sabato, Ottobre 24

Bangkok e la terra dei fuochi thailandese field_506ffb1d3dbe2

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Bangkok roghi

Bangkok – Aggirandosi in una megalopoli come Bangkok, dove vivono all’incirca 10 milioni di abitanti, se si escludono le aree più esterne dell’area metropolitana che potremmo chiamare hinterland, sugli ampi marciapiedi, soprattutto la sera, quando le temperature calano seppur lievemente, ci si aggira tra scarafaggi di color marrone ruggine di dimensioni inconsuete per chi è avvezzo alle misure di casa nostra. Non tante cartacce in giro, questo è vero ma questi grossi insetti frammisti a topi che non mancano nelle aree dove si raccoglie la spazzatura, ci “raccontano” della immensa mole di rifiuti che produce ogni giorno la megalopoli asiatica.

Al mattino dopo, pattuglie di addetti alle pulizie delle strade e dei marciapiedi, si aggirano freneticamente per pulire ogni cosa persino con agenti schiumogeni, riordinando tutto e poi sciacquando la superficie della strada. Delle autobotti che passano lì accanto, attraverso dei grossi tubi neri, sparano con forza l’acqua che dovrebbe lavare qualsiasi cosa. Usiamo il condizionale perché in verità, questa pulizia, sebbene solo apparente, dura pochi minuti. La freneticità della vita quotidiana riporta tutto ad uno stato di igiene generale che lascia molti dubbi. Altro discorso si potrebbe fare se ci si aggirasse nell’area centrale della città, nel “salotto buono” coma la Silom Road, piena di uffici, palazzi del benessere, gallerie d’Arte o ancor meglio nella zona dei grandi centri commerciali, i big malls come Siam Center o Paragon Center, lì l’aspetto del selciato e dei marciapiedi è più che solo apparentemente pulito.

Ma anche gli uomini delle Forze dell’Ordine tornano a casa, a fine turno. E senza divisa sono cittadini come tutti gli altri, la spazzatura non guarda in faccia a nessuno. I bidoni della spazzatura, in strada, sono anch’essi democraticamente uguali in ogni zona della città. E la spazzatura brucia allo stesso modo producendo fumi e diossina, quando i grossi contenitori dei rifiuti sono in fiamme. Anche quando sono, quindi, nei pressi delle abitazioni dei poliziotti e degli uomini dell’Esercito. Alcune delle testimonianze delle ultime ore sono state rese ai media nazionali proprio da loro. Le fiamme si son levate alte per cinque giorni consecutivi, hanno affermato alcuni esponenti dell’Esercito anch’essi ben memori di quel che sono quando tolgono di dosso la divisa per tornare normali cittadini e quindi essere accomunati nel problema diffuso in questi ultimi tempi. Si assiste a fiamme che bruciano dense su spazzatura che si è andata accumulando anche per tre anni, persino gli estintori sembrano poter far poco contro tutto questo.

Le fiamme si son levate alte in 35 differenti isole ecologiche a Beung Kan nel Distretto Muang, avvolgendo nella nube tossica che ne è derivata tutte le persone distribuite nel raggio di 10 chilometri, in un odore nauseabondo, nubi scure, fuliggine come peraltro testimoniato ai media da numerose persone. Molti i casi di intossicazione e problemi respiratori, molti i casi di cure mediche e le Forze dell’Ordine hanno cercato di barcamenarsi al meglio delle proprie possibilità. Si è raccontato anche del caso di un incendio di cinque contenitori di spazzatura nei pressi di una scuola, l’Istituto Rassada, dove studenti, docenti e residenti locali a Klong Pang nel Distretto Trang Rassada nella giornata di ieri l’altro sono stati oggetto della nube sprigionatasi a causa dell’incendio di centinaia di tonnellate di spazzatura in nemmeno 200 metri di distanza dal plesso scolastico. Secondo testimoniate rilasciate in loco, dalla scuola erano già partire diverse segnalazioni di casi similari ma anche per segnalare le fiamme e la nube tossica derivante, oltre che l’odore nauseabondo.

E la risposta delle Autorità non è certo stata gradevole, poiché, di fatto, hanno detto che non si poteva far granché proprio a causa degli alti cumuli di spazzatura. E quindi, tutto quel che possono realmente fare nell’immediato è spostare i grandi contenitori della spazzatura in collocazione più adatta e rispettosa della salute dei minori. La Direzione didattica ha ribadito la necessità di rivedere il piano di distribuzione spaziale dei contenitori della spazzatura mentre sempre più persone, e non solo dei dintorni della scuola, ribadiscono che è molto meglio spostare un bidone della spazzatura in contesti più appropriati, invece di lasciarli alla mercé delle fiamme in strada. Bisogna poi considerare anche che spesso i contenitori finiscono in fiamme pure più di una volta. Le segnalazioni non sono mancate fino ad oggi, anzi, in alcuni casi, i residenti locali hanno sottolineato che le petizioni, ma soprattutto le vibranti proteste indirizzate alla Polizia, sono tese a riportare ordine e tranquillità nella Capitale del Regno del Siam.

Nella giornata di ieri, altri incendi si sono verificati nella Provincia di Samut Prakan, una decina di mezzi dei vigili del fuoco hanno cercato di combattere con le fiamme tossiche fino a tarda serata, le fiamme ancora persistono mentre le nuvole nere si stagliano nel cielo sempre più dense. Le Forze dell’Ordine, nel momento in cui sono sollecitate a dare risposte chiare, solitamente addebitano le fiamme agli alti cumuli di spazzatura come un effetto delle alte temperature soprattutto negli ultimi giorni. L’autocombustione a sua volta produce diossina e altre sostanze velenose nell’aria e, al momento, le risposte date alla questione sono alquanto balbettanti. A ben vedere, quello che sta accadendo negli ultimi giorni e nelle ultime ore in numerose zone della Capitale thailandese riecheggia le polemiche scatenatesi a proposito della cosiddetta “Terra dei Fuochi” nel Sud Italia e nello specifico in Campania dove, però, le debite differenze tra la gestione dei rifiuti in una megalopoli qual’è Bangkok e le modalità con cui esse sono condotte e poi aspramente criticate in Italia, sono da coscientizzare profondamente. Allo stato attuale, mentre in diverse zone della città e nella calura, si cerca di difendersi al meglio, permane sul terreno la questione della complessa e difficile gestione dei rifiuti e la loro messa in sicurezza proprio a salvaguardia della vita dei bambini e dei cittadini tutti.

 

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