lunedì, Ottobre 21

Bibliche oramai prossime migrazioni e ‘capitan Fracassa’ Salvini Lega e M5S continuano a darsele di santa ragione, è davvero il ‘Il Truman show dei migranti’, con Salvini che oramai ha ben più di qualche problema anche coi campioni del sovranismo

0

Per dare anche un’idea approssimativa della situazione che incombe: qualche settimana fa, Philip Alston, relatore speciale dell’ONU sui diritti umani e la povertà estrema, ha elaborato e diffuso un rapporto che merita attenzione. Alston, per inciso, non è un fanatico no-global; è, al contrario, un distinto signore, apprezzato giurista, docente alla New York University. Nel rapporto in questione, avverte che stiamo vivendo una drammatica fase destinata ad acuirsi: una situazione che comporterà da qui al 2050 (praticamente domani) la perdita di casa e terra per 140 milioni di persone nei Paesi in via di sviluppo; entro il 2030 (praticamente oggi) saranno 120 milioni le persone chescivolerannonella condizione di povertà estrema a causa del riscaldamento terrestre e ai fenomeni conseguenti. Secondo il rapporto Alston, «Se la comunità internazionale non si mobiliterà con urgenza» assisteremo a devastanti effetti geopolitici: «La rabbia delle comunità colpite, la crescita delle disuguaglianze, l’aggravarsi della miseria per alcuni gruppi sociali molto probabilmente stimolerà il diffondersi di risposte nazionaliste, xenofobiche e razziste».

Non è solo Alston. Secondo le stime della Banca Mondiale, non è garantita, ad almeno 736 milioni di persone una soglia minima di dignità della vita: sono costrette a vivere con meno di 1,90 dollari al giorno. Si invocano con urgenza inderogabile il mettere in campo iniziative politiche concrete a fronte del fatto che centinaia di milioni di persone, «concentrate in India e Bangladesh e nell’Africa sub-sahariana sono sterminate dalla fame e dalla sete, dai cambiamenti climatici e da politiche predatorie, e che per sfuggire dalle condizioni inumane dei propri territori, danno vita agli imponenti ed inarrestabili fenomeni migratori verso i cosiddetti Paesi sviluppati».

Questa, dunque, la situazione; questi, dunque, i fatti.

A fronte di questa annunciata situazione, alla luce di questi fatti, non è ridicolo (e fermiamoci al ridicolo), tutto questo agitarsi attorno alla quarantina di disgraziati della Sea Watch o alla sessantina della Alex? tratti in salvo mentre venivano sballottati nel Mediterraneo. Di fronte a questi esodi biblici, le preoccupazioni di governi e Stati sono concentrate su qualche centinaio di poveretti sfiniti che chiedono di potersi lasciare alle spalle gli inferni in cui senza colpa si sono venuti a trovare?

Eppure, per quanto possa apparire incredibile, è proprio questo che accade. Cosa fanno i componenti di un Governo che ha, appunto, il compito di ‘governare’? Si balocca in stupefacenti tweet; non ci confrontano nelle sedi appropriate (Consiglio dei Ministri, Parlamento). Avanti a colpi di selfie, e raffiche di messaggi per Facebook, Twitter, interventi sui blog. Tanto per cambiare, Lega e Movimento 5 Stelle. Quello presieduto da Giuseppe Conte passerà alla storia come il primo governo di maggioranza e di opposizione insieme. Una bella trovata, questa di essere maggioranza e opposizione contemporaneamente. In queste ore, per esempio, sono il Ministro dell’Interno Matteo Salvini e il Ministro della Difesa Elisabetta Trenta, a beccarsi come i famosi capponi che il manzoniano Renzo porta in omaggio all’avvocato Azzeccagarbugli.
Pretesto, questa volta, i profughi salvati dalla barca Alex.
Dal Viminale parte una raffica di accuse; la replica a quanto Trenta rimprovera a Salvini: l’aver rifiutato l’offerta di consentire a navi militari di portare i naufraghi fino a Malta. Il ‘non ci sto’ del Ministro dell’Interno, viene accolto da una raffica di sferzanti reazioni grilline. L’articolo pubblicato dal ‘Blog delle Stelle’ è significativamente intitolato: ‘Il Truman show dei migranti’; impietosamente si ricorda che, mentre i riflettori sono puntati sulle Ong, centinaia di persone continuano a sbarcare sulla coste italiane e nessuno ne parla.
Manlio Di Stefano, viceministro degli Esteri ed esponente di punta del M5S, scrive: «Nel tentativo di nascondere l’evidenza, qualcuno è arrivato ad attaccare direttamente i propri colleghi di Governo inciampando in una gaffe dietro l’altra. Si è chiesto l’intervento della Marina in acque italiane, ma è la Guardia di Finanza a svolgere le funzioni di Polizia del mare. Dunque il Ministero dell’Economia, non la Difesa. Ci si è lamentati di non aver ricevuto alcun sostegno, ma è stato il Viminale a rifiutare la proposta della Difesa di trasbordare i migranti a Malta e su questo ci aspettiamo delle spiegazioni». Sobriamente Di Stefano aggiunge: «Il problema è sempre lo stesso se vuoi fare tutto da solo e non passi mai la palla, se tieni lo sguardo fisso a terra senza accorgerti mai dei tuoi compagni, in porta non ci arrivi mai. Se ti senti Maradona e poi giochi come un Higuain fuori forma, è un serio problema, perché di mezzo c’è il Paese. Non si può dire che è sempre colpa degli altri».

All’insegna del tipico aplomb salviniano, la replica: «Ignorante, vada in Venezuela». Allusione al fatto che Di Stefano, da sempre, simpatizza con il regime di Nicolas Maduro.
Qualcuno poi deve essersi reso conto che la replica doveva essere un po’ più articolata: «Il Viminale non ha agito da solo e non ha rifiutato la collaborazione di altri Ministeri, a partire dalla Difesa, tanto che ‘Alex aveva una interlocuzione aperta anche con Guardia di Finanza e Guardia Costiera».

Tutta colpa, come in passato, delle Ong. Sono colpevoli di «essersi rifiutata di entrare in acque maltesi e di aver chiesto di essere accompagnata dalle autorità italiane». E per quello che riguarda l’offerta di Trenta, di accompagnare i migranti a Malta: «Le nostre Forze armate si sarebbero trasformate in tassisti del mare a servizio della Ong». E poi una precisazione: «Nessuno attacco ai militari». Perché l’altro giorno il Ministro della Difesa aveva intimano: «Basta con gli attacchi ai nostri militari».

Salvini, che giorni fa ha avuto cura di far sapere a destra e manca che si è ‘rotto’ quelli che il commissario Montalbano chiama ‘cabasisi’, ora fa sapere si essere piuttosto amareggiato: il Governo lo lascia solo sul fronte dell’immigrazione. Ormai ci manca solo che qualcuno suggerisca di recitare i leopardiani ‘All’Italia’: «…Nessun pugna per te? non ti difende / Nessun de’ tuoi? L’armi, qua l’armi: io solo / Combatterò, procomberò sol io…»

L’unica cosa certa è che Lega e M5S continuano a darsele di santa ragione. Esemplare questa riflessione grillina che si può leggere nel blog del movimento: «Nell’ultimo mese sono arrivati in Italia più di 300 irregolari e nessuno ne parla… Questo è un gioco al massacro molto pericoloso perché, mentre tutti parlano delle Ong, sul nostro territorio arrivano decine e decine di piccole imbarcazioni indisturbate… mentre tutti discutevano di 54 migranti sulla Mediterranea, poco prima nella notte, a Lampedusa, ne erano sbarcati 70. Nessuno se ne accorge però, la fiction è più forte della realtà». Le puntate della ‘fiction’, particolare non irrilevante, vedono come attori protagonisti proprio gli esponenti della compagine di Governo, i firmatari del ‘contratto’…

Salvini soppesa con attenzione le parole che pronuncia davanti al ‘suo’ popolo che lo segue via social: «Ogni tanto mi sento politicamente solo…Mi farebbe piacere che fossero al nostro fianco, al fianco del popolo italiano, altrimenti è un precedente pericolosissimo». Ma bando alle malinconie, sembra dire Salvini, che idealmente si rimbocca le maniche: «Ragioneremo nelle prossime ore e nei prossimi giorni anche sulla presenza delle navi militari italiane nel Mediterraneo. Domando ai vertici della Marina militare, delle Forze armate italiane, della Guardia di Finanza se la difesa dei confini è un diritto-dovere da parte delle istituzioni italiane oppure se i confini italiane sono diventati improvvisamente un di più, un qualcosa che si può rispettare o non rispettare». E ancora: «Chiederò se le navi militari italiane servono in mare a far rispettare le leggi e i confini o se servono da scorta per la navi fuorilegge».
Il discorso, puro stile salvinese, va tradotto: è un attacco diretto al Ministro della Difesa, quota M5S. Che respinge l’accusa al mittente: «Da giorni abbiamo offerto supporto al Viminale sulla situazione di queste ore e il Viminale lo ha respinto, in più di una occasione. Questi sono i fatti…Forse al Viminale non sanno come funzionano le cose, non sanno che gli Stati maggiori si relazionano con tutte le articolazioni dello Stato, incluso il Viminale stesso… Quanto riportato in queste ore ci sorprende, siamo alla mitologia. Lo ripetiamo: esigiamo rispetto per i nostri militari…Se il Viminale avesse accettato, i migranti sarebbero già a Malta. È un mistero anche per noi il rifiuto espresso dal Viminale».

Salvini la sua partita la gioca su più fronti. Nessuno pensi che si sia dimenticato di coltivare qualche rapporto con la Germania. A Berlino fa sapere: «Il Governo tedesco mi ha scritto e chiesto di riaprire i porti. No, non esiste e penso di dirlo anche per voi…». A rivolgere l’appello dalla Germania, «in nome dei valori cristiani», era stato il Ministro dell’Interno Horst Seehofer, un tempo considerato un falco sull’immigrazione in asse con Salvini e con i Paesi del blocco di Visegrad. Un tempo c’erano il Ministro degli Affari Esteri Enzo Moavero Milanesi, i diplomatici della Farnesina, gli ambasciatori. Oggi ci sono i selfie del Ministro Salvini… Per inciso: grande sostenitore delle intese coi campioni del sovranismo: lo stesso Seehofer, i Paesi di Visegrad. Anche con loro ora c’è ben più di qualche problema. Le capitaine Fracasse di Théophile Gautier, al confronto, è un dilettante…

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore