giovedì, Agosto 6

Brexit: dalla Ue paura per il no deal Germania, la Merkel avvisa: 'Ko in Baviera? La Grosse Koalition deve recuperare la fiducia'

0

Sulla Brexit «dobbiamo restare fiduciosi e determinati, poiché c’è volontà di continuare questi negoziati da entrambe le parti. Ma al tempo stesso, responsabili come siamo, dobbiamo preparare l’Ue per uno scenario di non accordo, che è più possibile come mai prima d’ora». Così il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk nella sua lettera di invito ai leader per il vertice di mercoledì e giovedì.

Ma non è la sola Europa ad essere preoccupata. Lo è anche la premier britannica Theresa May, che assicura che progressi importanti sono stati fatti sulla strada di un accordo, ma ha ribadito che restano «pochi, ma seri nodi da risolvere». «Questo è tempo di mantenere la mente fredda», ha detto alla Camera dei Comuni sullo stato dei negoziati. Il nodo pare essere il dossier dell’Irlanda del Nord. Londra continua a dire no a un ipotetico ‘backstop’ se questo fosse destinato a creare un qualunque confine con Belfast interno al territorio britannico.  E alal Camera dei Comuni la May ha proprio ribadito questo: il Regno Unito non accetterà un accordo sull’Irlanda del Nord nell’ambito dei negoziati sulla Brexit che minacci l’integrità territoriale britannica e i legami fra Belfast e Londra.

Il ministro degli esteri britannico Jeremy Hunt al suo arrivo alla riunione dei 28 a Lussemburgo ha provato a rimanere positivo:  «E’ possibile farcela a trovare un accordo sulla Brexit, con la buona volontà da entrambe le parti possiamo arrivarci, ma se questo succeda questa settimana o no chi lo sa, in ogni caso tutti ci stanno lavorando duramente».

In Germania, la Cancelliera Angela Merkel  ha commentato così  la sconfitta degli alleati della Grosse Koalition alle elezioni in Baviera: «I risultati economici migliori e la disoccupazione ai minimi livelli alla gente non bastano, se non c’è la fiducia negli attori politici. Da ieri traggo questo insegnamento: come cancelliera devo fare in modo che la Grosse Koalition recuperi la fiducia e che i suoi risultati siano visibili». Il segretario generale dell’Spd Lars Klingbeil vede invece nei risultati delle urne bavaresi un chiaro segnale che pesa fortemente sul governo. Dopo il voto di ieri dovranno esserci delle conseguenze, ha affermato: «Dobbiamo ammettere che la situazione è difficile e per questo adesso dobbiamo avere un nuovo stile di governo nella Grosse Koalition».

Gli inquirenti turchi sono entrati nel consolato saudita a Istanbul per indagare sulla scomparsa del giornalista dissidente Jamal Khashoggi, di cui non si hanno notizie dal suo ingresso nell’edificio il 2 ottobre scorso.  Il presidente americano Donald Trump ha evocato con i reporter la possibilità che il giornalista possa essere stato ucciso da delinquenti comuni. E ha anche affermato che il re saudita Salman «nega qualsiasi conoscenza di cosa possa essere successo».

Chiudiamo con la Siria, perché centinaia di civili sono stati rapiti da miliziani dello ‘Stato islamico’ nel distretto di Hajin, in una zona dove sono in corso combattimenti tra jihadisti e forze curdo-siriane sostenute dagli Usa. L’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus) parla soprattutto di donne, siriane e straniere, vedove di miliziani dello stesso ‘Stato islamico’. E un’inchiesta della ‘BBC‘ attacca il regime di Assad:  almeno 106 attacchi chimici sarebbero stati sferrati in Siria contro i civili dal 2014 ad oggi.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore