Autore Patrik Kanyunga

Uganda: impantanato l’oleodotto, a rischio Museveni Una decisione della European Investment Bank frena nuovamente l’Oleodotto dell’Africa Orientale, mettendo in crisi e a rischio di spodestamento il già contestato Presidente Yoweri Kaguta Museveni Rivitalizzare l’oleodotto Uganda-Tanzania e costruire la raffineria ad Hoima diventa un imperativo per permettere a Museveni di rimanere al potere
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L’industria petrolifera porterebbe l’Uganda ad una crescita stimata tra il 10 e il 12% annui. Se non dovesse decollare l’opinione pubblica ugandese addosserebbe la colpa del fallimento a Museveni, rafforzando l’opposizione popolare già forte nelle principali città del Paese

Francafrique: Macron manterrà le promesse di Ouagadougou? Per il momento la Cellula Africana dell’Eliseo è più attiva che mai, e il Presidente fa finta di non accorgersene. Gli appuntamenti elettorali del 2020 rischiano diminuire l’influenza francese sul continente se i candidati scelti da Parigi non dovessero vincere o se scoppiassero delle rivolte popolari
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Mali, Niger, Gabon, Costa d’Avorio e altri per ora saldamente in mano alla Francia, ma economia e terrorismo non facilmente controllabile dalla Francafrique, nell’anno elettorale africano potrebbero essere le variabili che fanno la differenza

Uganda: Museveni blocca sul nascere la legge ammazza gay L’immediata reazione del Presidente è un segnale alla comunità internazionale che è da sempre molto critica nei confronti delle politiche discriminatorie verso le minoranze sessuali nel Paese
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Le motivazioni ufficiali alla base della decisione sono le stesse che spinsero il Presidente Museveni a ostacolare a più riprese il ‘Kill the Gay Bill’ fin dalla sua prima presentazione al Parlamento, nel 2011

Uganda: ritorna la legge ‘ammazza gay’, il Kill the Gay Bill Un nuovo grattacapo per Museveni, che già negli anni scorsi ha bloccato la legge. Ora la Chiesa cattolica remerà contro, ma il propositore, il Ministro a Etica e Integrità, Simon Lokodo, sta cercando l’appoggio dei protestanti e delle settembre
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“La legge contro gli omosessuali recidivi prevede la pena di morte, misura necessaria per bloccare il diffondersi dei satanici costumi importati dalle cosiddette ‘società libere’ occidentali”, dichiara il Ministro

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