domenica, Novembre 29

Bali e il Copyright

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BangkokLa Amministrazione Provinciale di Bali sta approntando un disegno di legge interno a fini di protezione delle imprese che realizzano prodotti tradizionali nazionali, come misura facente parte degli sforzi per preservare la tradizione e per sostenere la produzione oltre che il miglioramento qualitative in linea con le rinnovate richieste del mercato globale e internazionale.

La Dirigente dell’Ufficio Industriale e del Commercio di Bali, Ni Wayan Kusumawathi ha affermato che il suo ufficio, in cooperazione con gli accademici presso l’Università di Udayana, sta progettando un disegno di legge interno a fini di protezione delle linee produttive tradizionali balinesi. Si ritiene che l’ordinanza possa essere definita ed approvata entro l’anno e potrà fungere da importante stimolo nello sviluppo delle fabbriche nazionali ed in preparazione delle sfide cui si va incontro nell’ambito della più ampia competizione commerciale mondiale.

La tradizione tessile balinese è considerata parte integrante della cultura locale e delle espressioni artistiche che ricadono tutte sotto le leggi internazionali in difesa delle proprietà intellettuali HKI , come le danze, l’architettura tradizionale, la pittura ed il folklore. I tessuti balinesi tradizionali comprendono l’endek e il songket . Come ha affermato la stessa Ni Wayan Kusumawathi, il disegno di legge si muove proprio a partire dalla definizione dei tessuti balinesi tradizionali.

«I risultati saranno poi resi noti ed ufficializzati con la apposita documentazione accompagnatoria: essa comprenderà un mappaggio dell’abbigliamento tradizionale balinese così come dell’arte specializzata nel creare tessuti e si definiranno le distinzioni tra i vari motivi in ogni singola Reggenza o città. Questa sarà la base per poter formulare la Legge stessa». La Dirigente capo poi ha invitato tutti i partiti a giocare un ruolo attivo nella preservazione e circa lo sviluppo futuro delle fabbriche tradizionali locali.

Ni Wayan Kusumawathi ha poi aggiunto che la protezione dovrebbe essere estesa non solo nella direzione della difesa delle proprietà intellettuali, in riferimento a quanto fissato dalle Leggi internazionali in questa specifica materia, ma dovrebbe anche comprendere la preservazione e l’uso sostenibile.

La produzione tessile balinese, ha affermato la Dirigente, è stata portata avanti attraverso numerose generazioni ed oggi si ritrova nella condizione di finire sull’orlo dell’estinzione. Tutti gli artigiani e le persone addette alla realizzazione di prodotti tessili tradizionali sono oggi in età avanzata e non vi è particolare ricambio generazionale. Tutto ciò –si dice- lo si può attribuire all’uso ristretto di tali imprese e fabbriche, dove ormai si producono solo abiti e tessuti poi utilizzati nelle cerimonie religiose o poco più.

«Faremo grandi sforzi per proteggere la produzione legale, compresa l’attenzione che daremo all’importanza di registrare la proprietà intellettuale ed i diritti connessi e offriremo assistenza progressiva e graduale nelle opere di miglioramento di accesso alla produzione. Altrettanto importante è come la produzione potrà continuare ad essere e svolgersi», ha aggiunto Ni Wayan Kusumawathi.

Il passaggio del disegno di Legge interno sarà seguito da un Decreto Governativo sul più ampio uso delle fabbriche del settore, specialmente all’interno delle istituzioni finanziarie, del comparto educativo e governativo così come in tutto il ramo della ospitalità alberghiera e nell’industria commerciale degli hotel.

Ni Wayan Kusumawathi ha poi sottolineato che  alcuni particolari motivi tessili, che sono usati abitualmente per rituali tradizionali e religiosi, saranno mantenuti in essere. «Il training e l’attività di tutoraggio saranno resi disponibili proprio grazie al personale ormai anziano ma grandemente esperto nel ramo tessile locale, specialmente a proposito di quei motivi tessili che possono essere usati dalla utenza più estesa e generica, design oggi sempre più ricercato e per i quali gli standard qualitativi oggi sono molto cambiati, in questo modo noi saremo capaci di competere con prodotti provenienti da altre Provincie e soprattutto da altre Nazioni», ha aggiunto l’alto funzionario del settore.

I Wayan Sukerta, leader di Winangun Asri, un gruppo locale che tesse nel villaggio Pejukutan, Nusa Penida, Klungkung, ha salutato con calore le novità riguardanti la panificazione e la calendarizzazione delle attività legislative relative al nominato Decreto legge interno che dovrebbe giungere proprio in protezione di un settore fortemente sottoposto a grandi pressioni da parte del mercato sia interno ma soprattutto esterno.

Vi è poi da annoverare anche la nota questione del “tarocco” il cui Regno principale è nel non troppo lontano colosso asiatico della Cina, sebbene in questo solco ormai non sia più la sola superpotenza mondiale anche in questo campo commerciale. La storia produttiva tessile balinese, nota in tutto il Mondo ed associata anche con il tatto, il gusto e la raffinatezza che si condensano in un estro artistico ormai noto anche ai più e non solo nel ristretto cerchio degli appassionati del genere batik, è un bene da proteggere come tutte le forme di comunicazione artistica e folkloristica nel Pianeta. Allo stesso tempo, come si rileva anche nei prodotti di qualità e di alto artigianato italiano, le Leggi internazionali in tema di protezione delle idee e della creatività, oltre che del copyright sono incapaci di proteggere fino in fondo tali beni culturali mondiali. Le legge oggi in discussione a Bali cerca di porre almeno un qualche limite alla imitazione o alla produzione industriale anonima e cerca allo stesso tempo di proteggere un retaggio tipico ed inalienabile che rappresenta il cuore del suo popolo e della sua Cultura nel Mondo. L’Asia purtroppo, è stata ed è ancor oggi la principale fonte dell’imitazione commerciale e delle idee produttive tipiche sottratte al loro contesto originario e quindi trafugate, una vexata quaestio e di ben difficile risoluzione da lungo tempo.

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