giovedì, Ottobre 17

Babchenko, morte e resurrezione del reporter anti-Putin Rimesso in libertà l'altro oppositore, il finanziere britannico Bill Browder. Spagna, Rajoy prova a resistere

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Una morte non-morte. Anzi una messinscena vera e propria. Arkady Babchenko, il giornalista russo dato ieri sera vittima di un assassinio a Kiev, è vivo ed è apparso in una conferenza stampa con il capo dei servizi di sicurezza ucraini a Kiev.

Secondo l’intelligence ucraina, «è stato scoperto un piano per assassinare Babchenko ed è stata presa la decisione di organizzare un’operazione speciale durante la quale siamo riusciti a raccogliere prove inconfutabili dell’attività terroristica dei servizi speciali russi nel territorio ucraino».

Babchenko è considerato un reporter anti-Putin e subito nelle scorse ore erano arrivate le proteste della comunità internazionale. Anche se  il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, aveva comunque affermato: «E’ avvenuta una tragedia, un cittadino russo è morto e la sua grande famiglia ha perso colui che la manteneva. Porgiamo quindi le nostre condoglianze alla sua famiglia e agli amici. Noi condanniamo fermamente questo assassinio e ci aspettiamo che ci sia una vera indagine, che renda possibile identificare i responsabili, e non fumo e specchi». Mentre il presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani aveva detto: «E’ stato tra i più importanti corrispondenti russi e ha dovuto lasciare il suo paese dopo essere stato vittima di minacce di morte e di una campagna di odio per il suo lavoro e le sue opinioni politiche. Si tratta di un vile assassinio ed un attacco alla libertà di stampa e ai giornalisti che vegliano sui nostri valori e le nostre democrazie».

Ma per la Russia non finisce qui: il finanziere britannico Bill Browder, oppositore del presidente russo Vladimir Putin, ha riferito di essere stato rimesso in libertà dalla polizia spagnola che questa mattina lo aveva fermato su mandato di Mosca all’Interpol, poi risultato scaduto. «E’ la sesta volta che la Russia abusa dell’Interpol contro di me», ha scritto su Twitter Browder, fondatore e direttore del fondo d’investimento britannico Hermitage Capital, per il quale lavorava come legale Serghei Magnitski, deceduto in cella in Russia nel 2009 in circostanze mai chiarite dopo aver denunciato alcuni funzionari pubblici russi per truffa ai danni dello Stato.

L’Europa sarà «totalmente unita, ferma e determinata» dinanzi all’eventuale imposizione di dazi sull’acciaio e l’alluminio da parte del presidente Usa Donald Trump: questo il messaggio lanciato dal ministro francese dell’Economia, Bruno Le Maire. «Non accetteremo che l’Europa possa essere colpita dalle tariffe sull’acciaio e l’alluminio», ha aggiunto Le Maire. Mentre il segretario americano al Commercio Wilbur Ross ammette: «Ci possono essere negoziati con o senza tariffe in atto. Ci sono un sacco di tariffe Ue su di noi. Non è che non possiamo parlare solo perché ci sono tariffe».

In Spagna, se il Congresso dei deputati di Madrid venerdì approverà la mozione di sfiducia socialista contro il premier Mariano Rajoy, il leader del Psoe Pedro Sanchez sarà nominato già lunedì nuovo capo del governo. A riferirlo la stampa spagnola.  Oggi però il premier spagnolo ha escluso di dimettersi e ha detto di volere andare fino in fondo alla legislatura, nel 2020. In una tesa sessione di controllo del governo in Parlamento, Rajoy ha accusato il leader socialista di volere costituire un ‘governo Frankenstein’ con l’appoggio di Podemos ed dei separatisti catalani. Ma intanto il leader di Podemos, Pablo Iglesias, ha confermato di preparare una nuova mozione di sfiducia per farlo cadere.

Andiamo in Turchia, perché la polizia ha transennato stamani Gezi Park a Istanbul per impedire una manifestazione convocata per domani pomeriggio in occasione del quinto anniversario delle proteste. «Andremo al parco con fiori in mano e pace e amicizia nei nostri cuori», ha dichiarato la Piattaforma per la solidarietà di Taksim, che riunisce molti dei gruppi protagonisti delle proteste del 2013 contro Recep Tayyip Erdogan. Intanto i sondaggi dicono che a meno di un mese dal cruciale voto anticipato del 24 giugno in Turchia, il presidente resterebbe nettamente al di sotto della soglia della maggioranza assoluta e sarebbe quindi costretto al ballottaggio. Secondo gli istituti di ricerca Mediar e Remres, il capo dello stato uscente gode al momento del 43,5% e del 42,2% dei consensi, con un vantaggio di quasi 20 punti sugli sfidanti.

In Afghanistan invece attacco di un commando armato al nuovo edificio del ministero dell’Interno a Kabul. Il bilancio è di undici morti, di cui dieci assalitori e un agente di polizia.

In Francia continuano le riforme di Emmanuel Macron. Secondo ‘Le Figaro‘, stavolta toccherà alla caccia: la riforma dovrebbe prevedere una modifica delle regole di accesso alla licenza, che attualmente è su base dipartimentale.

Chiudiamo con l’Ungheria, dove aiutare migranti irregolari diventerà presto un reato nei termini della proposta di legge presentato dal governo in Parlamento. Questa misura fa parte del pacchetto che prevede anche una modifica della Costituzione in modo che accogliere migranti ricollocati sarà vietato. «Vogliamo evitare di diventare un paese di immigrati, per noi la sicurezza è la cosa più importante», ha detto Csaba Domotor, sottosegretario al gabinetto del primo ministro. Il dibattito e il voto finale si terranno la settimana prossima.

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