domenica, Aprile 5

Babywearing per crescere adulti indipendenti Intervista a Ilaria Cinefra Fondatrice Babywearing Italia® , operatrice perinatale e post natale

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Il legame mamma-bambino è un legame fondamentale, che si crea dentro la pancia della mamma ma che deve essere riproposto al neonato anche nei primissimi momenti di vita. Il bimbo, dopo essere stato ‘protetto’ dal grembo materno per nove mesi viene al mondo e trova subito degli ostacoli non indifferenti, il rumore e il trambusto della sala parto, il vociare di medici e ostetriche ma, una cosa consola il bimbo, la voce e l’odore della propria madre che ha imparato a conoscere nei nove mesi di vita uterina. Certo, l’arrivo di un bimbo in una famiglia crea sempre un pio’ di confusione, è necessario creare nuovi equilibri, nuove routine per riuscire a mettere tutto insieme. Un valido aiuto per le neo mamme (ma anche per i papà), arriva dal ‘babywearing’, ovvero portare i bambini in fascia. Una pratica che abbiamo ‘importato’ principalmente dalla donne-mamme del sud del mondo che, costrette a lavorare pochi giorni dopo il parto e avendo la necessità di avere il bimbo sempre a fianco, per allattarlo e per rispondere ai suoi fisiologici bisogni, portano il bimbo legato in una fascia sempre con loro. In Italia si sta diffondendo sempre di più questa pratica che permette alle mamme di essere molto più libere nei movimenti, ma soprattutto garantisce al bambino un perenne contatto con la mamma.

Una cosa è andare a fare una passeggiata, o la supermercato con il bimbo nel passeggino che a due mesi non vede ancora bene e ha bisogno della sua figura genitoriale di riferimento, altro è fare tutto con il piccolo addosso. Lui sarà tranquillo e il legame fondamentale tra la neo mamma e il suo bebè non finirà. Molti pensano che questo sia un modo per non staccarsi mai dal figlio che questa pratica garantirà figli ‘bamboccioni’ sempre legati al seno materno dal quale si staccheranno (forse) una volta arrivati alla scuole medie. In realtà è l’esatto contrario. Il legame madre-figlio garantisce a quest’ultimo una solida base sulla quale creare in maniera indipendente la sua vita adulta.

Negli anni passeggini, girelli, box, latte artificiale e ciucci, hanno preso il posto delle più comode e avvolgenti braccia di mamma e papà e del latte materno. Fortunatamente oggi sono sempre di più le donne che dicono ‘no’ a tutti questi ausili decidendo di portare i figli indosso e di allattare a rischiesta e non, come succedeva tra gli anni ’80 e ’90, con latte artificiale e orologio. Questione di scelte che, come semre accade, saranno criticate dai più ma, questo ritorno alle origini, questo attaccamento viscerale con il proprio figlio può solo giovare alle mamme e ai bimbi.

Per capire meglio abbiamo intervistato Ilaria Cinefra Fondatrice Babywearing Italia® (www.babywearingitalia.it) , Operatrice perinatale e post natale, Consulente e docente Babywearing Italia®, Designer Belly Cast, Counselor in allattamento al seno, Blogger (www.professionemamma.it)

 

Cosa s’intende per babywearing?

Letteralmente la parola babywearing vuol dire ‘indossare il bambino’. Più nel profondo si tratta di uno stile di accudimento basato sul contatto e sull’ascolto di se stessi e del proprio figlio. Questa pratica fa si che si crei una profonda e solida relazione nella diade madre-figlio e così, offrendo al bambino la possibilità di una “base sicura”, si mettono le basi affinché da grande sia un adulto indipendente e sicuro di sé.

È una pratica antica alle quali le donne occidentali di stanno affacciando da poco?

Il babywearing è una pratica che esiste da sempre. L’Homo Sapiens è un primate della famiglia degli ominidi. Il suo corpo era interamente ricoperto da pelliccia per difendere la pelle dagli agenti atmosferici. I cuccioli di homo sapiens erano soliti stare in groppa alla mamma, aggrappati alla sua pelliccia, soprattutto per non rimanere vittime di predatori in cerca di cibo. Andando un po’ più avanti nel tempo, da numerose ricerche effettuate si evince che l’80% della popolazione mondiale ‘porta’ i propri bambini, per cultura, come mezzo di trasporto e come stile di maternage.

È un modo per essere più libere?

Sicuramente tra i benefici c’è anche quello di praticità. Il genitore ‘che porta’ ha le mani libere per potersi dedicare ad altre faccende domestiche piuttosto che lavorative , ovviamente sempre usando il buon senso, senza però dover rinunciare a stare con il proprio piccolo.

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