giovedì, Dicembre 12

Banca etica, la nuova scelta degli spagnoli field_506ffbaa4a8d4

0
1 2


Per molti, la parola ‘banca’ ha assunto una connotazione negativa, specialmente durante gli anni della crisi. Sentir parlare della cosiddetta ‘banca etica’, dunque, fa pensare immediatamente a una contraddizione in termini. Eppure, in Spagna, Paese fortemente castigato dalla crisi proprio a causa dell’azione delle banche, sono in aumento le persone che stanno passando dalla banca tradizionale a quella etica. Secondo quanto affermato da Nina González, portavoce di  Financiación, Ética y Solidaridad (FETS), la banca etica nel 2015 ha raggiunto in Spagna i 215.000 clienti, un 15% in più rispetto al 2014 e sembra essere anche quest’anno un dato in aumento.

Nonostante questi dati, sono molti ad aver sentito parlare di banca etica ma ancora pochi sanno di cosa si tratta. Jordi Calvo Rufanges, economista, ricercatore su movimenti sociali, pace, armamenti ed economica di difesa, e coordinatore del Centre Delàs, prova a fare chiarezza sul tema: “Una banca etica è un’entità finanziaria come qualunque altra, ha prodotti molto simili a quelli della banca tradizionale. Tuttavia, esegue un controllo molto stretto sugli investimenti. La banca etica, infatti, assicura che il denaro non verrà investito in un certo tipo di imprese o progetti non etici, ad esempio quelli relazionati con armi, contaminazione ambientale o con la violazione dei diritti umani. Si investe, invece, su progetti economici che hanno una funzione sociale e sostenibile”.

Una delle parole d’ordine della banca etica è ‘trasparenza’. Eppure non sono in pochi a nutrire forti dubbi o scetticismo nei confronti della provenienza di queste banche. Un esempio su tutti è quello di Triodos, banca etica fondata nei Paesi Bassi nel 1980 e presente in Spagna, che in molti dicono sia legata all’antroposofia, definita dall’enciclopedia Treccani come una “dottrina teosofica” basata sulle idee di Rudolf Steiner. Una setta secondo alcuni. “Esistono due tipi di trasparenza. Una è la trasparenza degli investimenti, visibili a tutti, che è la caratteristica principale della banca etica”, spiega Calvo, “D’altra parte, la trasparenza riguarda i proprietari della banca etica. Nel caso di Triodos, non ho informazioni esatte, ma credo sia una sorta di leggenda urbana quella della setta anche perché non ci sono notizie certe in merito. Triodos è gestita da una fondazione e le persone che ne fanno parte si sono rese conto che la banca etica è un affare, dato che c’è una fetta del mercato che è interessata a questa opzione. In FIARE Banca Etica [nata dall’unione della Banca Popolare Etica italiana e da Fiare, un progetto spagnolo, ndr]i proprietari sono facilmente riconoscibili perché sono persone ed entità provenienti dei movimenti sociali e della società civile presenti in ogni zona”.

Controllando il sito di Triodos Spagna si può notare che sotto la voce ‘A quién financiamos’ (Chi finanziamo) si trovano i progetti finanziati divisi per sezioni (Natura e Ambiente, iniziative sociali e cultura) e una mappa che mostra dove e quali sono gli investimenti su tutta la penisola iberica. Anche sul sito di FIARE si possono trovare i nomi dei progetti o delle ONG finanziate con relative cifre.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore