lunedì, Settembre 28

Bomba in ospedale a Bangkok: un messaggio politico

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Bangkok – Un’altra esplosione nella giornata di ieri lunedì 22 maggio ha squassato la scena nazionale thailandese. L’esplosione è avvenuta al Phramongkutklao Hospital nella downtown della Capitale, Bangkok. Almeno 25 persone sono state ferite dalla violenta deflagrazione avvenuta al primo piano dell’edificio, un ospedale militare che, però, accoglie anche l’utenza civile senza particolari distinzioni.

Sulla scena sono intervenuti gli esperti dell’Esercito thailandese e delle Forze di Polizia che hanno associato – con una certa immediatezza – il tipo di ordigno utilizzato in questo frangente con altre esplosioni avvenute in differenti contesti: l’esplosione del 5 Aprile, di fronte alla ex sede dell’Ufficio Governativo per la Lotteria in Ratchadamnoen Klang Avenue, l’ordigno nascosto all’interno di un tubo, era stato collocato in un cestino per i rifiuti. Poi vi è stata l’esplosione del 15 maggio scorso, l’ordigno fu collocato alla base di un albero di fronte al Teatro Nazionale nei pressi di Sanam Luang. Infine, la terza esplosione, quella di ieri, in un ospedale per personale militare in congedo o pensione, nei pressi del Victory Monument. In tutti e tre i frangenti gli inquirenti e le Forze di Polizia hanno trovato tracce di sostanze o elementi esplodenti all’interno di tubi, potassio clorato, polvere nera e circuiti elettrici per azionare a distanza.

L’esplosione di ieri, però, acquisisce una valenza particolare. Soprattutto per quel che concerne la tempistica, nella giornata del 22 Maggio – infatti – cade il terzo anniversario della presa del potere da parte della Giunta militare che si insediò col colpo di stato del 2014. Quindi, a differenza delle prime due esplosioni – dove peraltro non si conoscono gli autori né si sono riscontrate rivendicazioni – nell’esplosione di ieri vi è una certa ‘cifra’ riconoscibile. Cioé un fattore più squisitamente politico e più chiaramente correlato con la scena politica thailandese bloccata e addormentata dalla presenza dei militari al potere con un golpe. Questo spiegherebbe perché si sia scelto un ospedale militare sebbene sia la prima volta che un target per un attentato sia in una struttura solitamente evitata anche dagli estremisti più accesi. In Thailandia, infatti, gli ospedali non sono stati attaccati nemmeno dagli insorgenti del Barisan Revolusi Nasional BRN nel Sud del Regno dove pure non sono mancati atti di terrorismo gravi e spesso di inaudita ferocia.

Proprio gli insorgenti separatisti islamici meridionali del BRN sono l’altra pista valutata in casi di attentati, in particolar modo quando essi accadono nella Capitale. Unitamente alla pista degli insorgenti di etnia uighura, i terroristi del BRN appaiono periodicamente nella storia più o meno recente della ‘Città degli Angeli’, come spesso viene definita la Capitale Bangkok. L’attentato al Tempio Erawan del 17 Agosto 2015 con 20 morti e 125 feriti ne è chiara esemplificazione.

Dopo la rottura alquanto brusca dei colloqui di pace tra il Governo centrale e le rappresentanze delle etnie e dei movimenti separatisti meridionali ed il tentativo di delegittimare il BRN da parte di Bangkok che preferisce trattare col Mara Patani, si è scatenata una serie di attentati nel Sud del Regno che hanno lacerato l’intero Paese. L’attentato al Phramongkutklao Hospital se riletto da questo punto di vista, è l’espressione del BRN di voler dimostrare di poter colpire non solo nelle tre Provincie Meridionali di Yala, Patthani e Naratiwat ma anche nel cuore stesso del Paese, cioé nella Capitale Bangkok. Se, invece, l’attentato del 22 Maggio viene associato con la palude politica più o meno indotta dal governo della cosa pubblica da parte dei militari, si prospetta un altro problema grave per il Regno del Siam, i cui contorni sono ancora tutti da definire.

Gli inquirenti, nei primi frangenti delle indagini, tutt’ora in corso, sono sembrati più propensi ad abbracciare la seconda ipotesi, cioè quella del ‘messaggio’ politico inviato ai militari perché lascino al più presto il potere dando spazio al ritorno della Democrazia. In verità, la conquista del potere con un colpo di mano nel 2014 giunse proprio a causa del disfacimento dello scenario politico thailandese, spaccato esattamente a metà tra i sostenitori di governi popolari e liberisti da una parte e la parte più colta, abbiente e socialmente più modernista dall’altra. Quando la scena politica thailandese giunse al punto di paralisi totale, con manifestazioni di strada, con l’ex Premier Yingluck Shinawatra di fatto impedita nel fare alcunché e sottoposta ad impeachment de facto, quando si sono verificati atti di guerriglia urbana, esplosioni, morti, feriti e persino cecchini sui tetti delle case, l’arrivo dei militari col golpe, coi carri armati in strada nella Capitale fu ben salutato. I militari ebbero chiaro ordine di ‘sorridere’ ai connazionali, di evitare situazioni di scontro e famose divennero le foto dei thailandesi che infilavano fiori nelle canne dei fucili dei soldati.

Ora lo scenario politico thailandese è soporifero, i militari hanno impedito oppure sopito ogni anelito di rivendicazione democratica, hanno ridisegnato la Carta Costituzionale e – attraverso la via del referendum – si sono anche auto-legittimati in questa operazione di maquillage costituzionale sempre più ristretto, meno inclusivo e sempre più verticistico.

L’attuale Premier in carica, l’ex Generale Prayuth Chan-o-cha, invita alla calma ed a non lasciarsi andare al panico, ha anche assicurato indagini rapide per dare un volto a chi ha collocato la bomba del 22 maggio 2017. Sul terreno restano – insieme ai feriti, alle tracce dell’ordigno esploso ed ai vetri in frantumi – molti dubbi, compresi i nebulosi quesiti dei complottisti e dei dietrologi di varia provenienza. E da più parti si dubita fortemente si possa giungere ad avere chiarimenti definitivi in tempi rapidi. Per i complottisti l’attentato al Phramongkutklao Hospital potrebbe essere stato persino inscenato dai militari per confermare la necessità di restare al potere ancora per un certo lasso di tempo in più prima di andare eventualmente al voto per ottenere un governo eletto democraticamente. Congetture o piste praticabili nelle indagini? Bisognerà – in un senso o nell’altro – pazientare prima di avere una risposta dotata di una qualche credibilità.

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