giovedì, Giugno 20

Banca Popolare di Vicenza: No Borsa? No Party!

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No Borsa? No Party! Ma cosa è successo? Per l’AD di Unicredit, Federico Ghizzoni, di fatto quasi nulla, la Banca Popolare di Vicenza ha il capitale per continuare a lavorare e quindi tutto a posto, Pier Francesco Saviotti, Banco Popolare, non ha paura, cosa volete che sia…
Si continuano a snocciolare paroline come ‘flottante’, ‘advisors’, ‘Atlante’ etc. etc., ma, gentile dottor Francesco Iorio, non aveva detto, proprio poche ore fa, che ’10’ era un numerone e che bisognava avere fede? Non sapevo si occupasse pure di questioni religiose, pensavo si occupasse solo di questioni bancarie e si preoccupasse un minimo degli azionisti.

Si capisce che questo fondo Atlante avrà il 99,33% del capitale, sottoscrivendo l’intero aumento di capitale per un totale di 1,5 miliardi di euro pagando ogni azione 10 centesimi.
Certo, rispetto a chi le ha pagate quasi 63 euro, ha fatto un buon affare.

Grandi titoli dappertutto, almeno questa volta, che lasciano trasparire il fatto che nessuno, in realtà, osa proferire parola su una vicenda che ha messo sotto gli occhi di tutto il mondo quanto il nostro sistema bancario sia compromesso.

Al momento, però, l’informazione difetta nel descrivere cosa succederà, o meglio, quel che è successo, ai soci, oltre al mantenimento del Telepass e dei debiti. Cosa darà ai soci la banca? Ve lo dico io: NULLA.
Altro che risarcimenti, altro che proclami, il nulla è ciò che aspetta questi maledetti, rompiscatole, ignoranti, incompetenti, speculatori di bassa lega dei soci.

Si scrivono pagine e pagine di numeri, di nozioni di tecnica bancaria e politica economica, ma si soprassiede un po’ troppo su quegli esseri inferiori che hanno perso i loro miseri risparmi in questa vicenda.
Domani cosa racconteranno nelle filiali? Faranno sempre quel sorrisetto uguale per tutti? Continueranno a raccontare che va tutto bene?

Mi rendo conto che sono domande stupide, ma ci sono ben più di centomila persone che hanno perso i loro risparmi e  c’è anche, e soprattutto, chi ha perso proprio tutto e, magari, si ritrova pure il mutuo o il fido da pagare.

Caro dottor Gianni Zonin, lei era ed è l’uomo simbolo di questa banca, tanto si è fatto sentire e vedere quando le cose andavano bene!
Si ricorda tutti quei ricevimenti? tutte quelle riunioni dove stringeva mani a tutti e distribuiva sorrisi e complimenti anche al più piccolo dei suoi clienti? Si ricorda quando nei meeting della sua banca premiava i direttori più valenti nel vendere i prodotti ed acquisire nuovi clienti e  soci? L’orgoglio con cui questi si facevano fotografare assieme a lei era enorme, chi lei avvicinava si sentiva un privilegiato.
Perché ora, con onestà e dignità, non dice la verità a tutti noi? Si ricordi che l’onore, l’onestà e la dignità, per un uomo, un uomo vero, sono tutto, chi non ha questi valori appartiene al lato oscuro del mondo.
Riceva nella sua tenuta quelle persone che non sanno più come vivere senza i risparmi persi nelle vostre operazioni, e spieghi la verità e, lei che può, li aiuti almeno in questo.

Vede, caro dottor Zonin, e cari dipendenti tutti, conoscenti e non, a noi sembra che la vostra banca si sia salvata sulle spalle degli azionisti, a noi sembra che chi di voi percepisce ancora la  busta paga ci debba qualcosa, anche un grazie, ma sincero.

I Sindaci dei paesi con le vostre filiali si sono attivati per dare assistenza alle famiglie che sono entrate in crisi causa il comportamento della banca, sono impegnati in azioni di assistenza anche a livello psicologico, perché hanno paura che i loro concittadini rischino la vita causa la totale disperazione.
Io li ho visti piangere, gridare, stringersi il petto, prostrarsi di fronte ai familiari per l’errore compiuto….ma questi erano solo azionisti, caro dottor Zonin e cari dipendenti, non uno di voi ha proferito parole di scusa, tutti i giorni sapete dove andare, e il 27 del mese la paga vi è sempre arrivata, la mattina fate sempre le telefonate ai clienti che vanno ‘sotto’ nel conto, ma non avete mai rilasciato una parola di dispiacere, voi avete avuto i sindacati che hanno difeso il vostro posto di lavoro in assemblea, noi non riuscivamo neppure ad entrare.
Vorrei dirvi che se è vero che avete solamente eseguito ordini e rispettato regole, sono le stesse cose che hanno fatto i soldati nazisti in guerra…e non per questi motivi sono stati meno colpevoli nel commettere i crimini dei loro comandanti.

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