martedì, Luglio 7

Brexit, ecco la prima bozza di accordo Ue-Gran Bretagna Usa: Jared Kushner, genero-consigliere del presidente Trump, è stato declassato. Afghanistan, Ghani: 'La pace non può essere raggiunta senza i talebani'

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Il capo negoziatore della Ue, Michel Barnier, ha presentato oggi la prima bozza per l’accordo sulla Brexit con la Gran Bretagna. In particolare la Commissione europea ha presentato una delle tre opzioni possibili per risolvere la questione delle frontiere irlandesi. L’opzione prevede che il Regno Unito mantenga pieno allineamento con le regole comunitarie del Mercato interno e dell’Unione doganale e sostenga la cooperazione tra Nord e Sud e l’economia dell’intera isola.

Si tratta, ha detto Barnier, del «progetto di testo sull’accordo di recesso adottato dal collegio dei commissari Ue, e che dovrà essere approvato dai 27 Stati e dal Parlamento europeo, prima di essere messo sul tavolo negoziale col Regno Unito. E’ un momento cruciale del negoziato sulla Brexit, che vogliamo concludere positivamente».

Barnier però ha anche ricordato che «se vogliamo che questi negoziati siano un successo dobbiamo accelerare. Il 30 marzo 2019, tra 13 mesi, il regno Unito non sarà più un Paese dell’Unione e dobbiamo organizzare questa uscita in modo ordinato. I tempi sono stretti tra oggi e l’autunno prossimo, quando dovremmo chiudere questo accordo per avere poi i tempi per le ratifiche necessarie».

Andiamo negli Usa, perché Jared Kushner, genero-consigliere del presidente, è stato declassato. Una mossa che, secondo i media americani, gli impedirà di avere accesso a molti dei documenti ‘sensibili’ dell’amministrazione. La motivazione principale è il coinvolgimento di Kushner nel Russiagate.

Secondo il ‘Washington Post‘, che cita esponenti Usa a conoscenza di materiale di intelligence, rappresentanti di almeno quattro Paesi, tra cui Emirati Arabi Uniti, Cina, Israele e Messico, hanno discusso privatamente modi possibili per ‘manipolare’ Kushner, allo scopo di trarre vantaggio dalle complesse dinamiche relative ai suoi business e non solo. Non è chiaro se qualcuno dei rappresentanti stranieri che ha discusso della possibilità di ‘manipolare’ Kushner sia poi passato dalle parole ai fatti.

Nel frattempo per gli Usa buone notizie che arrivano dalla Corea del NordChoe Son Hui, finora direttore generale per gli affari Nordamericani del ministero degli Esteri, è stata promossa a una posizione a vice ministro. Secondo gli osservatori, la mossa potrebbe essere collegata proprio ai preparativi di dialogo con Washington.

Andiamo in Afghanistan, perché inaugurando oggi la seconda riunione del ‘Processo di Kabul’ davanti ai delegati di 25 Paesi e organizzazioni internazionali, il presidente Ashraf Ghani ha detto che «la pace non può essere raggiunta senza i talebani». Per questo ha lanciato un appello alla riconciliazione per mettere fine al conflitto nel Paese, affermando anche di essere disposto a negoziare con i talebani un cessate il fuoco.

In Francia oltre 150 parlamentari stanno premendo per una nuova legge sul fine vita: in un intervento pubblicato sul quotidiano ‘Le Monde‘, 156 deputati dell’Assemblea Nazionale, di cui 122 del partito di maggioranza di Emmanuel Macron (La République en Marche), chiedono l’adozione di un nuovo testo di legge: «Bisogna dare ai malati in fine vita la libertà di disporre del loro corpo ed è essenziale, del loro destino. Per questo, noi deputati di orizzonti diversi, proponiamo di legiferare in questo senso nel corso dell’anno 2018».

E’ stato riaperto, dopo tre giorni di chiusura, il Santo Sepolcro, dopo che i capi delle Chiese hanno giudicato con favore la mossa del premier Benjamin Netanyahu di congelare sia le tasse richieste dal comune di Gerusalemme sia la proposta di legge all’esame della Knesset sui terreni ecclesiastici.

In Slovacchia emergono nuovi particolari sull’uccisione del giornalista Jan Kuciak e della sua fidanzata. A quanto pare il reporter aveva lavorato per più di un anno sulle attività della ‘ndrangheta nel Paese e sui legami dell’organizzazione mafiosa con diversi esponenti politici. Nel frattempo il ministro della Cultura Marek Madaric ha annunciato le sue dimissioni, oltre all’assistente del premier Robert Fico, Maria Troskova, e al segretario del Consiglio di sicurezza, Viliam Jasan. I nomi di quest’ultimi due erano finiti nell’inchiesta per legami e affari con persone che orbitano attorno alla ‘ndrangheta.

Circa due terzi della popolazione del Sud Sudan avrà bisogno di aiuti alimentari quest’anno per evitare la fame e la malnutrizione. A dirlo l’ONU, secondo cui il 2018 potrebbe essere il peggior anno mai registrato. «La situazione è estremamente precaria, e siamo vicini a un’altra carestia», ha dichiarato Serge Tissot, rappresentante della Fao nel Sud Sudan.

Il primo ministro libanese Saad Hariri è arrivato in Arabia Saudita per una visita che segna il riavvicinamento tra i due Paesi dopo una crisi provocata lo scorso novembre dalle sue dimissioni annunciate da Riad, poi revocate al suo ritorno in patria due settimane più tardi.

Chiudiamo con la Macedonia, perché migliaia di persone hanno manifestato a Skopje per protestare contro un cambio di nome del Paese, nell’ambito del negoziato per risolvere la lunga disputa con la Grecia. Davanti al parlamento, i manifestanti hanno chiesto, tra le altre cose, l’interruzione della trattativa con Atene, l’abolizione della legge sull’albanese seconda lingua ufficiale e la revoca del Trattato di amicizia e cooperazione con la Bulgaria.

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