mercoledì, Settembre 30

Francia: il blocco sociale dominante e la crisi dei partiti tradizionali

0
1 2


Le prossime elezioni presidenziali promettono di scatenare un terremoto sul panorama politico francese. In un clima di incertezza senza precedenti, i candidati dei due partiti che hanno fatto la storia della Quinta Repubblica, Benoît Hamon per il Partito Socialista e Francois Fillon per la destra dei Les Républicains, faticano a raccogliere insieme il 30% delle intenzioni di voto.

Nel libro L’illusione del blocco borghese, gli economisti Bruno Amable e Stefano Palombarini danno una spiegazione tutta economica alla crisi dei partiti tradizionali francesi, basata sul concetto di blocco sociale dominante, ovvero sull’assunto che, per conquistare ed esercitare il potere, i soggetti politici devono mediare tra i vari gruppi sociali, adottando delle politiche economiche in grado di soddisfare le aspettative della maggioranza della popolazione. Quando quest’opera di mediazione non risponde agli interessi dei maggiori gruppi sociali, il sistema politico entra in crisi.

Facendo ricorso a questa teoria, i due economisti sostengono che negli ultimi quarant’anni anni ha avuto luogo in Francia un’erosione costante dei blocchi sociali di riferimento di destra e sinistra, ovvero di quelle fette di elettorato tradizionalmente legate a uno o all’altro schieramento.

A destra, liberi professionisti e piccoli imprenditori hanno fatto pressione per l’introduzione di politiche radicali di liberalizzazione del mercato del lavoro, mentre i dipendenti del settore privato hanno tentato di opporvisi, pur restando ostili all’interventismo statale. A sinistra, a partire dagli anni Ottanta, si è creato un divario tra coloro con una formazione superiore o universitaria, che hanno visto di buon grado la sostituzione dell’orizzonte socialista con quello europeo, e le classi popolari, che hanno pagato sulla loro pelle il costo della ristrutturazione industriale e del contenimento dei salari che ne è derivato.

Secondo Amable e Palombarini, sia destra che sinistra, per far fronte alle domande contraddittorie del loro elettorato tradizionale, hanno cominciato a perseguire una politica di compromesso, imperniata in entrambi i casi su un blocco sociale minoritario all’interno della società francese, che i due autori definiscono come ‘blocco borghese’.

I due economisti spiegano come il capitalismo francese, al pari delle altre forme di capitalismo dell’Europa continentale, stesse in piedi grazie a un compromesso tra capitale e lavoro, che è poco a poco venuto meno, in un processo di avvicinamento a una forma di capitalismo più liberale, sul modello anglosassone, che privilegia la concorrenza, la flessibilità nel rapporto salariale, accresce il ruolo dei mercati finanziari e l’importanza dei profitti a breve termine.

Amable e Palomabarini riconoscono che i decisori politici hanno modificato con estrema cautela gli equilibri esistenti, ma che, comunque, questo non ha permesso loro di evitare l’incoerenza crescente nell’ organizzazione dell’economia francese. L’adattamento poco efficace del modello sociale francese alla competizione globale e agli imperativi dell’integrazione europea avrebbe quindi condotto a una marginalizzazione delle classi popolari, a cui e stata negata in maniera sistematica la difesa degli interessi socio-economici.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore