raffaele Cantone, l’ex pm presidente della Autorità Nazionale Anti Corruzione, spacciato in ogni occasione come unica panacea contro il malaffare dilagante.

Chiudiamo con gli inconsolabili tormenti del centrodestra. L’Ncd di Angelino Alfano non vive certo i suoi giorni migliori. Il partitino ministeriale già ha dovuto rinunciare ad un pezzo pregiato come il ministero delle Infrastrutture con l’uscita di scena di Maurizio Lupi e, adesso, rischia di spaccarsi tra ‘governisti renziani’ e ‘pentiti’. La querelle la riapre stamattina Gaetano Quagliariello sul ‘Corriere della Sera’: «Se il dibattito nel gruppo confermerà la linea della partecipazione, sia pur critica, al governo, è difficile immaginare un capogruppo dissidente». Riferimento inequivocabile alla capogruppo alla Camera Nunzia De Girolamo, da sempre sospettata di intellighentja con il vecchio capo Silvio Berlusconi. Immediata la cinguettata di risposta su twitter della moglie di Francesco Boccia: «Caro Quagliariello sarò pure dissidente, ma mai burattino. Buona Pasqua». Ri-cinguettio del ‘saggio’ Quagliariello: «Cara Nunzia, ci sono dissidenti burattini, tu non sei fra questi. Proprio per questo rispetto le tue scelte e le loro conseguenze. Buona Pasqua». E, a questo punto, visto che ci tengono tanto, buona Pasqua, a loro, anche dall’Indro.

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