lunedì, Agosto 3

Bolton contro Trump? L’establiment USA mette sotto accusa la Casa Bianca Le anticipazioni di un libro dell’ex Consigliere per la Sicurezza Nazionale, John Bolton infangano Trump, ma il libro dell’ex Segretario alla Difesa Robert M. Gates mette in discussione la capacità di capire e gestire il potere da parte di molti degli inquilini della Casa Bianca

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La Casa Bianca è nel mirino dell’establiment americano. Donald Trump, certo, in primis, ma non solo. E’ la Casa Bianca nel mirino, o, per meglio dire, i Presidenti che negli ultimi anni si sono succeduti, e da ultimo (il fondo del barile) il tycoon.

Ieri le anticipazioni di un libro dell’ex Consigliere per la Sicurezza Nazionale, John Bolton, ‘The Room Where It Happened’, che se davvero il prossimo 23 giugno uscirà c’è da credere che sarà assai infangante per Trump. Ma attenzione, infangante sullo scenario internazionale, molto meno su quello interno. E’ noto che gli americani dalla politica estera sono ‘immuni’, e alla fin fine il loro vero credo non è (non più, e da decenni) né Dio, né la Patria, forse (molto forse) resiste la Famiglia, ma il primo e il secondo posto è stato occupato dal dollaro, quello del ‘ ‘business is business’

Il secondo libro, molto meno sventolato ai quattro venti, è quello dell’ex Segretario alla Difesadell’Amministrazione di George W. Bush, Robert M. Gates. Un volume non di scoop una riga si e l’altra pure, ma per questo molto più duro, e non ultimo perché il bersaglio non è Trump, ma i presidenti che alla Casa Bianca si sono succeduti.

Bolton, dunque, nelle anticipazioni che stanno uscendo negli Stati Uniti del suo libro, fa un quadro di un Presidente imprevedibile «infantile e sciocco», «incredibilmente disinformato»,«manipolato dagli aiutanti della Casa Bianca e dai leader stranieri», impegnato a fare «favori personali ai dittatori che gli piacevano», preoccupato esclusivamente della sua rielezione -e per questo pronto a tutto- e degli interessi della sua famiglia. La Casa Bianca modello Trump è descritta come «caotica e più vicina a quella di un dormitorio del college», dove «l’ostruzione della giustizia è un modo di vita».

Nelle anticipazioni di queste ore, molto spazio è riservato alla Cina, assurta a modello esplicativo di come Trump ha usato il potere per fini personali. Al centro della vicenda Trump-Cina, gli incontri giugno 2019 con il Presidente cinese Xi Jinping. In quella occasione Trump, riferisce il ‘Wall Street Journal’, avrebbesupplicatoXI di aiutarlo a vincere la corsa alla Casa Bianca acquistando prodotti agricoli -soia e grano- delle aree degli Stati Uniti dove il voto degli agricoltori è decisivo nella corsa presidenziale e, non bastasse, avrebbe dato alla Cina la sua benedizione per continuare a costruire campi per UngariMusulmani, «che il signor Bolton ha paragonato ai campi di concentramento», scrive Wall Street Journal. «Trump ha detto che Xi dovrebbe andare avanti con la costruzione dei campi, che Trump pensava fosse esattamente la cosa giusta da fare», scrive Bolton, questo mentre l’amministrazione stava prendendo in considerazione sanzioni contro la Cina per il suo trattamento contro questa minoranza. Sempre nel 2019, poi, Huawei è stata parte dei colloqui per l’accordo commerciale,Trump ha accettato pur di portare a casa un accordo che potesse essere utile a convincere gli elettori delle aree agricole. Per altro trattative, quelle con la Cina, gestite sempre malissimo fin dall’inizio, sostiene Bolton, che afferma: «Lequestioni commerciali sono state gestite dal primo giorno in modo completamente caotico. Il modo preferito di Trump di procedere era riunire piccoli eserciti di persone, nell’Oval Office o nella Roosevelt Room, per discutere di queste complesse e controverse questioni. Ancora e ancora, gli stessi problemi. Senza risoluzione, o peggio ancora, conun risultato un giorno e un risultato contrario pochi giorni dopo».

E oltre la Cina, l’Ucraina è al centro delle anticipazioni. «Bolton fa eco alle accuse che erano al centrodel processo di impeachment del Presidente, scrivendo che Trump ha ripetutamente ordinato ai funzionari della Casa Bianca di bloccare l’assistenza militare dall’Ucraina come punizione per le offese percepite durante le elezioni del 2016 e come leva per esercitare pressioni sul Paese, affinché indagasse Joe Biden». «Bolton descrive l’obiettivo come una fantasia basata sulle teorie del complotto spinte da Rudy Giuliani, avvocato personale del Presidente.

Fuori dall’ufficio ovale, Trump sarebbecircondato da consiglieri che lo criticano alle sue spalle, dice Bolton, il quale descrive un incontro in cui afferma che il Segretario di Stato MikePompeo, gli ha passato una nota riferita al Presidente che diceva: «È così pieno di merda».

«Bolton caratterizza l’atmosfera dell’ala ovest come caotica e più vicina a quella di un dormitorio del college e afferma che alti funzionari, tra cui il signor Pompeo, l’ex capo dello staff John Kelly più volte sono stati sul punto di dare le dimissioni.

Bolton afferma anche che Trump ha discusso con lui una proposta per sostituire il vicepresidente Mike Pence, considerato tra i funzionari più fedeli dell’amministrazione, perché in occasione delle presidenziali 2020 un ampio spettro di elettori potesse essere conquistabile.

Le conclusioni di Bolton, derivate da questi vari esempi di squallore politico sono: «comportamento fondamentalmente inaccettabile che erode legittimità della presidenza. Se i sostenitori dell’Impeachment democratico non fossero stati così ossessionati dalla loro guerra all’Ucraina nel 2019, se avessero avuto il tempo di indagare in modo più sistematico sul comportamento di Trump in tutta la sua politica estera, il risultato dell’impeachment avrebbe potuto essere diverso».

La legittimità della presidenza è anche il vero nodo al centro del volume di Robert M. Gate, ‘Exercise of Power: American Failures, Successes, and a New Path Forward in the Post-Cold War World’. Un volume descritto come un «ampio esame del potere in tutte le sue manifestazioni, e come è stato esercitato, efficacemente o male, dai presidenti americani nel mondo postbellico».

Il pensiero espresso da Gate è sintetizzato efficacemente nella presentazione dell’Editore. «Dalla fine della guerra fredda, la percezione globale degli Stati Uniti si è progressivamente trasformata da leader internazionale dominante in entità disorganizzata, apparentemente riluttante ad accettare ilmantellodella leadership o incapace di governarsi efficacemente».
Gates sostiene che «questa trasformazione è il risultato dell’incapacità dei leader politici di comprendere la complessità del potere americano, la sua espansività e i suoi limiti.
Gate chiarisce che il successo dell’esercizio del potere non si limita all’uso della forza militare o alla capacità di forzare o richiedere sottomissione, ma deve comprendere anche diplomazia, economia, comunicazioni strategiche, assistenza allo sviluppo, intelligence, tecnologia, ideologia e cyber.
Analizzando le sfide specifiche affrontate dal Governo americano nel periodo postbellico -Iran, Iraq, Afghanistan, Corea del Nord, Siria, Libia, Russia, Cina e altri- Il Segretario Gates analizza in profondità i modi in cui i leader hanno usato gli strumenti di potere a loro disposizione. Con giudizi schietti sull’esecuzione dei precedenti Presidenti e dei loro più alti consiglieri. Gates sostiene che la sicurezza nazionale degli Stati Uniti in futuro richiederà l’apprendimento e il rispetto delle lezioni del passato e creando quelle capacità che l’abuso di potere è costato alla Nazione».

Sono considerazioni che formalizzano in analisi politica accurata e distaccata il fiume di fatti e misfatti raccontati da Bolton. Quel che fa dire che il vero tema è la crisi del potere della Casa Biancanon sono i presunti misfatti del Presidente in carica, è piuttosto l’evidenza di un logorio che viene da lontano, Trump appare solo come il culmine di un processo. E ora a denunciarlo sono i piani alti, i cervelli più influenti delle stanze dove effettivamente il potere risiede.

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