giovedì, Dicembre 12

Brexit, ancora aperta la questione Gibilterra Usa avverte gli alleati di non usare apparecchiature Huawei. Kenya, altri 6 arresti per il rapimento della volontaria italiana

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Dopo il dibattito alla Camera dei Comuni, dove sulla carta non dispone al momento di una maggioranza a sostegno del suo accordo con l’Ue sulla Brexit, la premier conservatrice britannica Theresa May va a caccia di sostenitori. Certo è che ancora nulla è definitivo. Infatti, come ha confermato il portavoce della Commissione europea Alexander Winterstein, «il lavoro degli sherpa degli Stati membri è in corso, per risolvere il nodo Gibilterra». In queste ore poi ha confermato che il presidente dell’esecutivo comunitario Jean Claude Juncker è in contatto col premier spagnolo Pedro Sanchez e con tutte le persone rilevanti per il processo. In particolare Sanchez ha minacciato di porre il veto sulla Brexit riguardo a Gibilterra. In un tweet ha spiegato che «dopo la mia conversazione con Theresa May, le nostre posizioni rimangono lontane», e precisato che il suo «governo difenderà sempre gli interessi della Spagna».

In Kenya, la polizia ha annunciato altri sei arresti per il sequestro di Silvia Costanza Romano e ha dichiarato un certo ottimismo di ritrovare la volontaria milanese rapit volontaria a martedì. «Abbiamo arrestato inoltre tre persone che ci hanno dato informazioni molto preziose che sono andate a sostenere l’operazione in corso per rintracciare e salvare la signora che é stata rapita», ha detto l’ispettore generale Joseph Boinnet. «Abbiamo una significativa quantità ottimismo di poter essere in grado di trovare la signora nel più breve tempo possibile».

«E’ un episodio terribile che stiamo seguendo dall’inizio con l’unità di crisi della Farnesina», ha detto il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi, «le autorità kenyane si stanno impegnando molto e noi stiamo seguendo molto, molto da vicino la vicenda». Ministro che poi sulla Libia invece ha affermato: «E’ un Paese a noi storicamente vicino e geograficamente molto prossimo, attraversa una fase molto difficile. La nostra idea è di essere quanto più possibile inclusivi, parlare con tutti gli attori rilevanti e ovviamente affidabili e trovare con loro vie di soluzioni che vanno costruire giorno per giorno. Ma essere al centro, non vuol dire necessariamente pretendere di essere il protagonista, la prima donna sulla scena politica del Mediterraneo. Noi dobbiamo lavorare con tutti e nel farlo dobbiamo svolgere un ruolo di facilitatori più che di protagonisti che vogliono imporre la linea. In questo dobbiamo tener conto di altri paesi europei che si affacciano sul Mediterraneo. La Francia è uno di questi».

E proprio parlando di Francia, da uno degli ultimi sondaggi emerge che quasi 8 francesi su 10, il 77%, ritengono che l’appello a bloccare Parigi domani lanciato dal movimento dei gilet-gialli sia legittimo. Si tratta di 3 punti percentuali in più rispetto alla prima mobilitazione di sabato scorso. Intanto, la leader del Rassmeblement National, Marine Le Pen, suggerisce su Twitter che il movimento in rivolta possa andare a manifestare sull’avenue degli Champs-Elysées mentre il governo vuole limitare la manifestazione allo Champ-de-Mars.

«Ci sono diversi Paesi, tra cui l’Italia, che considerano le sanzioni un atto anomalo e ne siamo grati. Ma non sta a noi fare il primo passo. Noi dobbiamo costruire la nostra economia in questo contesto di poca affidabilità dei nostri partner economici». A dirlo il ministro degli Esteri russo Serghiei Lavrov in conferenza stampa a Villa Madama con il ministro degli Esteri Moavero Milanesi. «Noi con diversi Paesi, non solo con l’Italia, abbiamo scelto la forma dei progetti anche con le sanzioni». «Noi abbiamo sempre visto le sanzioni contro la Russia come uno strumento per garantire l’applicazione delle regole di diritto internazionale ed è importante che questo sia», la replica di Moavero Milanesi. Mentre Lavrov sulla questione Libia ha detto: «Tutti i problemi della Libia sono legati al comportamento della Nato. Dobbiamo trovare delle soluzioni della crisi, ma senza scordarci delle cause che hanno gettato questa regione nell’abisso e stimolato l’intensità dell’attività terroristica e l’ondata di migranti. La Russia sostiene l’iniziativa italiana, ne ha parlato anche Medvedev a Palermo con Conte. Siamo per il coinvolgimento di tutti per avviare un dialogo e la riconciliazione nazionale».

«Non tutto è denaro. Questo è un omicidio, e l’occhio del denaro è cieco». Parola del ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu, che ha criticato l’atteggiamento di Donald Trump verso Riad sul caso Jamal Khashoggi. Tornando a chiedere un’indagine internazionale sul delitto, Cavusoglu non ha poi escluso un incontro tra il presidente turco Recep Tayyip Erdogan e il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman al G20 in Argentina.

Governo Usa che invece ha avviato una «straordinaria campagna di sensibilizzazione» dei Paesi alleati, Italia compresa, per persuadere le compagnie di tlc a non usare apparecchiature Huawei. Lo scrive il Wall Street Journal citando persone a conoscenza della situazione. Funzionari Usa avrebbero informato, in merito a rischi sulla cybersicurezza, le loro controparti governative. Huawei però si è detta «sorpresa dai comportamenti del governo Usa descritti nell’articolo».

Intanto, per quanto riguarda le questioni interne, Donald Trump ha esortato il Congresso ad approvare i finanziamenti per il muro al confine con il Messico. E lo ha fatto da Twitter: «I democratici e i repubblicani devono unirsi per un pacchetto di misure per la sicurezza del confine, che include anche i finanziamenti per il muro. Dopo 40 anni di chiacchiere, e’ il momento di agire».

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