lunedì, Ottobre 21

Banche italiane: quali scegliere nel 2019? Per sapere a quale istituto affidarsi, bisognerebbe prendere in considerazione una serie di variabili più o meno fondamentali

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Nel contesto economico attuale, segnato da una fragilità generalizzata del settore bancario a livello mondiale, è più che mai importante ponderare meticolosamente le proprie scelte in materia di prodotti finanziari in cui investire le proprie economie e di istituti di credito a cui affidare i propri soldi.

La sicurezza ha naturalmente un costo: i tassi offerti dalle banche più sicure sono generalmente meno elevati rispetto a quelli di istituti di credito dal rating meno brillante. Tutta la difficoltà risiede per l’appunto nella capacità di trovare il giusto equilibrio tra fattore rischio e rendimento, soprattutto alla luce della politica attuale della BCE, improntata tendenzialmente sul ribasso dei rendimenti in generale.

La scelta di un istituto di credito sicuro implica dunque rendimenti probabilmente meno spettacolari, a causa dell’impossibilità di sfruttare i rialzi dei tassi futuri, ma per le stesse ragioni permette di evitare il rischio di subire fluttuazioni inaspettate sui mercati finanziari ed eventuali variazioni del tasso iniziale, garantendo allo stesso tempo la possibilità di svincolare il proprio capitale da qualsiasi conto prima della scadenza prevista.

Nonostante l’ammirevole resilienza dimostrata dal settore bancario italiano in seguito alla grande recessione, le banche continuano a fallire, e oggi più che mai appare necessaria l’istituzione di forme di controllo qualitativo costanti, al fine di misurare con la massima precisione l’affidabilità di ogni banca, nell’interesse comune.

Al fine di scegliere al meglio l’istituto bancario a cui affidarsi, ogni cittadino dovrebbe innanzitutto prendere in considerazione una serie di variabili più o meno fondamentali.
In misura minore, se la priorità è la sicurezza, è sempre consigliabile affidarsi a un istituto bancario di dimensioni medio-grandi, in quanto tenuto inevitabilmente sotto la vigilanza costante della BCE e di Bankitalia e sorvegliato da un certo numero di intermediari finanziari che hanno interesse a tenere sotto controllo la sicurezza dei propri investimenti, e quindi il patrimonio dell’istituto in questione. C’è poi la quotazione in borsa, che può rappresentare un valore aggiunto, seppure non indispensabile, nella scelta del proprio istituto bancario ideale.

Tuttavia, i fattori davvero indispensabili di cui va tenuto conto senza esitare sono quelli che riguardano strettamente il livello di sicurezza di una banca, ovvero: il suo grado di copertura, che generalmente è direttamente legato agli accantonamenti (più sono bassi più il rischio aumenta), i suoi titoli di Stato e buoni fruttiferi postali (sempre consigliabili rispetto a quelli ad alto rischio), il fatto che si tratti o meno di un’aggregazione (una soluzione sempre più diffusa, volta a consolidare un settore altrimenti troppo frammentato), e infine i tre fattori più importanti e centrali per determinare l’affidabilità di un istituto bancario, ovvero: l’analisi di bilancio, il Common Equity Tier 1 (rapporto tra il capitale ordinario, il CET 1 ratio e gli impieghi ponderati per il rischio) e la salute di azioni e obbligazioni (ovvero le obbligazioni e azioni proposte e il numero di risparmiatori che vi hanno sottoscritto, indici che costituiscono la solidità patrimoniale dell’istituto).

L’accesso a queste informazioni è oramai reso possibile dai report finanziari pubblicati da alcuni istituti prestigiosi a cadenza regolare, il cui obiettivo è mettere alla prova la solidità delle banche sulla base di una serie di indicatori chiave (in particolare il Cet1 ratio e il Total capital ratio). I sistemi di valutazione più rinomati sono lo Stress test dell’EBA (European Banking Authority) e della BCE, nonché la classifica delle banche italiane dell’Università Bocconi per l’Economia del Corriere. Gli ultimi stress test effettuati dall’EBA e dalla BCE hanno promosso quattro banche italiane, prime della classe in termini di affidabilità: Intesa Sanpaolo, Unicredit, Banco BPM e Ubi Banca, che pertanto risultano particolarmente sicure per eventuali investimenti (azioni del gruppo bancario Banco BPM).

La strategia fondamentale per eccellenza per valutare al meglio la salute economica di una banca consiste dunque nell’informarsi a dovere in merito alla sua solidità e ai suoi ratio patrimoniali, consultando regolarmente le classifiche realizzate dalle autorità competenti (un traguardo notevole dal punto di vista della trasparenza e dell’accesso a informazioni chiare e verificabili), il cui scopo è di permettere a tutti gli attori del settore e ai privati di vederci più chiaro nel panorama complesso e talvolta criptico del settore bancario, e di orientarsi con cognizione di causa verso scelte ponderate e sicure.

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