lunedì, Settembre 23

Brexit: May nei guai, si dimettono Johnson e Davis >Migranti, Tajani in Libia: 'Serve lista nera dei grandi criminali che organizzano il traffico di donne e di uomini'

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Il governo conservatore britannico di Theresa May subisce un duro colpo: il ministro per la Brexit, David Davis, elemento chiave della compagine, ha annunciato le sue dimissioni dall’incarico in polemica con la svolta verso un negoziato più soft con l’Ue strappata in questi giorni dalla premier. Al suo posto arriva Dominic Raab, finora viceministro della Giustizia. Poco dopo ha annunciato le dimissioni, con le stesse motivazioni, anche il ministro degli Esteri, Boris Johnson.

«Era chiaro che sarei stato di troppo. Penso che la May sia un buon primo ministro ma abbiamo strategie diverse», ha dichiarato Davis parlando con la Bbc. «Ha bisogno di un ministro sulla Brexit che la aiuti a realizzare la sua strategia. Stiamo cedendo troppo e troppo facilmente. E’ pericoloso».

Nel pomeriggio la May ha difeso in Parlamento le nuove proposte negoziali per una Brexit più soft delineate dal suo governo venerdì scorso ed ha assicurato che questa piattaforma garantirà l’uscita del Regno Unito dall’Ue, dal mercato unico e dall’unione doganale, ma ha posto anche le condizioni per una nuova partnership doganale con Bruxelles, per un libero commercio sui beni industriali e agricoli e confini aperti in Irlanda.

Parlando di migranti, il presidente del parlamento europeo Antonio Tajani al termine dell’incontro a Tripoli con il premier libico Fayez al Sarraj ha annunciato: «Credo che si debba fare una vera e propria lista nera dei grandi criminali che organizzano il traffico di donne e di uomini, in modo che tutte le polizie e le organizzazioni anti-criminali dell’Africa e dell’Europa possano collaborare avendo obiettivi comuni. Finché non stroncheremo definitivamente queste organizzazioni criminali sarà molto difficile risolvere il problema dell’immigrazione clandestina».

Intanto il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi interpellato sulla posizione dell’Italia circa una eventuale revisione della missione Ue Sophia per il salvataggio in mare dei migranti, ha confermato: «Non ci sfiliamo dagli impegni internazionali, siamo pienamente dentro e non intendiamo muoverci al di fuori del quadro di diritto internazionale,quindi anche europeo».

I leader di Etiopia ed Eritrea, Abiy Ahmed e Isaias Afwerki, hanno firmato una dichiarazione che pone fine alla guerra tra i due Paesi. La firma del documento segue lo storico incontro tra il presidente dell’Eritrea Afwerki e il premier riformista etiope avvenuto ieri ad Asmara.

Chiudiamo con Israele, che ha deciso di chiudere il valico commerciale con Gaza ‘Kerem Shalom’ a causa del lancio degli aquiloni incendiari e altri tentativi terroristici. Lo ha annunciato il premier Benyamin Netanyahu che ha aggiunto: «In accordo con il ministero della Difesa, agiremo con mano pesante contro il regime di Hamas nella Striscia».

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