lunedì, Ottobre 21

Autonomie: come fosse una trattativa privata tra stellini e Lega Si tratta di un problema di vita e di esistenza del nostro Paese e del nostro Stato, come Stato unitario; su certe cose si discute e si valuta l’interesse dell’Italia

0

Chiunque, sia pure distrattamente, abbia avuto occasione di leggere qualcuno dei miei ultimi articoletti, dovrà riconoscermi che avevo avuto ragione nel dire che la crisi non c’era, e che era tutta una sceneggiata. La solita, l’ennesima, una noia mortale.
Nei giorni scorsi, giornali e giornaloni e giornalini, giornalisti e commentatori pensosi e attenti e ‘esperti’, non avevano mancato di assicurare se stessi e i propri Lettori, che ormai la crisi era fatta, non c’era più nulla da fare. Io, nel mio piccolo, negavo.
Beh, la crisi, finora, non c’è stata.

La sceneggiata solita la abbiamo vista tutta: urla, insulti, minacce, allusioni, dichiarazioni di ormai mancata fiducia dell’uno nell’altro e dell’altro nell’uno, ecc. Insomma, tutta la solita trafila: ‘che barba che noia …’.
E poi, puntuale: ‘ma quale crisi’, ‘ho la massima stima per Tizio’, ‘mai parlato di crisi’, e anche, per portare la comicità al massimo, se in una situazione come questa si può parlare di comicità (io, confesso, ne sono solo disgustato) il ‘fidanzato’ Luigi Di Maio, confida al pubblico che la cosa migliore è parlarsi con il fidanzato’ (uso in entrambi i casi il lemma al neutro!) per capirsi: geniale! Ora i due si vedranno e faranno pace, si abbracceranno, e Matteo Salvini avrà qualche altra posizione di potere.
Questa volta, però, ci sono almeno tre fatti nuovi, da commentare.

Giancarlo Giorgetti, l’uomo di bastone della Lega, l’uomo di cui si dice sia il principale avversario (e temuto) di Salvini, va improvvisamente al Quirinale. Al suo solito, la barba mal fatta, niente cravatta: ma che ci va a fare? A dire al Presidente della Repubblica che lui non è più candidato alla Commissione UE, rinuncia.
Avrei dato un Perù per essere lì e vedere la faccia stralunata di Sergio Mattarella, che non c’entra nulla nella cosa e che si domanda che cavolo voglia ‘sto tizio da lui, oltre a fare sapere a tutti che ha ‘rinunciato’, manco fosse cosa sua! Ma poi, non era stato proprio lui, Giorgetti, a negare qualunque candidatura? (vabbè, non lo dico, ma lo avevo detto che visto che lo negava vuol dire che era candidato, secondo lui).
Dimenticando che, e giustamente, la signora Ursula von der Leyen ha fatto chiaramente capire (anzi, ha detto esplicitamente) che non ha nessuna intenzione di mettersi in casa un esponente di un partito che le ha votato contro, che mi sembra anche normale. E dimenticando altresì, che l’indicazione ‘spetta’ al Presidente del Consiglio, che poi dovrà negoziare … e non sarà facile.
Insomma, unademissio non petita’. Che sarebbe solo ridicola, se non contenesse un siluro avvelenato rivolto a Salvini, per dirgliora basta’.

E non è il solo, perché, secondo punto, dopo la ‘clamorosa’ conferenza stampa del ‘premier’, in cui annunciava di avere ridotto alcune delle pretese delle Regioni sulla autonomia, Luca Zaia dà fuori di matto e minaccia sfracelli, affermando, tra l’altro, che sarebbe incostituzionale rifiutare le richieste delle Regioni.
Ora, caro signor Zaia, con tutto il rispetto: è vero che l’art. 116 della Costituzione dà alle Regioni lapossibilitàdi acquisire alcuni poteri in più, da sottrarre allo Stato (quello che voi chiamate sprezzantemente ‘lo Stato centrale’), ma, appunto, si tratta di una possibilità, non di un diritto. Tanto più che, le piaccia o no, l’Italia è uno Stato unitario e, a meno di cambiare la Costituzione o di fare la rivoluzione, come volevano a suo tempo Umberto Bossi e alcuni veneti di spirito, quella attuale è quella che è. E dunque, non solo è perfettamente prevedibile che lo Stato voglia mantenere alcuni poteri al centro, ma è anche doveroso impedirle, nella misura in cui il Governo o il Parlamento dovessero avere l’impressione che certe autonomie possano essere dannose, Infine, il fatto che ivenetisi siano espressi con un referendum per certe autonomie non ha rilevanza alcuna per il resto dei cittadini italiani, anche se sono pronto a condividere con lei che l’affermazione del ‘premier’ secondo cui su certe cose si ‘tratta’ sono sballate: su certe cose si discute e si valuta l’interesse dell’Italia: ‘Italia’, capito? Se a lei non piace starci, se ne vada pure. Se ci resta, ne rispetti le regole e gli interessi generali. Ma su questo tornerò domani, a proposito della lettera di Conte, altra stranezza, che si aggiunge a quanto di seguito.

E veniamo al terzo punto. L’inopinata, inattesa stravagante conferenza stampa delpremier’, tutto solo, dopo un Consiglio dei Ministri in assenza di Salvini, ma dove si è discusso delle … autonomie. E dove il ‘premier’ afferma cose autonome … beh fino ad un certo punto, perché tanto per mettersi le spalle al sicuro cita il Quirinale ogni tre parole. E quindi: dice che le autonomie sono oggetto di trattativa, e, come dicevo, dimentica che sono nell’interesse degli italiani, e non suoi e dei suoi amici e nemici, dice che non ci sono richieste di rimpasto, dice che la squadra di Governo (sempre questa parola ‘squadra’ e inventatevene un’altra no?) è meravigliosa e tutti governano come dii, e infine ricorda a noi tutti che lui è una persona seria, che lavora molto seriamente, e continuerà a farlo fino all’ultimo giorno di Governo … e vorrei vedere. Insomma, non dice nulla, ma finge di contare e di decidere. Però -lo so è la terza volta che lo dico- tratta di un problema di vita e di esistenza del nostro Paese e del nostro Stato, come Stato unitario, come di una trattativa privata tra lui e Salvini, dove lui è gli stellini e Salvini è la Lega.
Lo dico ancora: è una bruttura, è una offesa al popolo italiano e alla Costituzione, è inammissibile che qualcuno, sia pure il Presidente del Consiglio dei Ministri, detto ‘premier’, e il Presidente della Regione Veneto, detto ‘Governatore’, e altri ancora, trattino questo tema come un tema di negoziato, di trattativa: io ti lascio l’istruzione e tu mi dai le strade, sì ma non tutte, in cambio tu mi dai qualche porto e via trattando.
Del resto, costoro sono gli esponenti di quei ‘partiti politici’ che vanno a governare sulla base di un ‘contratto’. Che vergogna e che avvilimento … ma che ‘politica’ è questa, così si discute della natura stessa dell’Italia e del suo popolo: questo a te e quello a te!

E le urla, gli insulti, la possibile crisi di Governo? Silenzio, non c’è nulla, suvvia stiamo solo discutendo civilmente, specialmente quest’ultima. E in tutta quella conferenza stampa, il ‘premier’, non ha minimamente fatto menzione del fatto che la signora von der Leyen va in tutte le capitali europee, eccezion fatta per Roma. Una cosa che dovrebbe farci riflettere, almeno sull’isolamento, ma specialmente sul fatto che, evidentemente, non contiamo più nulla, e che gli altri, sovranisti inclusi, ci considerano già fuori.

E Di Maio ci somministra così, quasi en passant, con una leggerezza che solo i grandi sanno, ci somministra, dico, una perla di saggezza monumentale: ‘male non fare, paura non avere’.
Cavour? Un principiante.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.