Autore Jeta Gamerro

Catalogna al regolamento di conti tra indipendentisti, guardando a Madrid Lo scontro interno al tanto affollato mondo che ondeggia tra indipendentismo e secessionismo sarebbe alla base delle manifestazioni che infiammano la regione. Nel mirino anche i futuri equilibri politici nazionali
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C’è chi parla di strategia della tensione messa in atto da ‘pezzi’ del movimento indipendentista con in obiettivo anche il Governo di Madrid, interrompere la corsa di Sánchez

Catalogna: indipendentisti o populisti? e la Spagna si radicalizza Inizia avanzare un pensiero che da Bruxelles a Madrid sta insinuandosi nell'establishment: e se fosse solo populismo? E se il populismo fosse solo l’autoassoluzione di una politica malata?
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Individuata la ‘malattia’ serve ideare una risposta alle istanze che stanno alla radice del conclamarsi della malattia. Madrid, ma anche Barcellona, come per altro buona parte degli altri malati d’Europa, non sembrano ancora rendersi conto della necessità di provare applicarsi nella ricerca e nella preparazione dell’antidoto

In Egitto non è ‘primavera’, per ora Migliaia di persone in tutto il Paese in strada, per la prima volta in proteste esplicitamente e unicamente anti-regime, che riutilizzano gli slogan del 2011. Chi c’è dietro? E di che si tratta? Ne parliamo con Riccardo Fabiani direttore del gruppo di lavoro Nord Africa di Crisis Group
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“Dal tipo di messaggio, in dialetto egiziano, che siano stati principalmente i ceti medio-bassi ad aver partecipato a queste proteste. I Fratelli Musulmani sembrano avere avuto un ruolo decisamente marginale, se non inesistente”, “possibile che le Forze Armate abbiano avuto un ruolo”

Cina: l’obiettivo è una comunità globale di futuro condiviso Il Governo cinese ha pubblicato oggi libro bianco ‘La Cina e il mondo nella nuova era’: la vision e il progetto della Cina, più che per se stessa per il mondo, per il quale non c’è alternativa alla globalizzazione
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“L’espansione e l’egemonia vanno contro gli interessi della Cina”, “qualsiasi Paese può raggiungere lo sviluppo sostenibile solo se partecipa alla cooperazione internazionale sulla base della parità e del vantaggio reciproco, perseguire l’egemonia e il militarismo consumerà solo forza nazionale e porterà al declino”

Italia: Bruxelles e mercati concordano, bene il programma, ma servono i fatti La visita di Conte a von der Leyen ha suggellato la consonanza dei programmi di governo di Roma e Bruxelles: con Giacomo Barisone e Dennis Shen di Scope Ratings ecco i mercati come rispondono
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“Gli investimenti nella digitalizzazione e nella green economy aspirano a rendere l’Italia e l’Europa più competitive, anche rispetto a partner economici come gli Stati Uniti e la Cina”, ma “la grande sfida resta la sostenibilità del debito”

L’Italia secondo i protestanti: oclocrazia, democrazia in una fase degenerativa L’Italia, il Governo Conte, l’Europa, per i protestanti -pochi, ma ben divisi, malati di deficit di carisma politico- nell’intervista con il Decano nazionale della Chiesa Protestante Unita, Andrea Panerini
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“Al Governo ‘del nuovo umanesimo’ non chiediamo nulla se non di agire nel vero interesse generale, ma ci appare molto difficile, vista la pochezza della classe politica italiana”

Canapa: da Roma a Bruxelles, alla ricerca della volontà politica Le prospettive della canapa in Italia e nel contesto europeo, le richieste alla politica a Roma e a Bruxelles, nell’intervista con Lorenza Romanese, Direttore Generale dell’European Industrial Hemp Association (EIHA)
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“I grandi player mondiali (USA, Canada, Svizzera, Giappone) aspettano il posizionamento dell’Europa per entrare massivamente sul mercato UE (più di quanto lo stiano già facendo). In Italia abbiamo diversi investitori stranieri , ma il panorama legislativo inesistente risulta essere il più grande freno agli investimenti”

Amazzonia: Bolsonaro inizia vacillare, ma non sotto i colpi del G7 Macron minaccia sanzioni commerciali, ma il colpo vero arriva dall’interno, il Presidente ha perso il sostegno dei leader rurali, che temono le sanzioni commerciali in Europa
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Per Bolsonaro e per il Brasile i tempi difficili sono appena iniziati, per il futuro dell’Amazzonia i prossimi mesi potrebbero essere decisivi, molto dipenderà dalla reazione dei grandi elettori del Trump brasiliano e dei grandi investitori interni e internazionali

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