lunedì, Settembre 23

Autore Giancarlo Guarino

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.

La schiena di Salvini per sopportare il peso del coraggio vien meno Ognuno ha la sua schiena per sopportare il peso del coraggio, ci canta Fiorella Mannoia, «ognuno ha la sua parte in questa scena»; Salvini si tira indietro, ha perso il suo coraggio
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E noi? «stiamo ancora zitti che così ci preferiscono. Tutti zitti come cani che obbediscono» … ma forse, non solo ‘ci preferiscono’, ma ci preferiamo, perché non sono solo parole quelle che dicono «la sovranità appartiene al popolo» e il popolo siamo no, ognuno di noi

Cantone, faccia il suo mestiere … oppure si dimetta, ma per davvero Che vuol dire ‘non sono uomo per tutte le stagioni’? Lei, dottor Cantone, ha una sola ‘stagione’, una e una sola: lo Stato; e lo Stato non ha ‘stagioni’!
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L’idea che uno che fa il Suo lavoro possa farlo diversamente a seconda delle ‘stagioni’ politiche turba, e dovrebbe turbare Mattarella, perché sorge la domanda a quale ‘stagione’ Lei sia appartenuto, a quale gli sia stato eventualmente chiesto di appartenere, e a quale dovrà appartenere chi dovrà sostituirlo

Venezuela: dissento da Mattarella Signor Presidente, l’uso della forza è un crimine di diritto internazionale, e il rischio è che il Suo discorso venga inteso come una accettazione all’uso della forza militare piuttosto che economica
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Del tutto insensato è il ‘riconoscimento di Guaidò’. Può darsi benissimo che la situazione del Venezuela vada cambiata e che il suo Governo sia inadatto. Ma esistono procedure precise per farlo, e tra di esse non sono comprese né l’uso della Forza armata, né il ricatto economico delle sanzioni