domenica, Novembre 29

Bosnia-Erzegovina: roccaforte europea del salafita

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Oggi ci sono circa 300 jihadisti bosniaci in Siria, tra cui un numero di musulmani radicalizzato in contatto con i predicatori salafiti apparsi in Bosnia-Erzegovina, durante la guerra nel 1990. Per le autorità di questo piccolo Stato balcanico, il loro eventuale ritorno e i loro propositi di azione in Europa sono la minaccia maggiore per la sicurezza del Paese.
Sarajevo, a cinque giorni dagli attentati di Parigi del 13 novembre scorso, un uomo di 34 anni al grido di “Allah Akbarentra in un locale dedito al gioco d’azzardo e uccide due soldati con armi automatiche. Nel lasciare l’agenzia di scommesse, sale a bordo di un autobus e ferisce tre persone, per poi trovare rifugio in una casa dove decide di suicidarsi attivando un ordigno esplosivo. Nativo in Francia, secondo gli inquirenti bosniaci, l’uomo sarebbe legato ad ambienti islamici (forse salafita). Per il vice ministro della Difesa, Emil Suljagic, non c’è dubbio che trattasi di un atto terroristico.Venti anni dopo la fine della guerra Bosnia-Erzegovina, secondo il SIPA, l’Agenzia per la Sicurezza dello Stato della Bosnia-Erzegovina, i tassi di presenza della jihad sono tra i più alti d’Europa.

(tratto dal canale ‘Youtube’ di ‘France24′)

 

 

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