domenica, Novembre 29

Brexit, Tusk detta le linee guida

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Il premier scozzese Nicola Sturgeon ha inviato una lettera alla omologa britannica Theresa May per ufficializzare la richiesta di un secondo referendum per l’indipendenza della Scozia. Obiettivo della leader indipendentista è quello di sottoporre la questione agli elettori entro due anni, prima che il percorso della Brexit sia completato. La consultazione dovrebbe essere convocata tra l’autunno 2018 e la primavera 2019. All’ultimo referendum, nel 2014, il 55% degli elettori ha votato contro l’indipendenza.

La lettera giunge nello stesso in cui alla Valletta (Malta), il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk ha presentato ai 27 le linee guida del negoziato che condurrà all’uscita di Londra dall’Ue. Tusk ha specificato che non saranno avviati negoziati diretti sui rapporti commerciali post Brexit finché il Regno Unito non avrà raggiunto «uno stadio avanzato» nel processo di uscita dall’Unione. Quattro punti fondamentali. Primo: tenere sotto controllo il rischio di danni che l’uscita di Londra potrebbe comportare per i nostri cittadini, le nostre imprese, gli stati membri. Secondo: prevenire un vuoto legale per le nostre imprese che derivi dal fatto che dopo la Brexit le leggi europee non si applicheranno più al Regno Unito. Terzo: Londra dovrà onorare tutti gli impegni finanziari presi in qualità di Stato membro. Quarto: cercare soluzioni flessibili e creative destinate ad evitare un confine rigido tra Irlanda ed Irlanda del nord, e continuare a sostenere il processo di pace.

«I negoziati che andiamo ad iniziare saranno complessi e a volte ci saranno delle divergenze. Non c’è modo di evitarlo. Ma la Ue non avrà un approccio punitivo. La Brexit è già abbastanza punitiva da sé» Lo ha ribadito Turk in una conferenza stampa alla Valletta, insieme al presidente di turno della Ue, il premier maltese Joseph Muscat. Tusk sarà a Londra per un incontro con la premier May prima del vertice europeo del 29 aprile.

Russiagate: Michael Flynn, l’ex consigliere per la sicurezza Usa costretto a dimettersi dopo soli 24 giorni per via dei suoi contatti con l’ambasciatore russo a Washington, è pronto a deporre nell’inchiesta sul Russiagate, ma solo se «le circostanze lo permetteranno» Lo ha fatto sapere il suo avvocato, Robert Kelner, lasciando intendere che il suo assistito testimonierà solo in cambio dell’immunità. Jack Langer, portavoce del presidente della commissione Intelligence della Camera, Devin Nunes, ha detto che non sarebbe stata fatta a Flynn nessuna offerta in proposito. Flynn era stato costretto alle dimissioni dopo appena 24 giorni dalla sua nomina quando era emerso che aveva mentito al vice presidente Mike Pence sui contatti precedentemente avuti con l’ambasciatore Sergei Kislyak, con il quale aveva discusso delle sanzioni americane contro Mosca.

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