domenica, Luglio 21

Brexit, voto decisivo in Gb. Bocciatura ad un passo Nyt: 'Trump ha detto ripetutamente in privato che voleva ritirarsi dalla Nato'

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Fiato sospeso in Gran Bretagna. Questa sera il voto decisivo della Camera dei Comuni per la ratifica dell’accordo raggiunto con la Ue per la Brexit. Si parla di una bocciatura pressochè sicura, ma i ministri hanno insisto fino all’ultimo negli appelli ai deputati a far prevalere l’interesse nazionale.

A sancire l’importanza di questa votazione sulla Brexit il Commissario europeo Pierre Moscovici: «Il voto di stasera è un voto molto importante dalle conseguenze decisive che appartiene al Regno Unito. Non posso commentare qualcosa che non si è ancora svolto, siate pazienti la Commissione parlerà subito dopo». Mentre il ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas ha parlato già di nuovi colloqui: «Se stasera andasse male, ci potrebbero essere. Non credo tuttavia che si possano mettere soluzioni aggiuntive sul tavolo che nulla hanno a che fare con quello che è stato negoziato». Ma ha confermato: «L’accordo resta quello che è».

In Francia è Emmanuel Macron a lanciare un ramoscello d’ulivo nei confronti dei gilet gialli. Partito infatti il dibattito nazionale con cui punta a smorzare la crisi dei mesi scorsi. «Bisogna rifiutare le violenze, perché dalla violenza non si ottiene nulla. E bisogna rifiutare la demagogia, perché la somma delle collere non ha mai portato soluzione», ha detto il presidente francese.

Andiamo negli Usa, perché secondo il New York Times, lo scorso anno Donald Trump ha detto ripetutamente in privato che voleva ritirarsi dalla Nato. Un’intenzione che ora, scrive il giornale, aumenta le preoccupazioni tra i dirigenti della sicurezza nazionale sullo sfondo delle rivelazioni sugli sforzi del presidente per tenere nascosti i dettagli degli incontri con Vladimir Putin anche ai suoi più stretti collaboratori.

Intanto nuova grana per il tycoon. Una nuova carovana di migranti, formata da almeno 500 persone, ha lasciato ieri sera San Pedro Sula, in Honduras, per cercare di arrivare nelle prossime settimane alla frontiera messicana con gli Stati Uniti. Il Pentagono nel frattempo ha prorogato fino alla fine di settembre la missione per sostenere gli agenti federali che vigilano sulla sicurezza del confine con il Messico.

Infine Kim Yong-chol, braccio destro del leader nordcoreano Kim Jong-un, sarà in visita 2 giorni a Washington da giovedì per discutere sul secondo summit tra Usa e Corea del Nord, che dovrebbe tenersi a febbraio in Vietnam. Lo riporta il Chosun Ilbo, quotidiano di Seul, citando una fonte diplomatica.

In Spagna la polizia catalana ha smantellato questa mattina una cellula jihadista a Barcellona che preparava un attentato. Il gruppo era formato da cinque algerini, tutti con precedenti penali per furti, rapine e traffico di droga.

E’ di almeno 3 morti il bilancio dell’attacco all’hotel DusitD2, a Nairobi, in Kenya. Gli estremisti somali di Al Shaabab hanno rivendicato l’attentato.

In Costa d’Avorio invece, l’ex presidente Laurent Gbagbo, accusato di crimini contro l’umanità legati alle violenze del 2010, è stato assolto dalla Corte penale internazionale dell’Aia. Le violenze, che portarono a 3.000 morti e 500.000 sfollati, seguirono il rifiuto di Gbagbo di accettare la sconfitta nelle elezioni di quell’anno, vinte dal suo rivale e attuale presidente del Paese, Alassane Ouattara.

In Zimbabwe è di 5 morti il bilancio della protesta in corso nella capitale Harare ed in altre città del Paese contro il rincaro del prezzo del carburante deciso dal presidente Emmerson Mnangagwa. Oggi, seconda di tre giornate di sciopero nazionale indetto dal principale sindacato dei lavoratori, un elicottero militare ha lanciato gas lacrimogeni sui dimostranti che bloccavano una strada e incendiavano pneumatici.

Passiamo alla Serbia, perché grandi misure di sicurezza in vista dell’arrivo giovedì prossimo del presidente russo Putin. Ben 7 mila i poliziotti che saranno mobilitati nella capitale per garantire la sicurezza del leader del Cremlino. Si presume che nella capitale serba siano già giunti circa 250 agenti speciali russi incaricati di sorvegliare sugli itinerari che percorrerà Putin.

Chiudiamo con la Cecenia, dove il ministro dell’Informazione, Dzhambulat Umarov, ha negato che le forze dell’ordine abbiano detenuto illegalmente decine di omosessuali e ne abbiano uccisi almeno due. Ma poi ha dichiarato: «Non seminate i semi della sodomia nella benedetta terra del Caucaso. Non cresceranno come nella pervertita Europa. Lasciate in pace la repubblica cecena».

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