sabato, Dicembre 14

Brexit, tutti contro la May per la bozza di accordo con l’Ue Corte europea per i diritti umani condanna la Russia per gli arresti politici di Alexei Navalny

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Accordo per la Brexit ad un passo. Alla Camera dei Comuni, la premier Theresa May però ha specificato oggi che l’intesa approvata ieri dal governo «non è un accordo finale» ma un documento che consentirà comunque un’uscita «liscia e ordinata» del Regno Unito dall’Ue. La May, tra i mugugni dell’opposizione, ha difeso l’intesa come una scelta fatta”nell’interesse nazionale, affermando che essa garantirà l’uscita dall’Ue nel Regno nei tempi previsti e che l’unica alternativa sarebbe un no deal o nessuna Brexit.

Ma la decisione ha già fatto le prime vittime nel governo. Il primo a lasciare è stato il sottosegretario per l’Irlanda del Nord, Shailesh Vara, seguita poi dal ministro per la Brexit Dominic Raab e la ministra del lavoro Esther McVey, tutti delusi dall’accordo raggiunto. Gli unionisti nordirlandesi del Dup, vitali per la maggioranza, hanno denunciato la bozza d’intesa come una violazione delle promesse fatte in termini di garanzia del legame fra Londra e Belfast, mentre il deputato Tory Jacob Rees-Mogg, capofila dei brexiteers più radicali, ha formalizzato la sua richiesta di una mozione di sfiducia contro la May in una lettera al comitato 1922, l’organismo di partito che sovrintende alla convocazione di elezioni per la leadership.

Dall’opposizione si è fatto sentire il leader laburista Jeremy Corbyn, che ha definito l’accordo «un enorme e dannoso fallimento». Corbyn afferma che la bozza lascia la Gran Bretagna in un limbo a tempo indeterminato e non dà certezze sui rapporti futuri definitivi con l’Ue sulla questione irlandese.

Dalla Ue invece il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk ha affermato: «Prendo atto dell’accordo sulla Brexit ma non condivido l’entusiasmo di Theresa May. Ho pensato fin dall’inizio che questa sia una situazione ‘lose-lose’, e che occorresse lavorare per controllare i danni conseguenza di questo divorzio». Mentre il capo negoziatore Ue per la Brexit Michel Barnier è più positivo: «Abbiamo trovato una soluzione giusta ed equilibrata, che tiene in conto le esigenze del Regno Unito, ma anche le nostre sulla protezione dei consumatori e delle imprese nel mercato unico. È una questione fondamentale, non si tratta di commercio ma un tema che tocca gli uomini, le donne, la pace. C’è stato un impegno comune con i britannici. Il punto più difficile è stato quello della stabilità della pace in Irlanda, della preservazione dell’accordo del Venerdì Santo in tutte le dimensioni, affinché non vi siano confini duri in Irlanda».

Rimaniamo in Europa, perché la Corte europea per i diritti umani ha condannato la Russia per i ripetuti arresti operati a fini politici ai danni del leader dell’opposizione Alexei Navalny. Nella sentenza la Corte ha ordinato alle autorità russe di consentire lo svolgimento di dimostrazioni pacifiche.

Jamal Khashoggi è stato avvelenato con una dose letale di droga e il suo corpo è stato poi smembrato e portato fuori dal consolato saudita di Istanbul. A confermarlo il procuratore capo di Riad Saud al Mojeb in una dichiarazione alla tv saudita. Il cadavere del giornalista è stato consegnato a un agente di sicurezza turco fuori dalla sede consolare. A ordinare l’uccisione del giornalista sarebbe stato il capo del team di Riad inviato a Istanbul per riportarlo in Arabia Saudita. Procuratore che poi ha smentito che il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman fosse a conoscenza dei piani. Confermata poi l’incriminazione per 11 sospetti: per cinque di loro, la Procura chiederà la pena di morte.

Andiamo negli Usa per il nuovo attacco via Twitter di Donald Trump a Robert Mueller, il procuratore speciale che indaga sul Russiagate: «Le indagini sono un caos totale e siamo di fronte alla caccia alla streghe come nessun’altra nella storia americana». «Non hanno trovato alcuna collusione e stanno andando completamente fuori di testa», ha aggiunto il tycoon. Intanto è stato confermato che il secondo summit Usa-Corea del Nord è probabile dopo l’inizio del 2019. Qui sarebbero messi nero su bianco i dettagli per la denuclearizzazione della penisola.

Chiudiamo con l’Afghanistan perché trenta poliziotti sono stati uccisi la notte scorsa durante un attacco sferrato dai talebani nel distretto di Khaki Safed della provincia occidentale di Farah.

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