giovedì, Ottobre 29

Bernie Sanders: un’anatra zoppa a Roma Ancora in corsa alle primarie di NY

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«Sembra che abbiamo rinunciato all’eccellenza personale e ai valori della comunità, in favore del mero accumulo di beni terreni. Il nostro PIL ha superato 800 miliardi di dollari l’anno, ma quel PIL comprende anche l’inquinamento dell’aria, la pubblicità per le sigarette e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine settimana. Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende i programmi televisivi che esaltano la violenza al fine di vendere giocattoli ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari. Comprende le auto blindate della Polizia per fronteggiare le rivolte urbane.
Ma il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia, la solidità dei valori familiari o l’intelligenza del nostro dibattere. Il PIL non misura né la nostra arguzia, né il nostro coraggio, né la nostra saggezza, né la nostra conoscenza, né la nostra compassione, né la devozione al nostro Paese. Misura tutto, in poche parole, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta».

Questo disse Bob Kennedy all’Università di California il 18 marzo 1968. Aveva appena vinto le primarie anche lì, aprendosi la strada per la candidatura democratica alla Casa Bianca.

Infatti, il 6 giugno lo hanno ammazzato.

Bernie Sanders oggi e domani sarà a Roma per un convegno in Vaticano, doveva inontrare il Papa ma alla fine niente incontro con un candidato. All’intervistatore dice tra l’altro: «Sono molto felice e orgoglioso di partecipare. La squadra di relatori è di alto livello ed è concentrata sulle questioni che studio e propongo da decenni: i temi della giustizia sociale e della sostenibilità ambientale, tutte questioni fondamentali per la ripresa dell’economia mondiale», e, ancora convinto di poter incontrare Bergoglio quando ha rilasciato l’intervista, «con Papa Francesco vorrei discutere di come le leggi negli Stati Uniti possono giocare un ruolo importante nel cambiare l’economia attuale, sia sotto il profilo morale sia sotto quello globale. Questo è un Papa che affronta anche il tema dei cambiamenti climatici, un’altra questione per la quale mi batto. L’urgenza di un’economia morale, la distribuzione delle risorse globali, le diseguaglianze nella sanità e i cambiamenti climatici… Non trovo accettabile da un punto di vista morale, economico o ambientale che così poche persone abbiamo così tanto e che l’avidità stia dilagando ovunque. Sono un grandissimo sostenitore del Pontefice, anche se ho opinioni diverse dalle sue su alcuni temi. Ma penso che Francesco sia una figura carismatica che sta aiutando l’opinione pubblica a prendere coscienza delle diseguaglianze di reddito e ricchezza che vediamo in tutto il mondo».

Martedì 19 ci saranno le primarie dello Stato di New York, decisive. Sanders ce la farà a rimontare Rodham-Clinton e a batterla sul filo di lana? E’ difficile, ma lo spero davvero tanto.

Ma se così fosse, ammazzeranno anche lui? E’ improbabile.

Perché Kennedy, se fosse stato eletto a nemmeno 43 anni avrebbe avuto tutta la vita davanti, e intanto due mandati presidenziali quasi sicuri, per cambiare lo stato di cose presente; e soprattutto, il suo programma intercettava un’opinione pubblica ridestata come mai prima dai movimenti intellettuali, politici e sociali degli Anni ’60, la quale, quindi, avrebbe potuto dare forza di massa a un progetto di forte limitazione del capitalismo, del monetarismo e del mercatismo statunitense e occidentale. Tra l’altro, l’avversario repubblicano, Richard Nixon, non godeva di tanto appeal; infatti, vinse col minimo scarto di voti popolari contro Hubert Humphrey, che i democratici buttarono nella mischia dopo l’assassinio di Bob Kennedy.

Mentre Sanders va per i 75.
E semmai vincesse la convention si troverebbe poi davanti Donald Trump, che funziona molto più di Nixon ai suoi tempi. Ma soprattutto si troverebbe a fare i conti con un’opinione pubblica tosata e massaggiata da quarant’anni buoni di conformismo, trenta di neoliberismo, venti di securitarismo e dieci di crisi economica: nessuna forza di massa potrebbe dare spinta ai suoi programmi pure più avanzati. Sarebbe meno che un’anatra zoppa, non sarebbe un’anatra.
E una non-anatra probabilmente neanche vale il piombo per spararle.

Cionondimeno… FORZA BERNIE, FACCI SOGNARE!!!
(Pensa tu come stiamo.)

 

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