giovedì, Dicembre 12

Brasile – Lula, il via alla campagna elettorale: carcere o presidenza? Perchè Lula, inquisito per corruzione, resta il preferito dei brasiliani? Ne parliamo con Rodrigo Da Guia Silva, professore di diritto civile e dottorando di ricerca dell’Universidade do Estado do Rio de Janeiro.

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Il prossimo mese di ottobre il Brasile andrà alle urne per eleggere il nuovo Presidente. Proprio oggi, infatti, l’ex-Presidente e leader del PT – Partito dei Lavoratori – , Inacio Lula da Silva, – dopo una prima fase di campagna elettorale nel nord-est del Paese – ha iniziato un secondo ‘round’ nel Sud del Brasile che durerà poco più di una settimana.

In nove giorni, scrive oggi il ‘Brasil 247,  Lula dovrà percorrere 2.700 chilometri tra Rio Grande do Sul, Santa Catarina e Paraná.

I sondaggi riportati dai media brasiliani e internazionali lo vedono come principale favorito. La classifica approssimativa dei candidati riserva il secondo posto a Jair Bolsonaro, figura politica che potrebbe rappresentare un pericoloso passo indietro per il Brasile. Bolsonaro, infatti, è un uomo dalla politica estremamente conservatrice e xenofoba, nonché rinominato il ‘Trump Brasiliano’. Però, oltre ad essere un candidato palesemente schierato con l’estrema destra, Bolsonaro è anche un leader estremamente ‘furbo’. Infatti, secondo alcune fonti, il Trump Brasiliano avrebbe designato al Tribunale Supremo, in caso di vittoria, il giudice Sergio Moro, ovvero colui che in questo momento si sta occupando della condanna di Lula e che, fino a prova contraria, lo avrebbe condannato a 12 anni e un mese di carcere.

I dati dei sondaggi potrebbero lasciare, in qualche modo, interdetti, in quanto Ignacio Lula – il favorito – è stato accusato di corruzione, e rischia l’arresto e l’ineleggibilità dopo aver perso l’appello presentato in Tribunale. La sua condanna rimane comunque non definitiva, e le future elezioni rimangono appese alla decisione del Tribunale Supremo Federale, o del Tribunale Superiore Elettorale. Saranno, infatti, questi due organismi a decidere se Lula sarà eleggibile, o meno, designando di conseguenza il futuro politico del Paese.  

All’elettorato, però, sembra non interessino affatto gli scandali di corruzione e le accuse rivolte contro Lula. Il leader del PT continua ad essere appoggiato dalla maggior parte della popolazione. Oltre ciò, in un articolo pubblicato da ‘El Cronista’ il 27 gennaio, Lula stesso avrebbe dichiarato che «…più mi accusano… più divento forte nei sondaggi».

Ma com’è possibile che le sue accuse di corruzione e l’aumento del supporto dell’elettorato vadano di pari passo? Perchè Lula, nonostante scandali di corruzione e capi d’accusa importanti, continua ad esse ancora oggi il leader politico favorito per la carica di Presidente in Brasile?

Ne abbiamo parlato con Rodrigo Da Guia Silva, professore di diritto civile e dottorando di ricerca dell’Universidade do Estado do Rio de Janeiro.

Ignacio Lula, nonostante le accuse di corruzione e la condanna prevista, continua ad essere il favorito nei sondaggi in vista delle elezioni presidenziali. Com’è possibile che, più le accuse aumentano, più Lula continua ad acquisire consenso tra gli elettori?

A partire dall’avvento della democrazia in Brasile – nel 1985/1988, dopo la caduta del regime dittatoriale militare – Luís Inácio Lula da Silva è stato il primo e il più importante Presidente brasiliano apertamente socialista. Egli ha avuto un successo talmente grande ed ‘espressivo’ nello sforzo di riduzione della disuguaglianza sociale, che è riuscito a influenzare in maniera diretta anche l’elezione del suo successore, Dilma Roussef. Detto questo, non so dire con esattezza se il consenso tra gli elettori cresce in base, o in relazione, alle accuse a suo discapito, ma è comunque possibile asserire che la sua base di supporto tra gli elettori finora non è affatto diminuita.

Quanto pesa il suo presentarsi come anti-establishment alle elezioni sul suo riscontro positivo nell’elettorato e sui risultati apparentemente positivi secondo quanto riportano i sondaggi?

Lula si presenta come leader anti-establishment non solo contro l’attuale Governo, ma anche – e a mio parere è molto più importante questo secondo dato- come leader anti-establishment all’interno della sinistra brasiliana, intesa come corrente politica nazionale. È fondamentale considerare questo dato, in quanto l’attuale Presidente, Michel Temer, non gode del supporto popolare – né dei socialisti, nè dei liberali. Pertanto, quasi tutti i pre-candidati si presentano come figure politiche anti-stablishment. Nonostante le dichiarazioni comuni della maggior parte dei candidati anti-stablishment, l’elettorato interpreta la figura di Lula come la miglior possibilità di un vero cambio socialista.

Qual è la sua forza politica?

La forza politica di Lula consiste fondamentalmente – ma non esclusivamente – nei milioni di brasiliani che, durante il suo mandato, sono usciti dall’estrema povertà. Nello schema politico brasiliano attuale, Lula è visto come l’unica speranza fattibile in termini di lotta contro l’enorme disuguaglianza sociale. La sua forza politica consiste, poi, anche nel fatto che la popolazione brasiliana lo riconosce come un eroe nato come lavoratore comune. Agli occhi dei brasiliani, infatti, Lula appare come l’unico politico in grado di comprende le vere esigenze e necessità delle fasce più basse della popolazione.

Cos’è che Lula ha fatto durante il suo mandato presidenziale che lo rende, tutt’oggi, il candidato favorito nonostante le accuse?

Il principale risultato politico positivo ottenuto da Lula è stata la lotta per la riduzione della disuguaglianza sociale, che si è poi materializzata nell’uscita di milioni di brasiliani dalla fascia di povertà estrema. Anche i suoi rivali, solitamente, riconoscono questo merito, anche se cercano di ridurre la sua estensione ed efficacia.

Quale parte del mondo economico brasiliano sostiene e vuole Lula come Presidente ?

Se si volesse semplificare tutto in uno schema, si potrebbe affermare che solo le classi popolari sostengono la candidatura di Lula. Tuttavia, non si dovrebbe ignorare il fatto che durante il suo mandato non sono state adottate misure – tecnicamente – socialiste, o comuniste. Infatti, Lula ha incoraggiato fortemente la crescita del mercato e dell’industria nazionale. L’attuale mancanza di sostegno da parte di alcuni settori industriali fa tornare alla mente il timore percepito già in precedenza – durante la prima elezione di Lula, e che ricorda il triste episodio dell’avvento del regime militare in Brasile -, ovvero la paura del comunismo. In questo scenario, i rivali di Lula cercano di (ri)creare un timore generale, spingendo l’elettorato a credere che la sua elezione ritarderebbe il recupero della crescita economica del Paese.

Quanto e come inciderà la sua condanna sulla sua campagna elettorale?   

La condanna (ancora non definitiva) di Lula sembra essere correlata in maniera più diretta alla definizione della sua eleggibilità, piuttosto che allo sviluppo politico del suo avversario. Il supporto popolare nei confronti di Lula rimane immutato – o in crescita. Pertanto, il principale effetto dalla sua condanna in seconda istanza probabilmente non comprometterà il supporto popolare, ma l’impossibilità giuridica di candidarsi.

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