lunedì, Settembre 21

Brexit: c’è davvero il pericolo di fuga dalla City?

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«Le prospettive per il settore finanziario di Londra sono migliorate dall’inizio ufficiale dei colloqui sulla Brexit». A dirlo Mark Boleat, presidente di uno dei comitati della City of London, l’autorità locale che amministra il cuore affaristico della capitale britannica. Ma cosa cambierà appunto per la City con l’uscita dall’Europa?

Il 68enne economista resta fiducioso: «Non vedo alcuna mancanza di fiducia in città. Le strade di Londra sono affollate. Gli uffici sono pieni e così i ristoranti. Si sta molto bene». E ammette che i piani elaborati dalle banche per fronteggiare le conseguenze della Brexit non avranno conseguenze insormontabili per la City. Sarà così?

Il colosso assicurativo Lloyd’s of London infatti è pronto a traslocare da Londra: destinazione Bruxelles o Lussemburgo. La Deutsche Bank sembra andare controcorrente e pare voglia rimanere, tanto che qualche giorno fa ha avviato trattative in esclusiva con la società immobiliare Land Securities per affittare per 25 anni, a partire dal 2023, un nuovo immobile nella zona con l’obiettivo di raggruppare i 15 diversi uffici sparsi attualmente nella capitale britannica. Société Générale si trasferirà in un nuovo quartier generale a Canary Wharf, nel 2019, mentre la giapponese Mizuho si è stabilita la scorsa estate in un nuovo edificio alle porte della City. Gli altri? Per ora sono in attesa di capire cosa succederà veramente con la Brexit.  Della serie ‘converrà ancora rimanere nella City o no?’.

(video tratto dal canale Youtube del Telegraph)

 

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