sabato, Agosto 8

Boko Haram e la sua versione sulla liberazione delle 82 Chibok Girls

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Il rilascio di 82 ragazze avvenuto la scorsa settimana è stato soggetto a una intensa propaganda governativa indirizzata ai media stranieri e tesa a dimostrare i successi del governo in una delicata fase politica caratterizzata dalla misteriosa malattia del Presidente Muhammadu Buhari e che getta pesante ombre sul suo precario stato di salute. Ritornato dopo sei settimane di cure presso un’ospedale di Londra, ha fatto la sua prima apparizione venerdì presso la Grande Moschea. È stato successivamente ripreso in una foto ricordo con le 82 ragazze liberate e il giorno successivo è ripartito per Londra per ricevere altre cure mediche. Il governo assicura che sarà presto di ritorno.

Il governo afferma che le 82 ragazze liberate sono quelle rapite nel 2014 presso la località di Chibok. L’opinione pubblica nigeriana è scettica sull’argomento mentre media e familiari non possono contattare le ragazze, trasferite in una località segreta vicino alla capitale Abuja. Il comportamento del governo ha fatto nascere dubbi e speculazioni. È opinione comune che il rilascio sia in realtà una messa in scena propagandistica per distogliere l’attenzione nazionale ed internazionale sulle sorti del Presidente. Si nutre il sospetto che Buhari sia giunto allo stadio finale di una malattia trasformata in segreto di Stato. La piattaforma politica Congresso di Tutti i Progressisti  starebbe guadagnando tempo per creare le basi giuridiche che permettano di evitare elezioni anticipate e rimanere al potere fino alla fine del mandato presidenziale nel caso che Buhari muoia. La piattaforma politica è stata creata nelle febbraio 2013 grazie alla alleanza tra il partito di Buhari Partito del Popolo di Tutta la Nigeria  e altri due partiti: Congresso per il Cambiamento Progressista e Congresso d’Azione della Nigeria

Sulla liberazione delle 82 ragazze entra in scena anche il gruppo terroristico Boko Haram. Venerdì 12 maggio è stato pubblicato un video (dalla durata di 3 minuti) che mostra delle studentesse di Chibok rapite nel 2014 che apertamente dichiarano di non volere essere ‘liberate’. Nel video una delle Chibok Girls, identificata come Maida Yakubu, velata e con un’arma in mano dichiara che non può ritornare tra i suoi familiari perché sono degli infedeli e lei ha abbracciato la vera fede Islamica. Il resto del discorso continua nel dialetto locale parlato a Chibok.

Il video ha messo in difficoltà il governo centrale. Per la prima volta Boko Haram evidenzia una realtà fino ad ora volutamente ignorata dalle autorità nigeriane. Una parte delle ragazze rapite a Chibok nel 2014 si è integrata all’interno del gruppo terroristico, sposato dei miliziani e si è identificata nella causa della Jihad. Alcune di queste ragazze sono già state utilizzate per attacchi terroristici. Garba Shehu, portavoce della Presidenza, ha ammesso che una ragazza ha rifiutato di essere liberata durante le trattative con Boko Haram.

Trattative di cui contenuti sono stati tenuti segreti. I media ipotizzano che solo una parte delle 82 ragazze liberate appartenga alle Chibok Girls mentre le altre sarebbero state soggette a precedenti liberazioni di ostaggi e raggruppate per ottenere un numero ad effetto da presentare ai media internazionali. Le ragazze veramente di Chibok sarebbero una minima parte delle 82 presentate all’opinione pubblica e sarebbero state liberate dietro il pagamento di un riscatto (inferiore al milione di dollari). Un secondo video pubblicato da Boko Haram entra in merito a queste trattative.

Nel video un comandante che si identifica come Abu Dardaa rivela che le Chibok Girls sono state liberate in cambio del rilascio di 5 alti comandanti di Boko Haram. Dardaa non rivela il numero esatto di ragazze rilasciate. Non si accenna a nessun riscatto e si informa che Boko Haram ha rioccupato la foresta di Sambisa che era stata liberata nel dicembre 2016. La foresta di Sambisa per anni è stato il quartiere generale logistico di Boko Haram per le sue attività eversive nel nord della Nigeria. Il terrorista nel video minaccia una imminente escalation di attentati presso la capitale Abuja. Le autorità nigeriane al momento evitano di commentare i video pubblicati online. Il governo continua a mantenere il segreto di Stato sulla identità degli intermediari stranieri che avrebbero facilitato la liberazione delle 82 ragazze. La collaborazione di questi misteriosi intermediari fu resa pubblica lo scorso aprile dal portavoce della Presidenza.

I media nigeriani stanno facendo i conti sulla vicenda delle Chibok Girls che diventa sempre meno chiara e trasparente. Nell’aprile 2014 a Chibok furono rapite 276 studentesse. Da allora 57 di esse sono riuscite a fuggire nei primi mesi di prigionia. Altre 106 sono state rilasciate o liberate nei successivi mesi ma 113 di esse rimangono ancora in cattività. Eppure le famiglie che reclamano la liberazione delle loro figlie ammonterebbero a 150. La precisa volontà del governo di non permettere contatti tra le ragazze liberate e le loro famiglie impedisce di comprendere la realtà sulle Chibok Girls, aumentando i sospetti che da anni il governo nigeriano abbia utilizzato il rapimento di massa del 2014 per fini propagandistici, per nascondere la sua impotenza dinanzi a Boko Haram o per distogliere l’attenzione pubblica su argomenti nazionali assai delicati tra i quali la salute del Presidente.

Il governo ha ottenuto importanti risultati infliggendo a Boko Haram pesanti sconfitte che hanno portato ad una considerevole perdita dei territori precedentemente occupati. Questi successi militari sono stati resi possibili grazie alla collaborazione degli eserciti del Ciad, Camerun e Niger. Nonostante le sconfitte inflitte, il Presidente Buhari dal 2015 si è dimostrato incapace di distruggere il gruppo terroristico ora alleato con il DAESH. Deboli anche gli sforzi per prevenire l’ondata di attacchi terroristici che ora dovrebbe colpire a fondo la capitale, secondo le minacce fatte dal comandante terrorista nel secondo video pubblicato da Boko Haram lo scorso fine settimana.

In contemporanea ai video di Boko Haram è scoppiata la polemica sulle condizioni di salute del Presidente. Alcuni media nigeriani e blogger nel weekend hanno diffuso la notizia della morte di Buhari. La notizia è stata ripresa su Facebook e WhatsApp costringendo il governo ad intervenire. «Nel Paese circolano rumori sulla morte del nostro amato Presidente Muhannadu Buhari. Sono notizie false che hanno l’obiettivo di creare panico. Non è successo nulla di grave al Presidente», ha affermato il portavoce della Presidenza informando che le cure mediche presso l’ospedale a Londra stanno dando i risultati sperati.

Nonostante le rassicurazioni i media nigeriani sono sempre più convinti che Buhari sia deceduto a Londra durante il weekend e che il Vice Presidente Yemi Osinbajo si appresti a divenire Presidente Ad Interim fino alla fine del mandato di Buhari. Il governo rifiuta di offrire informazioni sull’ospedale londinese dove il Presidente è ricoverato.

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