domenica, Novembre 17

Bufera Capitolina: M5S sempre più giù

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Il centro. Paola Murano intercettata mentre parlava con Salvatore Buzzi, tra i numero uno di Mafia Capitale, mette ancor di più in crisi la fragile amministrazione pentastellata della Capitale. Nel cerchio. Milan made in Cina, destra in movimento.

Murano, Buzzi e quelle telefonate…

S’incrina ancora di più la posizione dell’assessore del Movimento 5 Stelle (M5S), Paola Muraro dopo la pubblicazione da parte di alcuni quotidiani delle sue telefonate con Salvatore Buzzi, l’imprenditore delle cooperative ritenuto dagli inquirenti di Mafia Capitale il braccio economico del ‘mondo di mezzo’ e imputato nel processo in corso a Rebibbia. dopo il conflitto d’interessi emerso tra la pentastellata e Ama, questo nuovo scheletro nell’armadio fa tremare nuovamente i polsi di Virginia Raggi, sulla quale i grillini fanno quadrato. Nelle comunicazioni non appare nulla di rilevante per il proseguo delle indagini, ma certamente l’associazione del nome della Muraro a quello di Buzzi non fa dormire sogni tranquilli a Beppe Grillo e Casaleggio Associati «Le telefonate con Buzzi? Possono pubblicarle tutte» si difende Muraro parlando con i cronisti che l’attendono fuori dagli uffici di Ama, dopo il suo incontro con il neo amministratore Alessandro Solido, e prosegue «Attualmente i giornali basano gli articoli sul nulla, sono serenissima, non sono mai entrata nella vicenda di Mafia Capitale, ma a questo punto possono pubblicarle tutte le telefonate». Le prime reazioni significative dal mondo della politica arrivano dal Presidente del Partito Democratico (Pd) Matteo Orfini, che senza indugi scrive su Twitter «Muraro parlava di appalti con Buzzi e si faceva segnalare in Ama dal marito carabiniere. Il tutto mentre gridava a gran voce ‘onestà’». Critica anche Alessia Morani, vicepresidente del gruppo Pd alla Camera, che   ne chiede a gran voce le dimissioni. Un duro colpo per la neonata amministrazione targata Raggi, che faticosamente cerca di ‘restaurare’ il panorama capitolino.

Berlusconi: Googbye Milan 

Un saluto in punta di piedi quello di Silvio Berlusconi al Milan, la squadra di calcio rosso nera che aveva preso sotto la sua ala imprenditoriale, proiettandola verso il successo. «È stato firmato un contratto preliminare con Han Li, rappresentante di un gruppo di investitori cinesi, relativo alla compravendita dell’intera partecipazione – pari al 99,93%» ha comunicato in una nota ufficiale il gruppo Fininvest, stimando il preliminare ad un valore di 740 milioni di euro. Diversi i commenti dei ‘diavoli’ suoi social da chi ringrazia il Cav salutandolo con orgoglio a chi al contrario, visti gli ultimi risultati calcistici, lo liquida con un ‘Finalmente’.

Destra agitata e Lega osservante

Come un ‘falco’ Matteo Salvini, interrogato dagli ascoltatori di ‘Radio Padania‘, mantiene il silenzio sulle attività di Stefano Parisi dichiarando di esser pronto a commentare solo nel momento in cui accadranno fatti concreti. E se Silvio Berlusconi è impegnato nella questione Milan, Giorgia Meloni si distacca un attimo dall’alleato del Carroccio e si mantiene concentrata sul prossimo referendum «Abbiamo dato vita a un comitato per il “no” al referendum confermativo della legge costituzionale» afferma e continua «nel quale abbiamo voluto dare soprattutto la parola ai sindaci, ai presidenti di regione e a chi governa il territorio. E lo abbiamo fatto non solamente per dire no alla riforma di Renzi ma anche per dire che questa riforma è una grande occasione persa»

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