sabato, Agosto 8

Brasile, 3,7mln di persone fuori dalla classe C

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Rio de Janeiro – Da diverso tempo, ormai, la crisi economica in Brasile costringe buona parte dei brasiliani a emigrare dalla cosiddetta ‘nuova classe media’ per tornare ad integrare le classi D ed E della società. In base ai dati diffusi dal Dipartimento di Ricerca e Studi Economici della Banca Bradesco, tra gennaio e novembre del 2015 la percentuale di brasiliani registrati nella classe C è scesa di due punti percentuali passando da 56,6 % a 54,6%. Questo vuol dire che la rendita familiare di circa 3,7 milioni di persone, calcolata tra i 1.646 reais e i 6.585, si è abbassata di molto.

Il fenomeno ha di fatto invertito il processo di calo che si era vissuto nella ultima decade generando l’ ascesa delle percentuali relative alla classe D, da 16,1 % a 18,9%, e  alla E, dal 15,5% al 16,1%. Anche le classi sociali A e B si sono ridotte: la classe A è passata dal 6,8% al 5,9% della popolazione, la B dal 5,1% al 4,5%.  Secondo Ana Barufi, ricercatrice della banca, a spiegare questo fenomeno non è altro che l’attuale precarietà del mercato del lavoro successivo alla crisi economica del Paese.

Prima di tutto per una questione metodologica, perché l’ufficio PME delle piccole e medie imprese calcola solamente la rendita di lavoro. Secondariamente perché l’aumento del tasso di disoccupazione colpisce immediatamente le classi più carenti. “La rendita reale sta rallentando già da un paio di trimestri e questo si riflette sulle trattative salariali che cercano di mantenere posti di lavoro, nonostante il guadagno più basso dei salari nominali. Il rallentamento e anche l’inversione di formalizzazione del mercato del lavoro fa in modo che meno persone abbiano accesso all’assicurazione contro la disoccupazione, e questo può colpire anche il reddito disponibile”.

Ana ricorda che esistono altri fattori che compongono la rendita familiare come la pensione e i bonifici che per adesso non stanno subendo l’impatto forte di questa crisi. I pensionati che ricevono più di un salario minimo  nel 2016 possono contare su un incremento dell’11,28%, in base ad una variazione calcolata dall’Indice Nazionale del Prezzo dei consumatori (INPC). Stando a questi calcoli, regolare il pensionamento costerà quest’anno circa 21,5 miliardi di reais.

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