sabato, Agosto 8

Banche italiane alla prova degli “stress test”

0

Lo “stress test” è in grado di determinare la capacità di uno strumento finanziario o istituto finanziario di affrontare una crisi economica: il capitale delle banche viene messo alla prova in un ipotetico scenario di shock: crollo del Pil, del mercato immobiliare, della fiducia dei risparmiatori e di altre variabili. Nel caso specifico italiano, Monte dei Paschi di Siena è risultata tra le peggiori nei test condotti dall’EBA (Autorità Bancaria Europea) su 51 istituti di credito europei; nel complesso, il sistema bancario italiano è stato dichiarato solido. Hanno fatto molto meglio invece Intesa Sanpaolo, al top in Europa, Unicredit, Banco Popolare e Ubi Banca.

stress-test-banche-

Fonte Infografica: www.soldionline.it

Promossi dunque gli istituti italiani messi sotto esame tranne Monte dei Paschi di Siena. Il Consigliere Delegato di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, ha fatto sapere che «L’Italia è un Paese forte e in ripresa, e noi vogliamo essere l’acceleratore della crescita. Siamo i più forti in Europa tra le grandi banche in termini di solidità patrimoniale e i nostri coefficienti superano ampiamente le richieste dei regolatori, anche nello scenario più avverso».

A livello europeo i test hanno evidenziato l’esito negativo delle ipotetiche prestazioni di 9 banche. L’esperto tedesco intervistato nel video di ‘CCTV English’, Wolfgang Gerke, sostiene che «fino a quando l’economia italiana non tornerà in acque più tranquille, le banche soffriranno». Il rischio che vi debba essere un “appoggio” tedesco per le banche italiane non è scongiurato «ma è almeno bloccato nel breve periodo, perché le banche italiane vogliono ristrutturare il mercato dei capitali. Tuttavia, una crisi finanziaria potrebbe colpire chiunque in Europa».

(video tratto dal canale Youtube di ‘CCTV English’)

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore