mercoledì, Dicembre 11

Boeing: scoperti nuovi problemi tecnici del 737-Max La società fatica a correggere le imperfezioni dell'aereo

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Non c’è pace per Boeing. Dopo i due incidenti capitati ai velivoli 737-Max costati la vita a 346 persone, il blocco degli aerei a terra e l’apertura di una serie di inchieste da parte delle autorità competenti che hanno attribuito le responsabilità dei disastri al malfunzionamento dei sistemi di volo dell’aereo, sono emersi numerosi problemi che sono andati a sommarsi a quello relativo al difettoso software anti-stallo su cui si basa il sistema di incremento delle caratteristiche di manovrabilità (Mcas) di cui i piloti si servono nell’ambito delle procedure di emergenza finalizzate a sopperire a eventuali errori del meccanismo automatico di stabilizzazione. Il malfunzionamento del Mcas è stata a prima imperfezione ravvisata dai tecnici incaricati di effettuare i controlli, i quali, nelle scorse settimane, sono peraltro giunti alla conclusione che le ruote di assetto manuali che la società produttrice degli aerei in questione consigliava ai piloti di impiegare proprio per compensare alle inadeguatezze del Mcas non ruotano a sufficienza.

Inoltre, durante un test al simulatore, i due piloti incaricati dalla società hanno rilevato che il chip del computer per il controllo di volo non riusciva a provvedere all’elaborazione dati in maniera sufficientemente rapida da garantire la stabilizzazione del velivolo. «In almeno un casospiega il ‘New York Times’ – uno dei due piloti non è stato in grado di eseguire in sicurezza ed entro i tempi a disposizione le procedure di emergenza raccomandate da Boeing per riprendere il controllo dell’aereo. Il pilota avrebbe definito catastrofico l’esito del test. Il che significa che, in condizioni reali, non vi sarebbe stata alcuna possibilità di salvare il velivolo».

Beoing, dal canto suo, è convinta che la combinazione tra elaborazione dei segnali e calcoli per raddrizzare le storture del Mcas (che tende a far abbassare eccessivamente il muso dei 737-Max) sovraccarichino il processore del computer per il controllo di volo e ne rallentino drammaticamente i tempi di reazione.

Il malfunzionamento del Mcas è destinato inesorabilmente ad allungare i tempi per il ritorno in servizio dei 737-Max, di cui Boeing aveva già consegnato circa 500 esemplari. Anche perché la società sperava di poter apportare rapidamente le modifiche necessarie e di ottenere il nulla osta dalle autorità statunitensi entro la fine di giugno. Ora, nella migliore delle ipotesi, ci vorranno quantomeno diverse settimane perché i tecnici della società approntino correzioni adeguate e gli enti preposti alla verifica diano il proprio assenso. Nella peggiore, gli esperti informatici che lavorano per Beoing certificheranno l’impossibilità di risolvere il problema ricorrendo alla modifica del software e provvederanno alla sostituzione dell’interno hardware, nell’ambito di un’operazione di gran lunga più lunga, complessa e costosa. Rimpiazzare le numerose componenti, sostengono gli esperti di aviazione, potrebbe richiedere svariati mesi.

Tutto ciò avrà significative ripercussioni sulla solidità finanziaria di Boeing. Tra il 19 marzo e la fine di giugno, la sua quotazione di Borsa è passata da (circa) 440 a 350 dollari per azione, in conseguenza delle incertezze che permangono sul suo futuro e della decisione delle tre grandi compagnie aeree statunitensi United, American e Southwest di fare a meno dei 737-Max sulle loro rotte quantomeno fino a settembre. Altre società potrebbero emulare l’esempio, andando così ad aggravare ulteriormente la situazione di forte difficoltà in cui versa Boeing.

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