martedì, Giugno 25

Bannon a 360° dalla UE alla Cina al Vaticano, da oltretevere prime sciabolate Bannon, in viaggio in Italia, attacca Europa e Vaticano, intanto arriva una prima risposta dalle forze vaticane di Francesco che rigettano il Congresso Mondiale delle Famiglie

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Ieri all’appuntamento di Lettera 22 ‘Gli algoritmi dell’Informazione’ un ospite molto discusso, Steve Bannon, l’ex ideologo di Donald Trump, da qualche mese impegnato, con The Movement, nella realizzazione di una federazione di partiti nazionalisti in Europa, una internazionale neo-nazionalista, insomma linternazionale del sovranismo o del suprematismo del quale ha discusso il professor Massimo Faggioli, in vista delle prossime elezioni per il Parlamento Europeo.  L’intervento di Bannon, che si può ascoltare attraverso ‘Radio Radicale’, a una settimana dall’inizio di un altro evento della destra radicale che ha fatto e sta facendo molto discutere: il Congresso Mondiale delle Famiglie.

Bannon non ha perso l’occasione per uno dei suoi ‘magistrali’ attacchi a 360 gradi: dall’Europa alla Cina, passando per il Vaticano e senza trascurare, anzi, il Governo gialloverde, è riuscito a fare il quadro di quello che sono le considerazioni del sovranismo in questa delicata fase.

Le prossime elezioni europee, secondo Bannon, «definiranno questo continente anche per i prossimi 30 anni. Sono ridotte a due filosofie contrarie: una che ha come premessa il fatto che il cittadino sia l’unità di misura dello Stato-Nazione; l’altra, quella incarnata dal progetto europeo, ha come obiettivo gli Stati Uniti d’Europa, dove l’Italia non è Italia, la Francia non è la Francia e l’Ungheria non è l’Ungheria».

In quanto all’Italia «oltre un anno fa la maggioranza degli italiani ha votato due partiti emersi, uno populista di centro sinistra e un altro nazionalista di centrodestra. Questi partiti hanno provato a mettere insieme un progetto mai visto, e questo progetto è stato bocciato da Bruxelles. Si voleva fare come si era sempre fatto nel passato: togliere il potere dalle mani dei cittadini. Ma questa idea è fallita dopo 24 ore». È stato perfetto questo progetto? «No. Ma mostratemi un altro governo del popolo nel mondo che abbia stanziato in modo concorde il budget come in Italia. Sarebbe come se negli States Bernie Sanders lavorasse con Trump»

Attenzione però, subito dopo attacca il memorandum Italia – Cina sulla Via della Seta. Il Presidente cinese è undittatore totalitario’ e accordi come quello della Via della seta sono strumenti per consegnargli il dominio del mondo.

La Cina ha una «strategia rapace di dominio del mondo». Aziende come Huawei, «daranno alla Cina il dominio del mondo», sostiene l’ex capo stratega di Donald Trump.
Il progetto cinese, prosegue Bannon, è «costruire un sistema manifatturiero in cui gli altri Paesi potranno essere fornitori di materie prime o al massimo di alcuni componenti, oltre che dei mercati». Per questo, bene ha fatto Matteo Salvini che, prima di dare il via libera agli investimenti cinesi in Italia, ha invitato a ‘studiare cento volte’ i vari dossier che riguardano Pechino. Parla di un ‘modello predatorio’, riferendosi a quello cinese, «simile a quello attuato a suo tempo dalla Compagnia delle Indie». In quanto Huawei «è un braccio dell’esercito cinese», «è il cavallo di Troia cinese nel cuore dell’Occidente, per accaparrarsi i nostri dati e usarli come armi».
Le reti 5G,  «saranno alla base dei computer quantistici e degli sviluppi tecnologici del futuro». I dati che passeranno per queste reti, insiste, «saranno come il plutonio del futuro, e possono diventare – e lo diventeranno – delle armi».
In futuro, dice, «tutte le aziende di telecomunicazioni che useranno i sistemi Huawei saranno sottoposte al controllo dell’esercito cinese».

Poi una pacca sulla spalla ai due partiti di Governo: «Bolsonaro ha vinto le elezioni spendendo appena 750mila dollari e studiando il lavoro fatto in Italia da Salvini e Di Maio». In quanto alla «Lega può essere il primo partito nel prossimo Parlamento europeo e Matteo Salvini è una delle stelle nascenti» della politica, insieme a Viktor Orban e ai leader conservatori scandinavi.

E poi l’affondo contro il Vaticano. Il Vaticano ha un «accordo segreto» con la Cina e il Papa dovrebbe renderlo pubblico. «Papa Francesco ha firmato un accordo segreto con il Governo più odioso del mondo. Praticamente ha concesso (al governo cinese, ndr) la facoltà di selezionare i vescovi all’interno della chiesa cattolica cinese». «Il cardinale di Hong Kong ha condannato questo accordo come una sorta di svendita dei martiri cristiani della cina. Faccio un appello al papa, affinché renda questo accordo trasparente. Ogni cattolico, ogni cristiano, ogni cittadino dovrebbe poter avere accesso a questo documento».
Una delle ragioni della visita di Xi Jinping in Italia «è il Vaticano», secondo Bannon. che si definisce «cattolico praticante», e dice di vedere un futuro nero per la chiesa cattolica Usa, che «vale circa il 70% di tutto il flusso di cassa della chiesa mondiale». Le tante cause civili intentate contro le diocesi americane per avere coperto gli abusi dei preti pedofili, prevede, rischiano di portare alla «liquidazione» della Chiesa cattolica Usa «nei prossimi 5-10 anni» e questo «può portare al fallimento anche della casa madre».

Ma Bannon vuole davvero costruire l’internazionale dei sovranisti? In un articolo di qualche mese fa, quando Bannon stava muovendo i primi passi su questo progetto, piazzandosi quasi in pianta stabile nel Vecchio continente, in un intervento che attirò molto l’attenzione degli osservatori della politica europea, Kemal Derviş, senior fellow del Global Economy and Development , e Caroline Conroy, analista  senior dello stesso istituto,  dopo una attenta disamina del concetto stesso di ‘internazionale’, sostenevano che l’unico obiettivo di Bannon è  «indebolire il progetto europeo».  Al centro di questo progetto «ci sono due tensioni di internazionalismo che Bannon e i suoi alleati vogliono distruggere: uno del centro-destra liberale, l’altro del centro-sinistra liberale. Questo obiettivo, più di ogni somiglianza politica, è ciò che unisce i partiti di estrema destra europei. Nonostante le sue debolezze, l’Europa è ancora il centro del pensiero liberista internazionalista».

Ora contro il sovranismo e gli oscurantismi della destra radicale entrano in scena le forze vaticane. In una lunga intervista all’agenzia ‘Dire’, Michela Nacca, avvocato dei Tribunali dello Stato Città del Vaticano, interviene sul Congresso Mondiale delle Famiglie (World Congress of Families, Wcf), previsto a Verona dal 29 al 31 marzo. Secondo Nacca, costituirà «un momento di riunione per dimostrare che si è formato un potere forte a livello internazionale, che fa riferimento a movimenti di destra sessisti, omofobi, razzisti e antifemministi. Movimenti che legano il White nationalism americano ad analoghi russi, che partendo dalle idee di Anatoly Antonov, Viktor Medkov e Allan Carlson, grazie all’attività di Brian Brown, Alexey Komov, Ivan Shevchenko, non escluso colui che ha permesso l’alleanza Lega-5S ed il raggiungimento del loro patto di Governo –Steve Bannonsi sta storicizzando in Italia una realtà politica ed in un Governo nazionale». Il tema della famiglia, quindi, secondo l’Avvocato, sarebbe solo «un pretesto per arrivare alla creazione di un partito o un movimento esplicito di massa popolare a livello internazionale».

Il Wcf sarebbe, secondo Nacca, «un’occasione per contarsi partendo dall’Italia dove, in questa fase storica, è in atto un esperimento sociale per riaffermare un movimento che sembra avere molti punti in comune con la destra fascista, il cui fulcro è tornare indietro rispetto ai diritti delle donne. Una vera Controriforma, che nella sua grammatica principale prevede anche l’omofobia ed il razzismo quale tappa fondamentale per la sua autoaffermazione».

Ciò che deve far riflettere, continua l’avvocato della Sacra Rota, «è l’assenza delle autorità ecclesiastiche cattoliche, nonostante il Congresso si richiami al tema della famiglia, caro alla Chiesa. Ma, soprattutto, nonostante gli organizzatori esplicitamente sostengano di essere animati da principi e valori cattolici» . Autorità ecclesiastiche che gli organizzatori del Wcf «hanno sicuramente tentato di coinvolgere, senza evidentemente riuscirci. Ritengo che noi cattolici non possiamo condividere la visione di famiglia che emergerà da questo Congresso. L’appoggio di un tale movimento da parte di autorità ecclesiastiche cattoliche non solo sarebbe incoerente, ma potrebbe dividere i cattolici, anzichè unirli».

Al Congresso parteciperanno, oltre ad alcuni esponenti del governo ungherese di Orban, tra i relatori elencati sul sito ci sono i Ministri dell’Interno e della Famiglia italiani, Matteo Salvini e Lorenzo Fontana, il sindaco di Verona, Federico Sboarina, il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia. Uno «stuolo di leghisti che, sostenuti da autorità cristiano-ortodosse -probabilmente strumentalizzate al pari di ciò che si vorrebbe fare con la Chiesa di Roma- si sono schierati apertamente su una visione distorta della società e della famiglia: ossia un’ottica affatto evangelica, preoccupata più di stigmatizzare negativamente la diversità che a difendere la famiglia, più attenta a condannare l’aborto, che a difendere la maternità e l’infanzia».

Un Congresso che, soprattutto, vuole ripristinare un modello sociale chiuso, arretrato. «Voler introdurre uno Stato di tipo etico, al pari dell’Isis, non è lo scopo, né interesse della Chiesa Cattolica, ma di questi movimenti che, manipolando e travisando il Vangelo e il Magistero pontificio pensano di poter travisare noi cattolici, comprese le donne, imponendo una visione del tutto distorta della società, caratterizzata da privilegi e privilegiati, reintroducendo distinzioni di sesso, razza, cultura, censo, età e potere. Una società estranea alle persone disprezzante la dignità ed i diritti altrui: in specie quelli del diverso, dell’estraneo, del debole».

Lo scontro tra sovranisti (suprematisti?) e democratici entrerà nel vivo con la campagna elettorale per il voto europeo, che, probabilmente, come dice Bannon sarà un voto che modellerà l’Europa dei prossimi 30, quello tra  cattolici suprematisti e questo papato sembra essere entrato già in una fase avanzata.

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