venerdì, Febbraio 28

Bob Denard, il mercenario inviato dalla Francia per il genocidio in Rwanda Emergono nuove prove della complicità francese in una pagina tra le più nere del dominio francese post coloniale in Africa

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Nonostante tutti gli sforzi compiuti dal governo Macron per coprire le responsabilità francesi nel genocidio in Rwanda avvenuto nel 1994 e i recenti depistaggi compiuti dalla magistratura francese per incolpare il Fronte Patriottico Ruandese (attuale partito al governo) di aver provocato l’ultimo Olocausto del Ventesimo Secolo abbattendo l’aereo su cui viaggiava il Presidente Juvenal Habyarimana, emergono nuove prove della complicità francese nel dramma. A differenza del governo, i media francesi da anni stanno portando avanti una battaglia di informazione tesa a far riconoscere al governo francese le sue pesanti responsabilità in una pagina tra le più nere del dominio francese post coloniale in Africa.

La ONG Survie – Ensemble contre la FranceAfrique (Sopravvivenza – Insieme contro la FranceAfrique) il 1° febbraio ha pubblicato un rapporto sulle attività di Bob Denard al fianco del regime genocidario ruandese nel 1994. I servizi di mercenariato di Denard sono stati favoriti dai servizi segreti militari francesi DRM (Direction du Renseignement Militaire). Gilbert Bourgeaud deceduto nel 2007, noto con i pseudonimi di Bob Denard, Il Corsaro della Repubblica, il Mercenario della FranceAfrique, Said Mustapha M’Handjou (dopo la conversione all’Islam), è stato un mercenario francese attivo in diversi Paesi dagli anni Sessanta fino all’inizio degli Anni Duemila.

Iniziò la sua carriera di mercenario nel 1961 partecipando alla guerra d’indipendenza del Katanga capeggiata da Moise Ciombe e finanziata dal Belgio. Nel 1964 Denard è nuovamente attivo in Congo unendosi al 6° Commando del Colonnello Lamouline un reparto di mercenari francesi, italiani, belgi e portoghesi che operava contro le neonate democrazie nelle ex colonie franco belghe al fine di promuovere dittatori considerati affidabili dai governi di Parigi e Bruxelles.

Nel 1967 Denard prende il comando del reparto di mercenari partecipando il 5 luglio al colpo di Stato che destituisce il Presidente Kasavumbu per insediare uno sconosciuto sergente dell’Esercito Joseph Mobutu che regnerà incontrastato il Congo (Zaire) per trent’anni. Dopo il colpo di Stato in Congo Denard diventa il consigliere militare del Presidente gabonese Omar Bongo. Nel 1975 partecipa nella guerra civile angolana al fianco della guerriglia fascista UNITA e nella guerra di Indipendenza della Namibia. Successivamente parteciperà alla guerra di indipendenza del Biafra contro la Nigeria, e in Birmania a sostegno della minoranza etnica Karen oppressa dalla dittatura militare.

Nel 1976, su ordine della Francia, tentò un colpo di Stato nel Benin, fallendo però nell’intento. Fu proprio in quella occasione che il suo impegno come capo mercenario divenne pubblico, costringendolo ad un periodo di spostamenti tra le varie nazioni africane, sostenuto dalla protezione dei governi locali e della Francia stessa.

Nel 1978 Denard coordina l’Operazione Atlantide contro il Presidente delle Isole Comore Ali Soilih che fu sostituito con Ahmed Abdallah Mohamed Sambi, ritenuto da Parigi un socio d’affari più affidabile. Convertitosi all’Islam Denard creò la Guardia Presidenziale Comorense, un efficiente reparto militare comandato da ufficiali europei che oltre ad occuparsi della sicurezza del presidente operava per la costruzione delle infrastrutture fondamentali per la nazione e lo sviluppo turistico delle isole.

Denard otteneva gli incarichi di mercenariato da Capi di Stato, guerriglieri e ribelli africani tramite la mediazione dei servizi segreti francesi. I contatti avvenivano presso il bar del Hotel Novotel, nel quartiere di Des Halles di Parigi. Il governo francese si limitava a far incontrare ‘richiesta’ e ‘offerta’ ma Denard riceveva i compensi direttamente dai clienti africani. Alla fine degli Anni Ottanta il Corsaro della Repubblica subì una serie di inchieste giudiziarie tra cui l’accusa di omicidio del Presidente delle Comore Ahmed Abdallah Mohamed Sambi, dalla quale venne scagionato grazie alla testimonianza degli stessi figli del ex presidente. Una testimonianza interessata visto che nel 1992 Denard tentò di ottenere la liberazione dei figli di Abdallah che avevano tentato un colpo di Stato. Nel 1995 all’età di 66 anni organizzò uno sbarco alle Comore, ottenendo la liberazione dei figli di Abdallah ma finendo egli stesso in carcere per dieci mesi.

Durante la Prima Guerra Pan Africana in Congo (1996 – 1997) Denard e i suoi mercenari furono ingaggiati dal dittatore Mobutu Sese Seko per combattere la ribellione di Laurent Desire Kabila (il padre dell’attuale Presidente) e le truppe angolane, burundesi, ruandesi e ugandesi che appoggiavano la ribellione. In un primo momento Denard riuscì a fermare l’avanzata dei ribelli a Kishangani ma dovette abbandonare il teatro di guerra quando i corpi speciali americani e israeliani entrarono in scena al fianco dei ribelli congolesi.

Alla fine degli anni Novanta Denard operò in Afganistan al fianco del comandante Ahmad Shah Massoud contro i Talebani. Nel 2002 Denard venne indagato dalla Procura di Verona a causa dell’arruolamento di mercenari italiani provenienti dagli ambienti dell’estrema destra: Guido Papalia, Franco Nerozzi e Daniele Zanata. Entrambi avevano partecipato al golpe nelle Comore. Denard fu condannato dalla Procura di Verona a cinque anni di reclusione. Durante il procedimento emersero tutte le responsabilità del governo francese nel golpe. Operazioni che erano state coordinate la Jacques Foccart, responsabile delle politiche africane all’Eliseo. Denard, affetto di Alzheimer, morì il 14 ottobre 2007 portandosi con se i peggiori segreti delle operazioni sporche della Repubblica Francese in Africa.

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